Giovedì 21 marzo, Rai1 lascerà spazio alla decima e ultima puntata di ‘Che Dio ci aiuti 5’. La serie televisiva è stata accolta con grande entusiasmo, aggiudicandosi puntualmente la vittoria nella gara degli ascolti e scalando la lista dei trend su Twitter. Alla luce di questo grande successo, ci sarà la sesta stagione? Fanpage.it ne ha parlato con Elena Sofia Ricci, l’amatissima suor Angela. Sembra che per assistere a nuovi episodi occorrerà attendere un po':

“Non voglio togliere la speranza agli spettatori ma ci sarà da aspettare. Io sto per iniziare un’altra serie e per i prossimi due anni ho preso degli impegni a teatro che è la mia palestra, la scuola da cui provengo. Per un po’ di tempo si dovranno accontentare delle repliche e poi vedremo. Ci dobbiamo pensare. Se viene un’idea bella ci sarà una sesta serie, altrimenti aspetteremo finché non arriverà l’idea giusta”.

Anche questa stagione è stata caratterizzata da nuovi personaggi e dunque dall’arrivo di nuovi attori, come si è trovata con loro?

Io adoro i giovani, in loro rivedo me quando ho iniziato. Ricordo tutti i maestri che ho avuto nella mia carriera e le lezioni che ho imparato. Oggi cerco di trasmetterle agli altri: da come stare sul set a come lasciare il camerino quando si va via la sera.

Quindi i suoi consigli non sono circoscritti al mestiere di attore…

Rompo le scatole su tutto (ride, ndr). Consiglio loro come usare la tecnica e metterla al servizio dell’emotività e del talento. Ma è anche importante che non lascino il camerino in disordine. Le sarte non possono spaccarsi la schiena per raccogliere la roba che lasciano per terra.

La quinta edizione di ‘Che Dio ci aiuti’ ha avuto inizio all’insegna delle polemiche per la morte del personaggio di Guido. In tanti hanno minacciato di non guardare più la serie. Ha temuto che quella scelta potesse rivelarsi un passo falso?

Secondo me è normale che si siano arrabbiati. Se avessimo tenuto tutti però avremmo fatto una serie di minestre riscaldate. Ci vuole il coraggio di tagliare i rami secchi, i personaggi che hanno già detto tutto e metterne di nuovi.

E gli ascolti vi hanno dato ragione.

Sì, è stato bellissimo leggere i messaggi che dicevano: ‘All’inizio ci avete rifilato questo lutto, ci avete fatto arrabbiare e pensavamo di non seguire più la serie e invece non solo l’abbiamo seguita ma è stata la più bella stagione che abbiate mai fatto'. La gioia, in fondo, non può passare che per il dolore. Il dubbio e le crisi fanno parte della vita. Quest’anno siamo andati in una direzione diversa.

Mai come quest'anno, infatti, la trama è stata un sapiente misto di gioia e dolore.

Abbiamo fatto in modo che non fosse sempre rassicurante, che ci gettasse qualche volta nel mare della crisi, del dubbio, perché altrimenti è noiosa. Con noi il pubblico si sente vivo, non si annoia, non si addormenta.

In tanti vorrebbero suor Angela come amica, quale crede che sia il suo segreto?

Il suo segreto è la verità, l’umanità. Non è un personaggio stereotipato, buono, santo. È scorretta, è una ex detenuta, conosce il male perché lo ha fatto in prima persona, è una di noi, è una che vacilla.

Però è anche un’impicciona, seppure a fin di bene. Lei fa lo stesso con le sue figlie?

Oddio sì, io sono un po’ posseduta dalla sindrome di suor Angela. Non ho ancora capito se abbiano scritto il personaggio basandosi sulla mia mania di fare andare tutti d’accordo, di avere il controllo sulle situazioni. Sempre a fin di bene. Io voglio che tutti i pezzi del puzzle vadano al posto giusto e a volte forzo un po’ la mano, forzo i tempi e magari dico delle cose non proprio verissime pur di fare in modo che tutto vada bene.

È stata sua l’idea di fare attraversare a suor Angela un momento di crisi…

Una sera facevamo la lettura delle ultime puntate della quarta stagione. A fine lettura ho avuto una specie di folgorazione, non so cosa sia successo, è come se mi fosse stato lanciato uno strale dall’alto. Ho detto: ‘Suor Angela deve avere una crisi, deve essere umana, deve farsi portavoce del pensiero di tutti’. Anche le persone più fedeli hanno un momento in cui vacillano, in cui il dolore ti schianta al punto di dire: ‘Dio mio dove sei?’.

A lei è mai capitato?

Certo. Il 2018 è stato un anno di lutti terribili. Mia madre se n’è andata a 77 anni. In famiglia abbiamo vissuto la perdita di persone giovani. Anche amici di 48 anni. Colleghi come Ennio Fantastichini che per me era un fratello, Fabrizio Frizzi, Carlo Vanzina. Una tragedia dietro l’altra. Siamo continuamente circondati da dolori e da prove difficili.

Da donna di fede come affronta questi momenti di crisi? Che spiegazione si dà?

Come è capitato a suor Angela mi arrabbio e delle volte mi arrendo. Penso che ci siano altri disegni che noi non capiamo. È un disegno che non mi piace dover contemplare, non sono d’accordo con il Signore quando mi porta via una persona di 48 anni, quando porta via una madre di famiglia, i bambini. Confido in lui, ma in questo momento sono un po’ arrabbiata. Tra l’altro anche nell'idea della crisi di suor Angela sembra esserci un disegno divino.

Racconti…

Pensi la vita com’è, il Signore fa dei capolavori. Due anni fa, quando ho chiesto di parlare della crisi di suor Angela, stavo vivendo un momento sereno, non c’era niente che non andasse. Non c’era tanto dolore attorno a me. Quest’anno, quando ho dovuto recitare questa parte, ero devastata e circondata dal dolore. Anche Valeria Fabrizi stava male e lottava con il suo tumore mentre recitava. È stata un esempio. Incrociare lo sguardo di questo generale, di questa donna straordinaria…che emozione, quante occasioni ci ha dato il Signore perché potessimo dare il meglio di noi in questa serie.

(Qui la seconda parte dell'intervista, Elena Sofia Ricci racconta l'ultimo gesto d'amore per la madre Elena Ricci Poccetto, parla della candidatura ai David di Donatello 2019 e commenta l'attuale situazione politica italiana).