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Carlo Conti: “I miei David senza ospiti e senza pubblico, poi a giugno un programma di classifiche”

Venerdì 8 maggio si terrà la serata David di Donatello 2020, decisamente rivoluzionata rispetto al passato. In un’atmosfera per niente glamour, senza red carpet, pubblico e ospiti, Carlo Conti racconta a Fanpage.it ulteriori dettagli su come si svolgerà la premiazione in collegamento da casa. Il primo a fermarsi a marzo, dopo due puntate de La Corrida, e il primo a tornare in studio per una prima serata. E poi, ove possibile da misure anti coronavirus, lo aspetta un programma a giugno fatto tutto di classifiche e la speranza di tornare a settembre con l’attesissimo Tale e Quale Show.
A cura di Eleonora D'Amore
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Venerdì 8 maggio si terrà la 65esima edizione dei premi David di Donatello, decisamente rivoluzionata rispetto al passato. In onda su Rai1 dalle 21.20, con la conduzione di Carlo Conti, sarà una cerimonia radicalmente condizionata dall'emergenza sanitaria per coronavirus. Fanpage.it ha intervistato il noto conduttore Rai, che ci ha svelato come sarà questa edizione 2020 per niente glamour: no ai red carpet e in totale assenza di pubblico in studio, con i vincitori che "ritireranno" il premio a distanza. Un modo per non rinunciare al premio per eccellenza del cinema italiano, rispettando le regole imposte dalle misure anti contagio del Covid-19.

Ciao Carlo, come saranno questi David di Donatello 2020?

Ci stiamo muovendo a tentoni, non si sa bene cosa si può fare e come, ma credo che l’importante sia far ripartire la macchina. Sarà un’edizione molto tecnologica e poco glamour. Niente red carpet, no agli ospiti sul palco e niente pubblico, saranno tutti collegati da casa e trasmessi su un maxi schermo che mi accompagnerà per tutta la serata. Leggerò le cinquine con i candidati e scopriremo i vincitori, che avranno poi modo di guadagnare lo schermo e dedicare il loro trionfo a chi vorranno. Un’edizione più fresca e moderna, soprattutto mai vista.

I David, di fatto, sono il primo programma Rai in diretta in prime time dopo il lockdown di marzo…

Sono stato il primo a fermarmi dopo la seconda puntata de La Corrida, che proprio senza pubblico non si poteva fare, e il primo a riprendere la prima serata. La mia fase 2 ricomincia con questa serata speciale dedicata al cinema e sarà un ritorno nel mondo reale, visto che giovedì arriverò da Firenze a Roma per le prove, dopo due mesi di assenza in Rai.

Il cinema si sta spostando sull’online. Come vedi questa migrazione dalle sale allo streaming?

Se continuano queste restrizioni per il coronavirus, i film che usciranno in estate saranno davvero pochi, se solo pensiamo a quanti sono stati interrotti o mai iniziati. Come il film di Carlo Verdone (Si vive una volta sola, ndr), del quale avevamo visto il trailer e anche i primi spot promozionali, rimanendo poi in quel limbo. Per me la sala ha un suo fascino, è insostituibile, ma probabilmente le nuove generazioni stanno scoprendo nuovi modi per guardare un film da casa, anche con apparecchiature potenti che non ne inficiano troppo la qualità della visione.

Tu ne hai visti parecchi in questo lungo periodo di isolamento?

Io ne ho approfittato per vedere e rivedere molti film, alcuni anche con Matteino mio figlio, che ha sei anni. Ed è un’emozione diversa perché alcune pellicole le ho riviste con i suoi occhi. Tra l’altro proprio Matteo, che vede di tutto in casa, quando è uscito il film dei suoi miti, i Me contro Te, ha chiesto espressamente a me e sua madre di portarlo al cinema. E mi ha fatto molto piacere che lui abbia avuto questa propensione verso la fruizione in sala.

Com’è stata la tua quarantena?

Sono un privilegiato. L’ho vissuta in una casa confortevole nella mia terra, in Toscana, con moglie e figlio, avendo anche la possibilità di avere uno spazio esterno all’aperto. Un lunghissimo weekend, non mi posso lamentare. L’ho presa con filosofia, pensando piuttosto a chi l’ha dovuta vivere in 40mq, semmai con problemi di lavoro a cui badare. Lì si che il peso si avverte.

Ora sei pronto a tornare con i David ma anche con un nuovo programma, vero?

Si, se tutto va bene dovrebbe essere previsto a giugno. Sarà un programma fatto di classifiche in generale quindi non tornerò nelle vesti di deejay (come si era vociferato, ndr), non saranno delle hit parade musicali. Forse sfrutteremo lo studio de La Corrida e mi ha fatto piacere riprendere un'idea che avevamo da tempo nel cassetto per la realizzazione di un programma nuovo. C’è da capire come farlo: andrebbe bene senza pubblico ma io da solo non posso riuscirci, perché sul palco dovrò avere necessariamente altre persone.

In un clima così incerto, c'è però una serata certa a giugno.

Sì, la serata benefica promossa dal Sacro Convento che faccio da Assisi il 9 giugno. Quest’anno ancora di più, per aiutare le migliaia di persone in difficoltà che stanno bussando alle porte del loro convento in questi momenti bui. Sarà un po’ diverso, lo faremo senza pubblico e in diretta, invece che dalla basilica Inferiore, dalla basilica Superiore: io solo sul prato vuoto, probabilmente con un grande nome della musica, ma su questo stiamo lavorando.

L'edizione di Tale e Quale 2020/2021 sarà possibile?

A settembre spero di riuscire a fare Tale e Quale, semmai con poco pubblico o senza, con la giuria distanziata e rispettando le regole. L’impasse sarà quello della sala trucco per le trasformazioni, ma voglio essere ottimista e spero che a settembre la forza di questo virus sarà diminuita o che sia, al massimo delle aspettative, del tutto scomparso.

Tu hai un bimbo piccolo. Oggi la gestione dei bambini a casa è un tema sentito, soprattutto dai genitori che sono dovuti tornare a lavoro.

Io parlo da una dimensione privilegiata quindi non posso esprimermi personalmente. Se però il coronavirus si fosse abbattuto sulla mia vita 50 anni fa, io non so la mia mamma come avrebbe fatto ad andare avanti. Ho perso il mio babbo quando avevo 18 mesi, lei si è rimboccata le maniche, andava a servizio, faceva il possibile, quindi penso che sarebbe stata costretta ad andare a una mensa francescana a chiedere un contributo e avrebbe avuto il problema di dove lasciarmi. Per questo lo Stato e tutti quelli che possono, semmai senza farsi pubblicità che è meglio, dovrebbero mettersi a disposizione di queste persone in difficoltà prima possibile.

Tu con Pieraccioni e Panariello, ma anche Amadeus con Fiorello e Jovanotti, mi sembrate tutta una grande generazione di ‘ragazzi fortunati’ che non conoscono le insidie del tempo. Come preservi l’entusiasmo e la voglia di fare con le quali hai iniziato a muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo?

Questi sei nomi che hai fatto hanno due elementi in comune molto importanti: vengono tutti dalla provincia e hanno fatto una gavetta lunghissima. Avevano un sogno e non hanno mai avuto un punto di arrivo. Io ho sempre voluto fare questo mestiere semplicemente per la gioia di farlo e per quella che posso infondere nel pubblico. Il mio elisir di giovinezza sta nel gusto di esprimermi e nel non aver mai lavorato per l’ambizione di arrivare da qualche parte. Sono un ragazzo fortunato sì e mi godo molto il lavoro che faccio, per questo non mi arrabbio mai e anche il mio Sanremo, ad esempio, l’ho fatto con una leggerezza incredibile. Questo perché la naturalezza con la quale ho sempre fatto le cose non lascia spazio a nessuna angoscia.

Cosa auguri a te stesso e agli italiani in questa fase 2?

Auguro a tutti di abbracciare gli affetti più cari e di tornare ad abbracciarci prima possibile.

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