Mancano quattro giorni all'inizio del Festival di Sanremo, ancora oggi l'evento musicale e televisivo più seguito dell'anno. Tra le novità più attese di questa 66esima edizione c'è senz'altro la presenza di Gabriel Garko, chiamato al fianco del conduttore e direttore artistico Carlo Conti e di Virginia Raffaele e Madalina Ghenea. La scelta di un "valletto" ha fatto molto discutere media e social, anche se lo stesso attore si è affrettato a respingere la definizione poco lusinghiera e precisare che sarà un co-conduttore a tutti gli effetti.

Come se non bastassero le polemiche, un terribile incidente ha messo in dubbio per alcuni giorni l'effettiva partecipazione dell'attore de "L'onore e il rispetto". La villa di Sanremo in cui alloggiava è andata distrutta in un'esplosione che ha ucciso la proprietaria dell'abitazione e nella quale il divo è rimasto ferito. Nonostante lo shock e il lieve trauma cranico, Garko è stato ritenuto in buona salute dai medici e salirà effettivamente sul palcoscenico dell'Ariston, in quella che potrebbe essere la sua consacrazione definitiva sul piccolo schermo.

Se pensiamo alla tradizione dei co-conduttori maschi nella lunga storia di Sanremo, la scelta di Garko non appare così anomala. Non di sole vallette vive il Festival: al fianco di presentatori illustri (da Baudo a Bongiorno) durante i sei decenni della kermesse non si sono avvicendate solo bellezze femminili, ma diverse figure maschili. Non c'è mai stato bisogno di definire in senso dispregiativo "valletti" tutti questi personaggi che hanno contribuito al successo della manifestazione: sono stati comici, attori, personaggi televisivi o radiofonici e persino cantanti lirici e scienziati premi Nobel. Passiamoli in rassegna, facendo un lungo salto indietro nel tempo fino ad arrivare agli anni più recenti.

1970 – Enrico Maria Salerno

Il primo "valletto" (e lo diciamo senza sfumature critiche) della storia del Festival è stato Enrico Maria Salerno, immenso attore, regista e doppiatore italiano, uomo di cinema, teatro e televisione. Già noto per essere apparso in numerosi film e sceneggiati tv, nel 1970 è uno dei protagonisti del cult "L'uccello delle piume di cristallo" di Dario Argento. Proprio quello stesso anno, affianca Nuccio Costa nella conduzione del Festival assieme a Ira von Fürstenberg.

L'edizione è vinta da Adriano Celentano e Claudia Mori con "Chi non lavora non fa l'amore".

1972 – Paolo Villaggio

È un'edizione fortemente contestata quella del 1972, con proteste, minacce di scioperi e un Claudio Villa che denuncia irregolarità nella selezione dei cantanti. Alla fine, come di consueto, "the show must go on" e Mike Bongiorno sale sul palco a presentare la kermesse, affiancato da Sylva Koscina e dal primo attore comico chiamato a entrare nel team dei conduttori. Si tratta di Paolo Villaggio, scelto in veste di guastatore in virtù del grande successo riscosso in show come "Quelli della domenica". Villaggio è "cattivo" e irriverente, fin troppo per gli standard del Festival e del sobrio Mike.

Vince Nicola di Bari con "I giorni dell'arcobaleno".

1978 – Beppe Grillo

Passano sei anni prima che la direzione chiami nuovamente un comico. L'edizione del 1978 è decisamente anomala. Ufficialmente, a condurre è una donna (caso rarissimo): è l'attrice Stefania Casini, lanciata da "Novecento" di Bernardo Bertolucci. Nella realtà, a presentare la maggior parte del festival è l'allora patron della manifestazione Vittorio Salvetti. Torna il "valletto", chiamato a occuparsi degli sketch e dei monologhi divertenti: un ruolo affidato a Beppe Grillo, lanciato in tv da Baudo solo poco tempo prima nel quiz "Secondo voi" e rapidamente divenuto uno dei comici più richiesti. I tempi della politica sono ancora lontani anni luce. Sul palco, anche Maria Giovanna Elmi.

Vincono i Matia Bazar con "…e dirsi ciao".

1980 – Roberto Benigni

Nella prima di tre edizioni consecutive condotte da Claudio Cecchetto (dove, per la prima volta in assoluto, non compare l'orchestra), il noto discografico è affiancato da Olimpia Carlisi e dalla furia comica che infiamma il mondo dello spettacolo italiano di quegli anni. Chiamare l'incontenibile e provocatorio Roberto Benigni di "Berlinguer ti voglio bene" e "L’altra domenica" può sembrare un azzardo e l'attore toscano, infatti, non tradisce le aspettative. Il suo bacio con la Carlisi sul palco, appassionato e lunghissimo (ben 35 secondi!), entra nella Storia. Non contento, in uno dei suoi monologhi chiama "Wojtylaccio" Papa Giovanni Paolo II. Risultato: un successo strepitoso. Benigni tornerà all'Ariston da ospite nel 1983, 1993, 2002, 2009 e 2011.

Vince Toto Cutugno con "Solo noi".

1986 – Sergio Mancinelli e Mauro Micheloni

Al timone del Festival, finalmente, torna una donna: l'ineguagliabile Loretta Goggi, che sbaraglia le tradizionali regole chiamando a sé due valletti maschi. Si tratta di Sergio Mancinelli e Mauro Micheloni, all'epoca conduttori di Discoring (insieme ad Anna Pettinelli, anche lei sul palco). Mancinelli è stato anche un doppiatore in serie come "Love Boat", "Le strade di San Francisco" e "La casa nella prateria".

Vince Eros Ramazzotti con "Adesso tu".

1997 – Piero Chiambretti /1

L'edizione numero 47, l'ultima a essere condotta da Mike Bongiorno, vede al fianco del leggendario conduttore e della procace Valeria Marini uno scatenato Piero Chiambretti. È la consacrazione dell'anchorman, che si presenta vestito da angelo (sospeso in aria) e da diavolo, "sposa" la Marini sul palco e regala impagabili duetti con Mike. Il rapporto con l'Ariston continuerà a lungo: condurrà il Dopofestival nel 1998 con Nino D'Angelo e nuovamente nel 2007, per poi tornare sul palco nel 2008 al fianco di Pippo Baudo. Quest'anno ha sfiorato il tris, saltato a causa di impegni con Mediaset.

Vincono i Jalisse con "Fiumi di parole".

1999 – Renato Dulbecco

Nell'ultima edizione del millennio, Fabio Fazio sceglie come valletta la lanciatissima attrice francese Laetitia Casta e il più improbabile dei valletti. Nientemeno che Renato Dulbecco, celebre biologo insignito del Premio Nobel per la medicina nel 1975. Una scelta quantomeno curiosa, quella di trasformare in co-presentatore lo scienziato del Progetto Genoma, in un'edizione contrassegnata da una quantità di ospiti pari a quella dei concorrenti, da Michail Gorbačëv (mai si erano visti tanti Nobel sfilare sul palco dell'Ariston) a Leslie Nielsen, da Michael Moore alla Sally Spectra di Beautiful, oltre a cantanti e atleti vari.

Vince Anna Oxa con "Senza pietà".

2000 – Teo Teocoli e Luciano Pavarotti

Nel secondo anno (consecutivo) della gestione Fazio, la scelta dei valletti non è meno curiosa della precedente. Da una parte Teo Teocoli, che snocciola un ventaglio di imitazioni irresistibili, da Valentino Rossi a Bill Clinton, da Ray Charles a Cino Ricci. Dall'altra Luciano Pavarotti, l'artista musicale italiano più famoso al mondo, il cui inconfondibile "Nessun dorma" diventa la sigla del festival. "Non canto, io sono qua per divertirmi", promette Big Luciano, che dirige però la bella Ines Sastre nella performance di un canto medievale francese.

Vincono gli Avion Travel con "Sentimento".

2001 – Enrico Papi e Massimo Ceccherini

È l'anno di Raffaella Carrà, delle controverse ospitate di Eminem e Placebo e anche dei valletti forse più contestati nella storia del festival. Massimo Ceccherini si rende protagonista di intermezzi ritenuti troppo volgari, come i siparietti con Megan Gale, ben poco graditi dalla modella australiana. Quella storica frase "Scusa tanto Megan Gale se ti ho dato una palpata, tu però non me l’hai data" da parte del sodale di Pieraccioni non è esattamente un esempio di finezza e la Gale minaccia di non salire più sul palco.

Non se la cava molto meglio Enrico Papi, inviato nel backstage e addetto al Dopofestival. Durante un collegamento con alcuni migranti italiani in Argentina, il conduttore di "Sarabanda" mette in imbarazzo un'insegnante per le sue origini meridionali. Una gaffe che gli costerà molto cara: prima la signora Franca Ciampi gli dà del "cretino", poi Papi è costretto a risarcire la professoressa con 10.000 euro.

Vince Elisa con "Luce (Tramonti a nord est)".

2004 – Maurizio Crozza e Gene Gnocchi

Nell'unica edizione condotta da Simona Ventura, salgono sul palco due spalle d'eccezione: Maurizio Crozza e Gene Gnocchi (insieme a Paola Cortellesi), ad assicurare ironia e divertimento. Crozza si lancia in parodie di George Bush e Elton John, Gnocchi ironizza sul direttore artistico Tony Renis. Peccato che il pubblico risponda con ascolti bassi: è il secondo peggior risultato di sempre –  dopo quello del 2008 – e, per la prima volta nella Storia, Sanremo è battuto da un altro programma televisivo, il "Grande Fratello". Crozza tornerà da ospite nel 2013, duramente contestato per la sua imitazione di Berlusconi.

Vince Marco Masini con "L'uomo volante".

2008 – Piero Chiambretti /2

Piero Chiambretti torna in veste di co-conduttore a 11 anni di distanza. Stavolta, al timone c'è Pippo Baudo, alla sua ultima conduzione del festival. È proprio Chiambretti, incontenibile mattatore, a salvare il salvabile di un'edizione che, con il 36,56% di share, si rivela la meno vista di sempre, ancora una volta battuta il giovedì sera da Mediaset (nella fattispecie, da "I Cesaroni").

Vincono Giò Di Tonno e Lola Ponce con "Colpo di fulmine".

2009 – Luca Laurenti

Diversamente dalla sua prima conduzione nel 2005, Paolo Bonolis chiama stavolta l'inseparabile compagno d'avventure Luca Laurenti, che gigioneggia, canta (tra le altre, "My Way" di Sinatra) e bacia il sodale Paolo sulla bocca. In realtà, però, l'edizione è contraddistinta da diversi co-conduttori che si avvicendano nelle varie serate: Maria De Filippi, Paul Sculfor, Alessia Piovan, Nir Lavi, Eleonora Abbagnato, Thyago Alves, Gabriella Pession, David Gandy, Ivan Olita.

Vince Marco Carta con "La forza mia".

2011 – Luca e Paolo

Il palco del primo Sanremo targato Gianni Morandi è parecchio affollato: due vallette (Belen Rodriguez e Elisabetta Canalis) e due controparti maschili, ovvero la coppia Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu. Volti di spicco della comicità di casa Mediaset, sbarcano all'Ariston e travolgono il palco con chicche cattivissime di satira politica (vedi la parodia musicale "Ti spu**anero"). La coppia torna ospite nell'edizione 2012 e, ancora, in quella del 2015.

Vince Roberto Vecchioni con "Chiamami ancora amore".

2012 – Rocco Papaleo

L'ultimo valletto pre-Garko è l'attore e regista Rocco Papaleo, che sale sul palco nella seconda gestione Morandi e, per molti, è la vera rivelazione del festival. Nell'anno di Celentano che si scaglia contro Famiglia Cristiana e della farfallina di Belen, l'eclettico artista lucano scatena l'intero Ariston  – orchestra compresa – nel "ballo della foca" e mette d'accordo tutti o quasi. Ben pochi ricordano che su quel palco ci fosse anche la modella ceca Ivana Mrazova.

Vince Emma con "Non è l'inferno".

Forte di questi gloriosi precedenti, Garko può affrontare con ottimismo la sua nuova avventura. Per citare proprio uno dei personaggi sopra ricordati (Chiambretti), "comunque vada sarà un successo".