Tommaso Zorzi sta facendo ciò che avrebbe dovuto evitare: cedere alla tentazione di essere ovunque. Offuscato forse dal guadagno facile e dal grande ritorno in termini di visibilità, il vincitore del GF Vip non ha seguito l’esempio del buon Taricone, che, da outsider del primo GF, si concesse un tempo dopo il reality per capire bene quale fosse la sua strada. Un modo per evitare il presenzialismo a tutti i costi, che non paga mai in termini di identità.

Non c’è canale Mediaset in cui si incappi senza trovare la faccia di Tommaso Zorzi. È ovunque: opionista all’Isola dei Famosi, conduttore di Punto Z (spin off di commento del reality isolano), protagonista di Avanti un altro di sera, opinionista fisso del Maurizio Costanzo Show, vittima di uno scherzo de Le Iene, nome già dato certo per un prossimo programma in prime time. Il vincitore del Grande Fratello Vip 2020/2021 ha aggiunto, tacca su tacca, la sua presenza in ogni contenitore del Biscione, puntando sulla quantità.

Non è un caso che gli ascolti di Punto Z, sui quali la rete aveva puntato quasi più che sulla sua poltrona all’Isola, non hanno reso quanto si era sperato, risultando lontani anni luce dai numeri ottenuti dal late show di seconda serata andato in onda su Mediaset Extra durante il suo GF Vip. E dire che la vetrina di Italia1 avrebbe dovuto oliare nettamente gli ascolti rispetto a canale 55, per non parlare dell'agevolazione della messa in onda nella fascia oraria pomeridiana rispetto a quella notturna.

Il brand Zorzi sta fallendo in termini di strategia? Pare di sì. Nessun memorabile intervento, un’ironia spenta, affaticata probabilmente dalla mole di cose da fare, da coprire, da monitorare, inclusi i suoi social. Traspare stanchezza, il problema della sovraesposizione che torna, ché a furia di mangiare pizza ogni giorno poi lo corri il rischio di diventare intollerante al lievito. Alla luce di aspettative altissime e di presupposti ottimi rispetto le sue capacità televisive, pare si stesse assistendo alla nascita di un nuovo talento, un jeune prodige tanto utile alla rete giovane Mediaset quanto alla piattaforma streaming di Mediaset Play, lo scenario è diventato più circense, del tipo ‘vieni e fai lo Zorzi’.

Delle ultime ore la presenza (sacrosanta) nel dibattito DDL Zan e lo scontro con Matteo Salvini a convalidarlo anche nel perimetro degli influencer di opinione, aggiungendo così un altro link alla sua infinita rassegna stampa quotidiana. Ci si chiede se non fosse stato meglio fermarsi, in pieno modello Taricone, per trovare una sana collocazione nei palinsesti, che fosse ragionata e compiuta. Se non fosse stato meglio resistere ai cachet e alla gloria immediati per recuperare fiato dopo sei mesi di esposizione mediatica e tornare con un progetto degno del suo nome, come ne è anche convinto il suo pigmalione Alfonso Signorini.

Semmai un late show scritto di punto, con ospiti e temi presi dai social, il suo habitat naturale, qualcosa all’altezza dell’hashtag #tzshow. Si è preferito rinnovare il guardaroba con camice variopinte e completi pastello, spolpando la sua identità con tutto e niente, un mix di ingredienti confusi che, all’atto pratico, stanno risultando poco strategici per posizionarlo in un mercato già così saturo di stories e povero di storie.

Ridateci un Tommaso che ‘adora' la purezza dei suoi interlocutori, maestro di slang 3.0 che scimmiotta con intelligenza ed esorcizza sui tacchi il trash della tv, improvvisa sui temi più disparati e usa i suoi punti di vista come strumento di analisi a volte impopolare, non di matematico compiacimento.