"Paragonare Fabio Fazio a Enzo Biagi è un'offesa al giornalismo". Lo scrive su Facebook Michele Anzaldi, deputato Pd e membro della Commissione Vigilanza della Rai all'indomani delle dichiarazioni del presidente Marcello Foa e delle reazioni scaturite sui quotidiani, su tutti quella di Michele Serra che su Repubblica ha paragonato il caso Fazio a quello di Enzo Biagi, ricordando la pagina nera della storia d'Italia, ovvero l'editto bulgaro di Silvio Berlusconi.

Le parole di Michele Anzaldi

Michele Anzaldi trova che il vero editto bulgaro non sia l'attacco incrociato sullo stipendio di Fabio Fazio, bensì "l'occupazione senza scrupoli" fatta dalla trazione sovranista: "Salvini ha eletto Fazio come suo bersaglio mediatico, ma il conduttore ha un contratto blindato". In buona sostanza, tutte le dichiarazioni che vengono fatte in queste ore sullo stipendio di Fabio Fazio non sarebbero altro che dichiarazioni buone per la campagna elettorale.

Oggi viviamo una nuova stagione di occupazione senza scrupoli della Rai, ai livelli dell’editto bulgaro, ma il fulcro di questa occupazione non è certamente Fazio col suo stipendio. Salvini lo ha eletto a suo bersaglio mediatico, ma il conduttore ha un contratto blindato e non sarà certamente una piccola riduzione volontaria del suo stipendio a metterne a rischio la libertà.

Le parole di Marcello Foa

Dal Festival della Tv e dei nuovi media di Dogliani, è intervenuto ieri il presidente della Rai Marcello Foa, che ha spiegato di condividere le perplessità di Matteo Salvini sul compenso di Fabio Fazio

Il compenso è molto elevato, al di sopra di qualunque valutazione sugli ascolti. Nella Rai del cambiamento, rispettosa del canone pubblico, è chiaro che, per quanto vincolato da un contratto che l’azienda naturalmente deve rispettare, si pone un problema di opportunità.

Ma Fabio Fazio non può spostarsi da Rai1. Come già scritto nei giorni scorsi, il conduttore di "Che tempo che fa" ha un contratto firmato fino al 2021 con costi specifici prefissati.