Il 69esimo Festival di Sanremo resterà nella Storia soprattutto per le accese polemiche post finale, con la contestazione della vittoria di Mahmood a scapito di Ultimo, che pure aveva ottenuto la maggioranza delle preferenze al televoto. L'esito è stato rivoluzionato dai giudizi della giuria d'onore e di quella della sala stampa, in un clamoroso ribaltone che, benché perfettamente legittimo secondo il regolamento, ha fatto storcere il naso a molti spettatori. In una platea incandescente come quella di Sanremo è purtroppo facile perdere del tutto il senso della misura. Così, se da una parte dominano gli attacchi al Festival da parte del pubblico (e dal mondo della politica), dall'altra suscitano non poco scalpore gli insulti che parte dei giornalisti ha rivolto a Ultimo in conferenza stampa. In alcuni video diffusi sui social si sentono distintamente parolacce rivolte al secondo classificato, mentre nel corso della finale erano stati insultati anche i tre cantanti de Il Volo, arrivati terzi.

Cosa è successo in conferenza stampa

Gli epiteti poco eleganti sono stati rivolti a Niccolò Moriconi (questo il vero nome di Ultimo) nel corso della conferenza in cui lui stesso ha polemizzato per la mancata vittoria. Il 23enne romano non ha applaudito all'arrivo di Mahmood e l'ha chiamato semplicemente "ragazzo", ricevendo i rimproveri dei giornalisti presenti. "Tanto qualsiasi cosa io dico troverete qualcosa da ridire”, ha replicato lui, dichiarando poco dopo di non portare rancore né alla stampa né al vincitore. I video che trovate in basso provano che, insieme ai legittimi rimproveri per la scarsa sportività, sono arrivate anche offese molto volgari.

Ultimo furioso con giornalisti e giuria d'onore

Lo stesso Ultimo ha già replicato agli insulti, con un lungo video pubblicato in serata in cui è stato ancora meno diplomatico che in conferenza stampa e ha urlato tutta la sua indignazione: "Il Festival di Sanremo da l'opportunità di televotare da casa, quindi di spendere dei soldi. Noi siamo arrivati al 45% dei voti. Un altro artista arriva al 14. Questa differenza di oltre il 30% viene completamente ribaltata dal giudizio di giornalisti. Gli stessi che quando annunciano il terzo posto del Volo esultano come allo stadio gridando "mer*e", che mentre parlo io gridano "stro**etto, deficiente, vai a casa, imbecille". Non capisco come questa percentuale di oltre il 30% sia ribaltata dai giornalisti e da otto persone, la giuria d'onore, che con la musica c'entrano poco per non dire nulla. Questo non è il festival scelto dal popolo, ma dai giornalisti. E allora non fate votare la gente e spendere i soldi per 4 serate. Se un artista ha più del triplo dei voti rispetto a un altro, questa differenza non può essere ribaltata da 8 persone che formano la giuria d'onore e 30 giornalisti". Il rapporto tra il cantante e la stampa appare definitivamente compromesso, come dimostra anche il suo rifiuto di apparire a Domenica In nella puntata tradizionalmente dedicata a Sanremo.

Sanremo 2020: cambierà il sistema di voto?

La discussa vittoria di Mahmood ha scatenato il dibattito e potrebbe spingere a una radicale rivoluzione nel regolamento. Tralasciando la questione dei terrificanti commenti razzisti rivolti al vincitore, la bufera sul ribaltamento dei voti (qui tutti i dettagli sulle percentuali) può spingere la direzione del Festival a rivedere il sistema per offrire maggiore potere al pubblico da casa. Lo ha chiesto esplicitamente Luigi Di Maio, autore di un attacco velenoso contro le giurie "radical chic". Va detto che anche lo stesso Claudio Baglioni ha consigliato di ridefinire le regole e decidere se dare potere di voto al popolo o un gruppo di esperti. Scopriremo qualcosa di più non appena sapremo se Baglioni sarà riconfermato per una terza edizione o se verrà scelto un nuovo direttore artistico.