Un Sanremo si può valutare sulla base di diversi parametri, ma alla fine della fiera quello degli ascolti è il criterio di valutazione che sovrasta tutti gli altri. Soprattutto se è particolarmente negativo, come quello degli ascolti della prima serata di Sanremo 2021. Una media di 8.363.000 telespettatori e il 46,6% di share, netto calo rispetto allo scorso anno, nonostante si fosse dato per scontato un boom di spettatori in virtù di lockdown e coprifuoco, dettaglio questo che rende il risultato ancora più deludente. Flop innegabile, al quale Amadeus e Fiorello proveranno a porre rimedio nelle prossime serate, per quanto la storia di Sanremo racconti che è difficile invertire certi trend.

Quando le cose vanno male tocca capire perché e certamente il tema degli ascolti bassi sarà oggetto delle conferenze stampa dei giorni a venire. Dopo questa prima serata, però, una cosa possiamo dirla con certezza: abbiamo sottovalutato il pubblico. Il pubblico in sala, si intende, quello sul quale si è discusso per settimane e che alla fine si rivela il fattore che ha affossato l'intrattenimento. Uno spettacolo, quello di Sanremo, per ovvie ragioni silenzioso, vuoto, che Amadeus e Fiorello hanno provato a ravvivare in tutti i modi, tentando una specie di miracolo senza grandi risultati. Impossibile fare uno spettacolo di intrattenimento quando non hai nessuno da intrattenere, quando non c'è qualcuno pronto a ridere, applaudire, fischiare, contestare, perfino addormentarsi. A Sanremo il pubblico conta quasi quanto chi conduce e – come avevamo scritto settimane fafa parte della grammatica televisiva del Festival.

Nelle settimane di convulse polemiche che hanno caratterizzato la vigilia di questo Festival, si è invece commesso l'errore di ridurre il pubblico in sala a semplice orpello, elemento inessenziale di una messa in scena che avrebbe avuto ugualmente senso in ragione della situazione di crisi. Qual è il problema? Tutto è chiuso ed è chiuso anche l'Ariston, si diceva, dando sfogo ad un raro esempio di populismo sanremese sull'onda delle proteste, pur legittime, per i teatri chiusi. Ma la verità è che Sanremo ha bisogno di spettatori esattamente come uno spettacolo teatrale e, a parere di chi scrive, si doveva fare con il pubblico o non si doveva fare. Aveva ragione Amadeus, che però si è trovato costretto a rimangiarsi quello che in molti avevano derubricato a capriccio. Siamo tutti bravi a parlare ex post, ma questa era un'istanza sensata, che andava considerata mesi prima, probabilmente quando si decideva se fare o meno il Festival. La macchina però era partita, la Rai non avrebbe mai rinunciato a Sanremo ed è per questo che oggi siamo qui riuniti ad analizzare la sconfitta.