Si raggiunge un punto nella carriera in cui non si è arrivati ma non si è nemmeno più nello stesso punto. Sta accadendo a Luca Argentero, osannato dagli addetti ai lavori nel settore fiction e serie tv, nonché dal pubblico a casa, che ha scosso le lancette dell'auditel di Rai1, portandole a numeri quasi da Sanremo. Il tetto dei 9 milioni, lo share che supera picchi del 30/31%, prime pagine dei quotidiani con camici e stetoscopi in bella vista: Doc nelle tue mani è stato un successo. E più che di argento vivo, parliamo di un Argentero in carne e ossa, che ha saputo valorizzare il primo medical drama tutto italiano grazie anche all'esperienza maturata in viale Mazzini con La Baronessa di Carini (2007), Il campione e la Miss (2011) e il canto delle Sirene (2017) che tanto ha ipnotizzato il target giovane ancora poco addicted al primo canale.

Sembrano davvero lontani i tempi in cui alla voce Professione compariva ‘barman in discoteca‘ e nella sua libreria spuntavano tra i preferiti solo i libri di Paulo Coelho. Vissuto, a suo dire, in una classica famiglia del mulino bianco di Torino, Luca Argentero ha vinto subito con la semplicità del ragazzo della porta accanto e con l'autoironia che spesso ha eclissato una fisicità importante, con la quale poteva essere confuso il suo vero talento. Al Grande Fratello ci è arrivato nel 2003, spinto dalla cugina Alessia Ventura allora letterina di Passaparola da Gerry Scotti, e la storia con la concorrente Marianella Bargilli fece sì che quell'insolito percorso televisivo diventasse l'ennesima love story desiderata da centinaia di ragazzine infatuate di lui, finché il televoto della finale lo riportò alla sua vita fuori. Una vita diversa con sogni altrettanto diversi, ben lontani da quelli degli altri concorrenti, nati stanchi sui ‘troni' delle discoteche.

Terzo classificato della terza edizione, il numero 3 gli ha portato fortuna, tant'è che da allora la tv non gli è più appartenuta per altri reality. Un calendario sexy per il mensile Max e le prime sfilate come modello iniziano a far salire gli zeri sul conto, dopo di che arrivano I Carabinieri di Mediaset a consacrarlo sul piccolo schermo come attore. Un percorso in discesa, dopo nemmeno due anni dalla porta rossa, battezzato nel cinema da un nome illustre come quello di Francesca Comencini, nel 2006 con il film A casa nostra, e proseguito con altri grandi registi come Ozpetek, Lucini, Placido, Miniero, Risi, Amendola e persino Neri Parenti con un cinepanettone. Non si è fatto mancare niente, arrivando a conquistare il ruolo di protagonista di fiction molto amate e diventando così un nuovo Luca, che a 42 anni può guardare al passato considerandolo tale.

Luca Argentero non è più ‘quello del Grande Fratello‘ già da un po', eppure la spada di Damocle di quella tv generalista simpatizzante con il gossip e il trash sembra dover pendere sul suo capo ogni qual volta il suo nome spunta in tutt'altro contesto. Ma quel ‘barman in discoteca' ha studiato e fatto il salto e c'è chi se ne è accorto: Maurizio Costanzo ha detto di lui “non importa da dove si arriva, ma come si prosegue", cavalchiamo queste parole e le intenzioni di Argentero oggi, di Professione ‘attore', e presto anche papà.