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The Voice Senior 2024

The Voice Senior ci racconta che gli anziani non sono persone di serie b

Il talent show per gli over 60 di Rai1 condotto da Antonella Clerici prosegue nel solco di Ora o mai più, battendo sul concetto della seconda opportunità e della musica senza tempo. Ma più di tutto The Voice Senior dimostra di aver centrato un sentimento comune in tempo di pandemia, che spesso ha rischiato di raccontare gli anziani come generazioni secondarie. A quanto pare non è così.
A cura di Andrea Parrella
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Buona la prima, sembrerebbe. Non si conoscono ancora i risultati, ma al di là degli ascolti The Voice Senior, il talent show per gli over 60 condotto da Antonella Clerici, ha centrato in pieno un sentimento comune e sembra che Rai1 abbia trovato, finalmente, il suo talent.

Rai1 ha trovato il suo talent show

Erano anni che la prima rete cercava un talent show adatto alla sua platea, tentando tuttavia di non compromettere la reputazione di un canale che voleva evitare di incamerare e fare sue diaboliche parole straniere quali format, reality e, appunto, talent, che tanto negativamente hanno segnato gli ultimi anni di televisione. L'ultimo tentativo era stato il Forte Forte Forte di Raffaella Carrà. Esperienza così negativa sotto diversi punti di vista, a cominciare da quello degli ascolti, da allontanare ancora di più Rai1 da quel genere di show televisivo che prevedesse lo schema della competizione tra talenti sconosciuti. Il pubblico ha dimostrato di saper meglio digerire show nei quali lo scontro, il televoto e le giurie si muovessero sempre in un clima di gioco tra vip. Da Ballando con le Stelle a Tale Quale Show, passando per il Cantante mascherato, l'idea è che la sconfitta o l'eliminazione non siano mai concetti estremizzati, perché in fondo c'è poco da perdere (e da vincere).

Una svolta era arrivata con Ora o mai piùil programma di successo condotto da Amadeus per due stagioni che ha sdoganato il principio della musica senza età, legittimando il racconto di carriere sfortunate, storie commoventi e dalla lacrima facile, inserendole tuttavia nella cornice del riscatto e della seconda possibilità.

La musica senza tempo

L'arte è senza tempo, questa il messaggio di The Voice Senior, che sembra aver trovato la chiave di conduzione giusta per un programma di questo genere, essendo presente ma non invadente. "Ma tu come fai a non essere famoso?", chiedono i giudici più volte ai concorrenti durante le blind auditions, dopo aver premuto il tasto per far girare la poltrona. E in effetti alcuni la loro parentesi di celebrità l'hanno avuta, visto che nella prima puntata sul palco ci sono saliti artisti che avevano partecipato a Sanremo, cantautori piuttosto celebri e voci della disco music che hanno avuto grande successo all'estero, ma che gli stessi giudici non hanno riconosciuto (magari accentuando un po' questo aspetto).

In un certo senso con The Voice Senior si certifica definitivamente l'idea di una seconda possibilità che va riconosciuta a tutti, sollecitando corde emotive che non colpiscono solo il pubblico agé della rete per effetto di immedesimazione, ma giocando anche sull'effetto nostalgia di fasce anagrafiche e sulla chiave della tenerezza per i più giovani che immaginano di immaginare nonni e parenti stretti con una bella voce sullo stesso palco.

Gli anziani in tempo di Covid

C'è poi una duplice chiave di lettura che lega la buona riuscita della prima puntata di The Voice Senior al tempo di pandemia che stiamo vivendo. Il programma condotto da Antonella Clerici non parla solo agli anziani, ma mette al centro dell'attenzione la fascia più colpita dal Coronavirus, la stessa che negli ultimi mesi l'opinione pubblica ha rischiato più volte di considerare secondaria, inessenziale, meno importante ai fini dei dati statistici che sembrano offrirci il racconto quotidiano di una morte di serie a e una morte di serie b. The Voice Senior è uno di quei programmi che oggi possiamo leggere attraverso una sfumatura di senso che solo un anno fa era impercettibile. Quello che a novembre 2019 avremmo bollato come "il programma dei vecchi che cantano", oggi assume un valore completamente diverso. La Tv deve adattarsi alla contemporaneità, capire i sentimenti comuni e saperli assecondare senza esasperazione.

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