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Il Collegio 5

Intervista a Niccolò Bettarini e Valeficent: “Noi in Collegio ci stiamo stati e non lo consigliamo”

Il figlio di Simona Ventura e Stefano Bettarini, al debutto nel mondo dello spettacolo, conduce con la Youtuber Valeficent lo spin off digital del programma cult di Rai Due “Il Collegio”. I due si raccontano a Fanpage.it senza filtro. Tra materie odiate, i lati negativi e positivi del Web, il futuro professionale e le brutte esperienze della vita. Ecco cosa hanno raccontato.
A cura di Andrea Conti
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Non solo “Il Collegio”. Oltre al programma che sta spopolando su Rai Due e sui social esiste anche un canale parallelo YouTube di RaiPlay, in cui vive lo spin-off digital “Il Collegio Off”. Ad accogliere i protagonisti della scorsa edizione del programma tra aneddoti e interviste, ci sono Niccolò Bettarini, il figlio di Simona Ventura e Stefano Bettarini, al suo debutto nel mondo dello spettacolo, e la Youtuber Valentina Varisco, in arte Valeficent.

Avete incontrato Michael Gambuzza, Matias Caviglia, Alice Carbotti, Beatrice Cossu e Luca Cobelli. Cosa vi ha colpito di loro?
Niccolò: Partiamo dal presupposto che secondo me questi ragazzi sono dei veri e propri personaggi e mi fanno morire dal ridere. La cosa che mi ha colpito di più di loro è stata la loro convinzione.
Valeficent: Ho trovato i ragazzi de Il Collegio molto cresciuti e diversi rispetto al programma. Durante l’adolescenza i cambiamenti sono molto veloci, ciò che mi ha colpito è stato trovarli tutti molto consapevoli della loro posizione.

Qual è stata la vostra esperienza a scuola tra ricordi, voti, momenti difficili?
Niccolò: Chiedo la domanda di riserva (ride, ndr)… Scherzi a parte, a scuola ero un disastro, il classico ragazzino che se voleva poteva fare le cose ma troppo preso a fare stupidate. Inoltre avevo un’attenzione che durava zero.
Valeficent: Sono sempre stata una ribelle. Il mio percorso adolescenziale è stato abbastanza difficile, sia per me che per i miei genitori che nonostante tutto mi sono stati sempre vicini. Ho cambiato 4 scuole fino alla terza dove poi mi sono “stabilizzata”, nonostante il carattere sono sempre andata bene a scuola sforzandomi il minimo, mi sono diplomata al liceo linguistico nei giusti tempi, nonostante una bocciatura in prima liceo in un altro istituto dovuta alla condotta.

Qual era la materia che amavate e quella che detestavate?
Niccolò: Decisamente educazione fisica, per lo sport ero sempre gasato. Direi che la peggiore per me sia stata la matematica ero e sono tutt’ora negato in quella.
Valeficent: Odio la matematica e tutto ciò che prevede il metodo e le regole, quindi anche chimica, fisica etc. Amavo e amo invece le materie umanistiche, lettere e filosofia soprattutto, tuttora prediligo quel genere di letture.

Saresti mai andati in un Collegio?
Niccolò: Purtroppo in un collegio vero io ci sono stato veramente! E no, ragazzi… Non lo rifarei mai.
Valeficent: Se si parla di vita vera, l’ho fatto sebbene non in convitto e non lo rifarei. Per la parte del mio animo ribelle e hippie invece avrei voluto fare l’edizione del programma del 1968… Assieme a Nicole Rossi (protagonista della scorsa edizione appunto alla quale sono molto legata).

Chi vi ha colpito tra i protagonisti di questa nuova edizione?
Niccolò: Crispino è decisamente il mio preferito de Il Collegio 4, ha un grande carisma e poi a me i napoletani stanno simpaticissimi.
Valeficent: Sono pazza di Mario Tricca! Ha una complessità morale davvero interessante ed una profondità non comune per i ragazzi della sua generazione. Le sue riflessioni sul futuro mi hanno molto colpita. Apprezzo anche la coppia de “i Crispella” (Vincenzo e Gianni).

Quanto la rigidità del modello educativo può essere un vantaggio o uno svantaggio?
Niccolò: Dipende dal carattere di in una persona secondo me, però può sempre servire dal punto di vista di porsi certe regole nel raggiungere un determinato obbiettivo.
Valeficent: Il modello educativo di una persona nasce in primis in famiglia. Penso anche che ognuno vada educato in base al carattere che ha, quindi non può esistere un metodo o un modello generico, siamo tutti troppo diversi e pieni di sfumature. Più che la rigidità dovrebbe essere la comunicazione il vantaggio di un possibile “modello educativo” che come base ha il soggetto è non un oggetto.

Nel vostro percorso professionale che ruolo avrà la tv?
Niccolò: Non chiudo e non chiuderò mai le porte alla tv. Paradossalmente nel contesto dello spettacolo ci sono nato avendo due genitori del genere (Simona Ventura e Stefano Bettarini, ndr). Però preferisco seguire prima le mie passioni tra cui lo sport e poi chissà.
Valeficent: La tv è stata il mio passato, ho lavorato molti anni davanti alla camera e da qualche anno invece ho iniziato ad apprezzare la fatica di “stare dietro”. Il collegio off 2 è stata una bella sorpresa e una grande soddisfazione professionale, con Niccolò mi sono trovata molto bene. Non mi faccio troppe domande sul futuro, di certo valuterò ogni opzione interessante e nelle mie corde.

Che tipo di programma vi piacerebbe condurre?
Niccolò: Non saprei, penso che quello dipenda dal momento alla fine, ora sono interessato a delle cose e magari in un altro momento sarò interessato a tutt’altre.
Valeficent: Se ne avessi la possibilità mi piacerebbe condurre un talk con i giovani, conosciamo troppo poco le nuove generazioni ahimè e spesso le giudichiamo senza metterci mai nei loro panni e nei loro problemi.

I vostri pregi e difetti?
Niccolò: Valentina è una personale stupenda, un’ottima lavoratrice, senza di lei questo progetto non avrebbe avuto né un inizio né una fine, inoltre dà sempre il massimo. È molto impulsiva, come me in molti casi e questo so che può essere un difetto per altre persone, per me no.
Valeficent: Niccolò è un ragazzo molto maturo per l’età che ha e a differenza della maggior parte dei suoi coetanei è estremamente educato, pieno di valori radicati e con una caratura morale molto alta. Un suo pregio (oltre all’essere “chill”) a mio avviso è avere davvero tanti pregi, ne scopro sempre di nuovi. Mentre il suo difetto è avere difetti totalmente sopportabili perché nei suoi rivedo i miei.

Qual è il vostro rapporto con il Web e che uso se ne dovrebbe fare?
Niccolò: Per me il Web è un mondo virtuale e tale rimane perché nella società di oggi si fa molta fatica a distinguere la vita reale da quella appunto virtuale. Quindi io lo uso in maniera molto “a caso”, a volte facendo qualche lavoretto, perché parliamoci chiaro si parla di soldi facili. Riguardo a come usarlo, uno fa quello che vuole, sta nell’intelligenza di una persona usarlo sapendo di essere seguito e quindi essere “d’esempio” per gli altri.
Valeficent: Sono cresciuta e mi sono formata come persona mentre il web cresceva e si definiva, per anni ho usato i per scrivere cercando di creare futuri ricordi che poi un giorno mi sarebbe piaciuto rileggere. Oggi ho un rapporto d’amore ed odio soprattutto con Instagram, dove disapprovo il 90% dei modelli che vengono proposti. Personalmente cerco di usare il web per trasmettere messaggi positivi e per creare un senso di aggregazione e verità che in realtà è stato dimenticato per colpa della parola “online”.

Il lato negativo e positivo del Web?
Niccolò: Beh il lato positivo sicuramente è il fatto che è un modo di esprimerti e far conoscere le tue idee e le tue attività, quindi visibilità. Quello negativo è che, esprimendoti a pieno, puoi essere criticato.
Valeficient: Il lato positivo è che dimezza tempi e barriere comunicative. Il web consacra ciò che ritiene valido e meritocratico, ma allo stesso modo superficialmente da spazio a critiche e modelli errati con estrema facilità.

A tu per tu con Niccolò dopo l'aggressione

Niccolò, il modello educativo scolastico e familiare sono elementi importanti nella società di oggi. “Il Collegio” lo dimostra. Alla luce dell'aggressione violenta che hai subito, ritieni che tutto parta dalla scuola, dalla famiglia, dalla mancanza di valori?
Vorrei iniziare rispondendo che “Il collegio” non è la vita, paradossalmente sono del pensiero che soprattutto nella società odierna molti valori si imparano fuori dal contesto scolastico/familiare attraverso determinate esperienze. Però parlo esclusivamente della mia esperienza personale senza nulla togliere ovviamente alla mia famiglia che fortunatamente mi è sempre stata vicino.

Secondo te, in che modo si possono evitare fenomeni violenti a scuola come nella società?
Non sono un politico, né tantomeno una persona che può giudicare e addirittura dire come evitare certe azioni (perché quello dipende anche dal carattere di ciascun individuo), inoltre perché abbiamo tutti parametri di giudizio diversi. Su una cosa sono d’accordo però, questo tipo di cose derivano da alcune mancanze, ma non di valori o mancanza di educazione, parlo di mancanze di vita e spesso da parte della stessa società in cui viviamo. Detto ciò, non voglio assolutamente giustificare alcun atto violento. Finisco col dire che, secondo me, comunque la vita è una ruota: oggi a me domani a qualcun altro e molta gente questo non riesce a comprenderlo, forse perché non hanno mai pagato veramente per gli errori che hanno fatto.

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