18 Settembre 2012
09:30

Trattativa Mediaset-La7: questo matrimonio non s’ha da fare!

Il pericolo è che La7 possa diventare un contenitore trash abbandonando di fatto la sua missione, quella di informare e di intrattenere con garbo e libertà: da Michele Santoro ad Enrico Mentana, da Gianluigi Nuzzi a Gad Lerner, da Cristina Parodi a Geppi Cucciari.
A cura di Fabio Giuffrida
mediaset

Un polverone, una rivoluzione, una serie di forti reazioni. Questo ha causato l'indiscrezione secondo la quale Mediaset sarebbe interessata all'acquisto di La7 (e Mtv) oltre che alle frequenze occupate da TI Media. Un colpaccio, qualora la famiglia Berlusconi ci riuscisse davvero, sancendo una volta per tutte il monopolio dell'azienda di Cologno Monzese. Un monopolio sulla tv che di conseguenza potrebbe avere forti ripercussioni sul futuro dell'informazione italiana, già troppo spesso "stuprata" e fatta oggetto di pressioni, risultando poco autorevole e per niente credibile. Se da Viale Mazzini qualcuno si chiede che senso abbiano tre telegiornali tutti uguali che alleggeriscono le casse ormai vuote dell'azienda pubblica, dalla tv privata continuano a propinarci programmi triti e ritriti, populisti e qualunquisti, che parlano di pseudo-previsioni del meteo e di pseudo-ricette anticrisi. Una stella che brilla è senza ombra di dubbio La7 (qui il palinsesto) che sta tentando – nel bene o nel male – di sfidare i colossi Rai e Mediaset proponendo un palinsesto di qualità, alternativo e "tendente" all'informazione ragionata e d'inchiesta. Gli ascolti – siamo onesti – non sono affatto esaltanti, ma è troppo presto per trarne le conclusioni.

Cristina Parodi e Michele Santoro sono i fiori all'occhiello della piccola rete di Telecom Italia, adesso in vendita, situazione che preoccupa moltissimo i giornalisti liberi che hanno trovato la loro dimora ideale in quel di La7. Enrico Mentana ha già detto, che nel caso la rete di TI Media venisse acquistata da Mediaset, lui lascerebbe immediatamente perchè "incompatibile con il suo vecchio editore" che gli negò lo Speciale di Matrix sul caso di Eluana Englaro, preferendo trasmettere il Grande Fratello, reality show che dopo pochi anni è clamorosamente calato negli ascolti. Enrico Mentana è riuscito ad acchiappare telespettatori grazie al suo tg che spesso vola sopra l'8% di share, non temendo alcuna concorrenza e proponendo un'informazione senza "gobbi da leggere" e soprattutto senza informazioni sui saldi o comunicati stampa-soffietto. D'altronde Mentana non è uno che scendere a compromessi. Una colonna portante per il mondo del giornalismo italiano, di certo non uno sprovveduto.

Il pericolo è che La7 possa diventare un contenitore trash, qualora dovesse passare nelle mani della tv privata. Cosa propone oggigiorno Canale 5 al pomeriggio? La solita Barbarella 5, le sue irritanti faccine seguite da pianti e subito dopo da balli festosi. Cosa propone al mattino? La solita Federica Panicucci, più contenuta, più pacata della Barbarella, sì. Ma quali sono le sue argomentazioni? Il solito minestrone riscaldato perchè le idee (e i soldi) sono finiti. Il nulla condito con il nulla. E alla sera? Veline per la cena e per il dopo cena i fenomeni da baraccone de Lo show dei record o i pianti, i litigi, i problemi e gli amori dimenticati di C'è posta per te. Per fortuna che ci sono L'onore e il rispetto, Squadra Antimafia e I Cesaroni a farci "respirare", o nel caso della famiglia della Garbatella a farci sorridere. Beh, meglio della Rai che in prima serata ci sdegna con la bambina che piange perchè bacchettata con valutazioni negative a Ti lascio una canzone: un fattaccio che non fa onore ad Antonellina e che la dice lunga sull'utilizzo di bambini per acchiappare ascolti (così come Chi ha incastrato Peter Pan? e Io Canto).

Il Tg1 con il caso Minzolini ha sicuramente perso appeal a favore di un Tg5 sempre giovane e fresco, vivace e sulla notizia. E se Studio Aperto si domanda come sta "il pulcino pio", c'è il Tg4 che cerca di darsi una rispolverata e dimenticare una volta per tutte Emilio Fede: ma ci riuscirà mai? L'ombra delle meteorine-arcorine e di quel "fantastico" Sipario c'è sempre. Per fortuna che c'è La7 con un Enrico Mentana disturbato dai rumori in studio o con Sommajuolo che fa pensieri hot in diretta tv (in realtà era solo una gaffe). Dopo aver fatto una carrellata del peggio della nostra tv, sembra chiaro che La7 oggi non possa rischiare di diventare un contenitore di nullità: il salotto radical-chic di una bella e professionale Cristina Parodi che porta contenuti ed esclusive, sarebbe sostituito magari da un format urlato e super-trash. E se il Mentana show diventasse l'Emilio Fede show?

Michele Santoro approda a La7 dopo il litigio con la Rai dopo esseri scontrato la con la dirigenza Rai e con l'entourage di Berlusconi oltre che con l'ex Premier stesso. Così facendo, Santoro di sicuro non si sentirebbe più a casa, non sarebbe più tranquillo. Dopo l'esperienza di successo, ovvero quella di trasmettere sulla multipiattaforma delle tv locali, su Cielo Tv e in streaming sul web, ha finalmente trovato una stabilità, dopo alcun tira e molla, in quel di La7 dove ripartirà con il suo Servizio Pubblico. Stessa squadra, stessi contenuti, stessa determinazione e aggressività di sempre. Consegneranno, infatti, chiavi in mano le puntate al gruppo Telecom Italia senza che questo quindi possa sindacare: l'importante è fare (vera) informazione, scovare notizie, indurre alla riflessione ed aprire gli occhi agli italiani, soprattutto in questo momento. Siamo alle porte delle elezioni politiche, la campagna elettorale sta per cominciare e tutto si sta giocando in queste ore. E dove le mettiamo poi le inchieste di Gianluigi Nuzzi che ha fatto tremare il Vaticano e il programma di Gad Lerner che senza peli sulla lingua affronta ogni settimana temi delicati e di scottante attualità?

La trattativa Mediaset-La7 potrebbe saltare perchè gli advisor arruolati per la cessione di TI Media potrebbero respingere la richiesta del Biscione. Mediobanca e Citigroup, stando ad indiscrezioni, non vorrebbero fornire le informazioni riservate relative alla vendita di TI Media al gruppo Mediaset. Eppure dal quotidiano La Stampa ci fanno sapere che oggi ci sarà un comitato esecutivo in quel di Cologno Monzese tra il Presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, il vicepresidente Pier Silvio Berlusconi, l'amministratore delegato Giuliano Andreani e il consigliere di amministrazione Mediaset Gina Nieri. Mediaset potrebbe spuntarla anche contro l'Antitrust: quindi niente paletti su frequenze tv nè su ricavi nella comunicazione. Non si supererebbe il limite del 20%, in nessun caso. Il valore complessivo di TI Media è stimato a circa mezzo miliardo di euro mentre i debiti del gruppo controllato da Telecom schizzano a 200 milioni di euro. Antonio Di Pietro, leader dell'Idv, grida allo scandalo e starebbe già pensando ad un'interrogazione parlamentare oltre che all'approvazione di una legge contro il conflitto d'interessi. Questo matrimonio non s'ha da fare!

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