Fabio Fazio o Massimo Giletti? Sembra che nella Rai del futuro non possa esserci spazio per entrambi i nomi, rivali della domenica sera televisiva e, da quasi due anni a questa parte, posti in contrasto dal mondo della politica e, conseguentemente, dall'opinione pubblica. Detto in parole povere, pur in assenza di ufficialità, nel percepito generale l'uscita di Massimo Giletti dalla Rai sarebbe connessa all'approdo di Fabio Fazio su Rai1 avvenuto nell'estate del 2017. Un approdo segnato da un accordo tra l'azienda e la società di Fazio dalle cifre importanti, messo in discussione anche dall'Autorità Anticorruzione guidata da Raffaele Cantone. Nel frattempo Giletti è passato a La7, inventandosi un talk show di prima serata che da un anno e mezzo riscuote ottimi ascolti, nettamente al di sopra della media di rete.

Critiche al compenso di Fabio Fazio

Eppure non si fa che parlare di un suo ipotetico ritorno in Rai, che a quanto pare potrebbe essere gradito all'esecutivo gialloverde, a dispetto di un Fazio che non gode di stima del governo. Basti pensare che il vicepremier Di Maio a fine 2018 ha esplicitamente annunciato che in Rai un problema Fazio c'è ed è relativo proprio alle cifre del suo contratto. Il conduttore di "Che tempo che fa" e "Che fuori tempo che fa" è inoltre bersaglio della stessa opposizione, con il commissario di vigilanza Michele Anzaldi che in un'intervista recente lo ha attaccato definendo il suo contratto "un accordo palesemente illegale avvenuto con una lunga serie di profili di illegalità, che ho denunciato con dettagliati esposti a Corte dei Conti e Anac".

Insomma, da diversi mesi a questa parte il servizio pubblico sembra essere ostaggio di queste voci che accostano costantemente Fazio e Giletti, col primo che sarebbe destinato a una nuova retrocessione su Rai3, per fare spazio al grande ritorno del secondo su Rai1. Ma quale riscontro hanno nella realtà dietro queste indiscrezioni che accostano?

Il contratto blindatissimo di Fazio

Sulla questione Fazio sono i numeri del suo contratto a darci una risposta, lasciando chiaramente intendere quanto sia improbabile che un suo ritorno a Rai3, se non addirittura un addio alla Rai, possa avvenire in tempi brevi. Il contratto che il conduttore, tramite la sua società Officina (di cui è proprietario al 50%), ha stipulato nel 2017 con l'azienda ha una validità quadriennale ed è difficile credere che i dirigenti dell'azienda, al netto di simpatie o antipatie, possano venire meno agli accordi, salvo rischiando un contenzioso legale che avrebbe una risonanza enorme, sia economicamente che mediaticamente. Ed è lo stesso Anzaldi a specificare nell'intervista su citata: "Da parte sua Fazio ha un contratto blindatissimo per quattro anni, per cui non rischia nulla. E obiettivamente, la Rai ci ha rimesso in termini di ascolti col suo passaggio sul primo canale, perché le fiction che c'erano prima avevano più spettatori". 

La voglia di Giletti di tornare in Rai

Sul versante Giletti la questione è differente. Il conduttore di "Non è l'arena" ha sempre parlato di un rapporto sereno con il patron di La7 Cairo e il direttore di rete Andrea Salerno, lasciando intendere che il loro accordo si sarebbe aggiornato di anno in anno. Non v'è dubbio che tra i sogni di Giletti ci sia quello di ritornare in Rai da vincitore, consumando una specie di vendetta dopo il torto subito due anni fa. Non a caso, parlando con Fiorello a "Il Rosario della Sera" poche ore fa, il conduttore si è lasciato scappare queste parole: "Vedo una luce in fondo al tunnel, qualcosa succederà a giugno". Fiorello, dal canto suo, non si è lasciato scappare la possibilità di speculare sul dualismo con Fazio: "Il prossimo speciale lo farai su di lui?". "Potrebbe essere un'idea – risponde Giletti – ma temo che non avrei lo stesso successo che ho avuto con te". Siparietto che si chiude con la chiosa, ancora ironica, di Fiorello: “Se dovessi tornare in Rai a noi farebbe piacere. Già vedo il titolo del programma che potresti condurre: Che Arena Che Fa“. 

Eppure va detta una cosa, ovvero che l'anima corsara della La7 formato Salerno si addice a Massimo Giletti, che in questi due anni ha trovato grande libertà in una rete la cui identità è ancora in costruzione. Libertà che gli ha permesso di forzare spesso i confini del suo programma, arrivando su alcuni casi prima di chiunque altro nel mondo, vedi il caso delle interviste a Jimmy Bennett e Asia Argento, e concedendosi la possibilità di sperimentare servizi giornalistici con un inviato atipico come Fabrizio Corona. Pu essendo comprensibili le speranze di Giletti di tornare in Rai, iniziative di questo tipo non sarebbero state altrettanto scontate nell'ecosistema più cauto e meno battagliero del servizio pubblico.