La finale del Grande Fratello Vip si è conclusa con la vittoria di Paola Di Benedetto. È stata proprio la vincitrice a eliminare il concorrente dato come super favorito di questa edizione, Patrick Ray Pugliese. Amatissimo dal pubblico a casa e alla sua terza volta nel reality, non è riuscito a portare a casa l’ambita vittoria. Fanpage.it lo ha raggiunto perché rendesse noto il suo bilancio di questa esperienza adesso che i giorni più caldi sono finiti.

Hai fatto tre edizioni del GF. La prima ti ha regalato la popolarità, la seconda l’amore che avrebbe portato poi alla nascita di tuo figlio. E la terza?

La somma delle tre edizioni ha portato a termine il mio lavoro: muovere il Grande Fratello secondo il mio punto di vista. Volevo fornire contributi che rispettassero i miei gusti. L’ho fatto e mi sento appagato. È un reality divertente ma è anche una giungla, volevo farlo assecondando il mio modo di essere. Per me non è solo un programma: è uno spaccato di vita. Quando ci hanno detto del coronavirus e non hanno chiuso il programma mi sono rimboccato le maniche: era necessario fare il GF come lo so fare io.

Il coronavirus vi ha toccato da vicino con il caso di Adriana Volpe. Aveva confidato solo a te quanto stava accadendo fuori dalla Casa?

Con Adriana siamo stati davvero amici e continuiamo a esserlo. Non mi ha confidato esattamente il dramma che stava vivendo ma ho capito che c’era qualcosa di molto grave che riguardava la sua famiglia. Non sapevo del suocero e del lutto. Mi aveva detto che non poteva parlarne per rispetto ma che aveva una situazione in famiglia davvero molto grave.

Una parte del pubblico del GF ha scritto che saresti stato trattato con meno riguardo rispetto agli altri. Prima l’incidente con Elisa De Panicis, poi la mancanza di sorprese in puntata. Ti sei sentito meno considerato?

No, mai. Chiaramente esistono dinamiche a me sconosciute che a volte falsano le percezioni dei concorrenti. Ce ne sono alcuni che pensiamo forti ma che uscirebbero immediatamente se mandati al televoto. Questi concorrenti vengono salvati da meccanismi superiori che non ho mai capito e di cui nessuno mi ha mai parlato. Ma il rapporto che ho con la macchina del GF è ottimo. Mi hanno voluto bene, protetto e portato su un vassoio d’argento. Il fatto di non avere partecipato attivamente alle puntate dipende da una mia scelta. Non ho voluto portare la mia vita privata nel programma, né ho mai voluto parlare del mio vissuto per non dare appigli agli autori che consentissero di farmi delle sorprese. Pensavo ai miei cari la notte, in silenzio. Di fronte alle telecamere parlavo di altro.

A un certo punto, però, hai ceduto. Nella puntata della lite con Antonella Elia è emerso il vero Patrick, quello arrabbiato.

Con Antonella abbiamo fatto pace ma è una persona stravagante, complicata, ha un carattere lunatico. Quello spintone non c’è stato, anche se lei di sì. Magari era una strategia di gioco e voleva farmi sbattere fuori immeritatamente. Lì mi sono incazzato come una bestia. Ho pensato che volesse trascinarmi in una trappola dove sarei stato accusato di una cosa gravissima. Magari lei immagina davvero di essere stata spinta. Uscendo dalla Casa ho visto che aveva litigato anche con Mike Bongiorno, con un altro a Pechino Express.

In puntata, per la prima volta, hai litigato.

In quel momento ho pensato fosse una tecnica ed è uscito il Patrick che non gioca.  Lei si è allacciata al bullismo e a una serie di altre cavolate strumentali a rovinarmi. Quando in diretta hanno dimostrato la mia innocenza e lei insisteva ad accusarmi, a dire che l’avevo insultata, mi sono arrabbiato. Se si parla di insulti, sia Antonella che altri mi hanno insultato a dei livelli che sono da squalifica. Poi si è scusata, si è resa conto di avermi accusato ingiustamente e mi sono trovato bene con lei fino alla fine. Quello è stato l’unico momento in cui sono dovuto entrare nelle dinamiche del vero Grande Fratello, quelle nelle quali un concorrente cerca di incastrare l’altro.

Una fatica immane mantenersi in equilibrio. E non è bastata a vincere.

Sono contento abbia vinto Paola Di Benedetto, è un’amica e lo meritava. Certo, mi sarebbe piaciuto vincere, almeno stavolta, poter pensare che finalmente ce l’avevo fatta. Ma ne sono uscito bene, mi basta essere arrivato al pubblico.

Ne sei uscito talmente bene che su Twitter, durante la finale, c’era chi non riusciva a credere tu fossi uscito. Eri il superfavorito.

Ma io stavo per vincere, è cambiato qualcosa lì. Ero al 70/30 mi hanno detto da più parti. Resta il fatto che mi fa piacere esserne uscito pulito. Con Salvo Veneziano ho schivato una pallottola, anche se non c’entravo niente.

In una diretta Instagram Signorini ha detto che il reality lo avevi studiato, che eri entrato già preparato rispetto agli altri concorrenti. Hai studiato un ruolo?

Non ho preparato nulla, non ho nemmeno letto le schede dei concorrenti. Non si può studiare a tavolino il GF, gli autori lo sanno, non avevo alcuna strategia. Le dinamiche di gioco del reality sono talmente imprevedibili da rendere impossibile capire da dove si parta e dove si arrivi. Poi sì, è vero che sono un esperto del GF e uno stratega ma in un unico senso: i concorrenti del reality sono miei avversari e li divido in buoni e cattivi. E i cattivi diventano bersagli dei miei scherzi.

Chi erano i cattivi?

Ho iniziato con Michele Cucuzza, Barbara Alberti e Antonio Zequila che ho preso in giro dall’inizio alla fine. Ma sono vittime comiche, non vittime da squalificare come avrebbe fatto Antonella Elia. Le scelgo in base a come si comportano con me. Se sono arroganti o prepotenti diventano bersaglio dei miei scherzi. Per esempio, Cucuzza prendeva in giro Andrea Montovoli che è mio amico. L’ho chiamato in nomination e l’ho sbattuto fuori. Questa è strategia. Rita Rusic, con la quale ci siamo chiariti, mi ha nominato perché le avevano detto di farlo. È venuta al televoto contro di me ed è uscita. Questa è la mia strategia di gioco, Signorini ha ragione. Fino a Paola Di Benedetto, che mi ha battuto, ero stato fortissimo.

Questione Antonio Zequila. Cos’è accaduto?

Quella di Zequila è stata pura strategia. È stato uno sbruffone, ha insultato dal primo giorno, continuava a dire a Sossio Aruta che è un ignorante e dal pulpito di uno che chiamano “Er mutanda” mi fa ridere. Allora ho deciso di avvicinarmi ma non ha voluto sentire ragioni. Quindi gli ho fatto provare il televoto. Il risultato dell’8% credo gli resterà tatuato a vita. Se l’è cercata con cattiveria quella fine. È impazzito, ha perso il polso dopo avere fatto un percorso ignobile.

Che effetto gli ha fatto l’8% al televoto?

Ha raccolto quello che ha seminato. È stato mosso dal suo ego ed è stato penalizzato al televoto.

Nella puntata della sua uscita, tu lo definisci “cogl***” e ti viene chiesto di scusarti. Lui ti dà del “lardoso” e la passa liscia. Perché?

Forse è sfuggito a Signorini ma va bene, a me ha fatto comodo. È stato troppo stupido a parlare in quel modo. Ha detto mille volte che mi avrebbe sgozzato, impiccato, tagliato a pezzi.

Quando?

Diverse volte. Lo faceva per ridere, in senso figurato, ma ha detto cose peggiori di quelle dette da altri concorrenti. Nemmeno per un secondo mi sono sentito offeso da Zequila perché non ho alcuna stima intellettuale nei suoi confronti. Detto da lui mi viene da ridere.

Ha detto recentemente che Denver e Adriana si sono innamorati, però non lo dicono.

Non è vero. Denver è innamorato pazzo di Anna, la sua fidanzata, e non ha mai fatto nulla per essere infedele, è un ragazzo serissimo. Adriana è più grande di Andrea, e dice semplicemente che è un bel ragazzo. C’è stima reciproca. Quelle di Antonio sono provocazioni che servono a dargli visibilità. Continuare a sputare veleno ovunque, non capendo i suoi errori, è una fase di crollo psicologico del leader. Spero esca da questo tunnel. Adesso abbiamo altri problemi.

A proposito di problemi. Senza banalità: l’impatto con il coronavirus nella realtà è stato sicuramente difficile. Te lo eri immaginato così?

Sì, ho trovato fuori quello che avevo immaginato. Molti concorrenti non avevano capito, ma le indicazioni di Alfonso erano state chiare. Mi hanno colpito le morti, i tantissimi lutti. Qualcosa dalla Casa lo avevamo intuito, vederlo è stato pesante.