Reclusi in casa, fuori dalla storia. C'è un'ulteriore chiave di lettura attraverso cui potremmo leggere l'emergenza coronavirus, quella dei concorrenti del Grande Fratello Vip. In quarantena durante la quarantena, chiusi sotto una campana di vetro mentre fuori accadeva l'imponderabile. Inizialmente all'oscuro di tutto, poi messi al corrente, ma comunque in cattività. Ne parliamo con Licia Nunez, uscita solo pochi giorni fa dalla Casa e ritrovatasi davanti a uno scenario surreale una volta messo il piede fuori dalla Casa: "Sono passata da una reclusione all'altra. Può sembrare strano, ma per quanto io vivessi una condizione surreale lì al Grande Fratello, si trattava comunque di una bolla protettiva".

Licia, a fronte di quello che vede oggi, quanto vi era chiara la situazione all'interno della Casa? 

Avevamo degli aggiornamenti costanti sulla situazione, abbiamo avuto la possibilità di sentire i nostri parenti e siamo stati rassicurati sul loro stato di salute. La mia compagna, Barbara Eboli (protagonista nelle prima puntate di questa edizione, ndr) mi ha rasserenato sulle sue condizioni e quelle dei miei famigliari. Ma uscire è stato diverso.

In che modo vi hanno supportati psicologicamente?

La produzione ci ha sempre detto quello che stava accadendo e in modo chiaro, ci hanno aggiornato sulla gravità della problematica, fornendoci anche i numeri. In relazione alla crescita di questi corrispondeva puntualmente un crollo emotivo. Siamo partiti da 12 morti e siamo arrivati al 31 marzo, quando i morti erano 15mila circa.

Si può dire che è finito il gioco di ruolo del Grande Fratello ed è cominciata la sopravvivenza?

Era abbastanza evidente che lo spirito del gioco non ci fosse più. Molti di noi sono entrati 2 mesi prima di ricevere quelle notizie ed è chiaro che lo spirito fosse mutato del tutto. Il nostro obiettivo, dal momento della notizia, è stato quello di strappare un sorriso alle persone che ci seguivano. Siamo umani e lo spirito non poteva essere lo stesso dei primi mesi.

Dall'esterno, per settimane, ci si è chiesto se fosse il caso di portare avanti il programma, sia per la vostra condizione che per l'opportunità di farlo. Avete immaginato una cosa del genere?

Io sono stata tra i primi, insieme ad altri concorrenti come Antonio Zequila, a capire le dimensioni del problema e dire in modo diretto che lo spirito di un tempo non potesse più esserci. Più che chiedere di smettere, ci siamo resi conto che fosse il caso di abbandonare alcuni comportamenti banali e stupidi tollerati in tempi di quiete, come gli scontri futili. 

All'uscita pareva un'apocalisse.

La gravità del problema reale l'ho capita aprendo la porta della casa, avevo l'impressione di essere sul set di un film di fantascienza. Lì ho compreso che la realtà era difficile e ci sono due immagini che non dimenticherò mai: persone con le mascherine che ho faticato a riconoscere a distanza di alcuni metri da me e, una volta entrata in macchina, la città vuota in un silenzio assordante. Ho avuto un pugno allo stomaco, ho capito che tutto era cambiato.

Uscita che, tra l'altro, doveva aver immaginato in maniera completamente diversa.

Un doppio choc. Io in casa ci sono rimasta tre mesi e se in una situazione normale hai bisogno del tuo tempo per uscire da una cattività di questo tipo, adesso è ancora più complicato. Sono andata in farmacia il giorno dopo essere uscita e, non avendo idea della distanza di sicurezza, mi sono sentita a disagio mentre ero in fila. Ora la gente o non ti guarda negli occhi, o sembra arrabbiata con te.

Restiamo per un attimo sul "gioco": che bilancio traccia della sua esperienza?

Credo che rifarei tutto, magari qualche vaffa in più me lo concederei per qualcuno tra i concorrenti. Sono entrata lì senza sapere nulla e ho capito che il solo modo per viversi questa esperienza è affrontarla così. 

Nessuna strategia quindi?

Credo che una strategia renderebbe la vita molto più semplice. La cosa complicata è proprio essere se stessi nei limiti della consapevolezza di doversi rapportare alla dimensione dell'osservazione h24. Vivi di pancia, le tue emozioni sono amplificate e sei sempre esposto.

Era a un passo dalla finale. Brucia?

Ho superato 4 nomination, c'ero quasi, un po' dà fastidio ma nel senso di un pizzico di dispiacere. Sette giorni in più non avrebbero cambiato il mio percorso, ma fatto 30 fare anche 31 non mi sarebbe dispiaciuto. 

Quello che è successo fuori rende vani anche questi discorso, ridimensiona inevitabilmente i ricordi di questa esperienza.

Assolutamente vero, tutto viene ridimensionato. Mentre sei lì, ignara del resto, ti rendi conto di vivere anche la lite per uno yogurt come la fine del mondo. Quando esci e vedi i problemi veri, ti chiedi come ti sia venuto in mente di esasperare certe cose nella Casa.

Il Grande Fratello lascia delle amicizie reali? 

Ho sempre sostenuto che una cosa del genere potesse accadere, ovviamente non con tutti. Non si può parlare di amicizia con la maiuscola, però certe alchimie vengono a crearsi. Nel mio caso persone come Fernanda Lessa, Teresanna Pugliese, passando per Antonio Zequila, Rita Rusic e Barbara Alberti, Clizia Incorvaia, sono persone con le quali si è sviluppato quel tipo di rapporto di pelle. Se continueranno, significa che avrò investito bene il tempo speso con queste persone. 

Chi vincerà il Grande Fratello Vip nell'anno del Coronavirus? 

Chi vorrei che vincesse o chi secondo me vincerà?

Il fatto che siano due nomi diversi è già una mezza risposta…

Vorrei che vincesse Paolo Ciavarro. Ahimè credo che vincerà Antonella Elia.