Dopo la contessa De Blanck, c'è cascata pure Matilde Brandi: in questa edizione del Grande Fratello Vip in cui sta succedendo praticamente di tutto, la ballerina si è resa protagonista di un infelice episodio in cui ha pronunciato una parola omofoba, ovviamente non come insulto, ma all'interno di un discorso:

Quel ragazzino come aveva detto, aveva inventato poi che era lesbica, fr**io, o gay. […] Chi se en importa se era fr**io”. Oddio, mannaggia a me non si dicono queste parole, mi fai dire parole che non devo dire (a Maria Teresa Ruta, ndr).

Patrizia De Blanck graziata per lo stesso errore

Benché le parole della Brandi fossero chiaramente prive di un intento omofobo, l'utilizzo di quella parola in televisione è altamente offensivo e ha scatenato parecchi commenti sul web, tanto che c'è chi chiede la squalifica della ballerina. Difficilmente accadrà, visto il precedente: Patrizia De Blanck, per l'utilizzo del medesimo vocabolo, non è stata espulsa dal GF Vip e se l'è cavata con una semplice ramanzina da parte di Alfonso Signorini nel corso della settima puntata.

L'espressione infelice tu l'hai rivolta a te stessa e quindi proprio per questo non è stata presa nemmeno in considerazione l'idea della squalifica perché lo hai fatto rivolta verso te stessa. Era una considerazione tua personale, non era rivolta a una persona sensibile a questo genere di termine. Detto questo, vorrei veramente che tu e le persone che usano questi termini comprendeste che è davvero brutto, anche se ci si rivolge a se stessi, sentire usare certi termini.

Le precedenti squalifiche al Grande Fratello Vip

La De Blanck si è peraltro difesa negando qualsiasi sospetto di intolleranza: "Era una maniera di parlare che avevamo quando eravamo ragazzi. Poi è venuta la parola gay. Noi siamo abituati, ma non lo dico mai. Io sono un'icona gay. Ho tutti amici gay, ci adoriamo, ne ho sposato pure uno. Lungi da me l'idea di voler offendere, non lo farei mai. Te lo giuro su mia figlia, non lo dirò mai più". In compenso, una bestemmia e l'utilizzo di termini razzisti sono costati l'espulsione rispettivamente a Denis Dosio e a Fausto Leali.