Inaspettatamente, dopo vent'anni dalla sua ultima edizione italiana, torna sul piccolo schermo uno dei programmi televisivi più famosi degli Anni Ottanta: "Giochi senza frontiere", che da giovedì 19 settembre 2019 diventerà EuroGames. Dopo una lunga permanenza in Rai, la trasmissione passa a Mediaset e andrà in onda su Canale 5, in prima serata, condotto da Ilary Blasi e Alvin.

Cos'era Giochi senza frontiere

Il programma televisivo "Giochi senza frontiere" nacque da un'idea del presidente francese Charles de Gaulle, nel 1965. L'intento era quello di far sfidare, in un'atmosfera goliardica, i giovani francesi e tedeschi, ma poi venne esteso ad altri Paesi europei. Fu così che a partire dal 1965, la trasmissione che, in realtà, si ispirava ad un vecchio format televisivo italiano del 1959, Campanile sera, condotto da Mike Bongiorno, Renato Tagliani (sostituito a un certo punto da Enza Sampò) ed Enzo Tortora, divenne un vero e proprio cult per gli amanti del piccolo schermo. Campanile sera era a suo modo un quiz abbinato a prove atletiche, con domande rivolte a concorrenti di un paese del Nord Italia e di una località del Sud.

Solitamente l'estate era il momento in cui "Giochi senza frontiere" occupava i palinsesti televisivi, catturando l'attenzione di un pubblico variegato, appassionato alle prove atletiche dei partecipanti e divertito dai loro occasionali strafalcioni. La bellezza di questo programma stava nel fatto che, come una sorta di Olimpiadi, unificava l'Europa in un sentire unico, un'appartenenza totale, senza che fossero sottolineate differenze di provenienza o di cultura, nonostante le nazioni fossero in sfida l'una con l'altra.

Come funzionava il programma

Il gioco consisteva in una serie di prove che le nazioni in gara dovevano superare e attraverso le quali avrebbero guadagnato punti. In alcune sfide ogni nazione aveva la possibilità di giocare un jolly, con il quale poteva raddoppiare il punteggio totalizzato nelle sfide precedenti. I vantaggi, però, non finivano qui, dal momento che ogni Paese partecipante, seguendo una turnazione, poteva cimentarsi in una prova speciale, chiamata file rouge, che veniva svolta in maniera individuale. Sul finire degli Anni Ottanta, poi, venne aggiunto un altro step, quello della "scommessa", nella quale una squadra poteva decidere di non giocare e puntare sulla vittoria di un'altra, di cui subiva la stessa sorte in termini di punteggio. Ogni nazione era rappresentata da una città e i giochi si svolgevano, a turno, in una delle città rappresentanti, divenendo a tutti gli effetti un programma itinerante, escludendo le ultime quattro edizioni che si svolsero in un'unica sede.

Il conto alla rovescia con Attention troix, deux, un

Ogni programma ha qualcosa che lo rende riconoscibile e indimenticabile, che sia la sigla, il conduttore o un particolare momento della trasmissione. Per quanto riguarda "Giochi senza frontiere" sarebbe difficile dimenticare il fischio che decretava l'inizio dei giochi, preceduto dal conto alla rovescia in francese: "Attention Troix, deux, un". Per anni, questo conto alla rovescia è stato un vero e proprio tormentone.

La prima volta di Giochi senza frontiere in Rai

In Italia trasmissione andò in onda dal 1965 al 1982 su Rai2. Dal 1971 al 1977, anni in cui fu trasmessa la prima versione a colori, a partire dal 1973, il programma fu condotto dalla coppia formata da Giulio Marchetti e Rosanna Vaudetti. Ancor prima, uno dei conduttori più noti della prima televisione, Enzo Tortora, aveva prestato la sua immagine al programma, prendendone il timone nelle edizioni degli Anni Sessanta. Il volto a cui si associa la conduzione di "Giochi senza frontiere" è, però, Ettore Andenna,  che ne ha condotto il maggior numero di edizioni e ne prese il timone già nel 1978, per poi ritornare alla conduzione, dopo un periodo di assenza, dal 1991 al 1996, periodo in cui i giochi vennero trasmessi su Rai1. Conduttori dell'ultima edizione del biennio 1998-1999 furono Mauro Serio e Flavia Fortunato. Claudio Lippi, Carlo Conti, Milly Carlucci, Simona Tagli e Maria Teresa Ruta furono altri quattro volti Rai che ‘satellitarono' intorno il format estivo più seguito della tv.

Quante volte ha vinto l'Italia

La partecipazione dell'Italia fu garantita in tutte le edizioni, ma la nostra nazione conquistò la vittoria solo quattro volte: nel 1970, nel 1978, nel 1991 e per concludere nel 1999, ultima edizione del programma. Il primo anno, la città a classificarsi vincitrice fu Riccione, nel 1991 prima sul podio fu Vigevano.

Jocelyn regista di Giochi senza frontiere

Tra i nomi che più frequentemente si associano al programma, oltre quello del già citato conduttore, Ettore Andenna, c'è quello del regista Jocelyn Hattab, meglio conosciuto semplicemente come Jocelyn. La prima edizione francese di "Giochi senza frontiere" lo vide nel ruolo di assistente alla produzione. L'esperienza televisiva maturata durante questi anni fu un vero e proprio trampolino di lancio nel mondo del piccolo schermo. Da lì in poi, infatti, occupò la cabina di regia in diversi programmi televisivi di successo come Domenica In, Il grande gioco dell'oca, In bocca al lupo con Carlo Conti e anche il più recente Reazione a Catena, fino all'edizione del 2015.

La prima edizione di Eurogames

Dopo anni di assenza del programma che aveva appassionato milioni di telespettatori, raggiungendo cifre da capogiro in termini di ascolti, toccando anche i venti milioni di persone, nel 2016 si pensò di riprendere in mano la trasmissione e venne creato un format basato proprio sulla struttura di "Giochi senza frontiere", in una veste ancor più internazionale dal titolo Eurovision Super Games. Per la prima edizione di Euro Games parteciperanno l‘Italia, la Polonia, la Francia, la Spagna, la Germania, la Russia e la Grecia. La trasmissione, come nelle ultime quattro edizioni, non sarà itinerante, ma andrà in onda da un unico luogo, ovvero Cinecittà World, all'interno di un'arena che rievoca il Circo Massimo. Giudice di questa prima edizione sarà il campione Juri Chechi, che aiuterà i conduttori, Ilary Blasi e Alvin a comprendere le regole di ogni gioco. Ci saranno percorsi, circuiti, ostacoli da superare, tutte quelle prove che, anche nelle scorse edizioni, avevano appassionato i telespettatori.