La messa in onda dell'80esima edizione di Miss Italia si è trasformata in un vero e proprio caso politico. Sotto accusa, la scelta della Rai di mandare in onda la finale dopo sei anni di assenza della manifestazione dal servizio pubblico: una decisione che sarebbe stata presa senza l'approvazione del Consiglio di Amministrazione dell'azienda. Michele Anzaldi, segretario Pd in Commissione di Vigilanza Rai, ha scritto alla Corte dei Conti e ha chiesto chiarimenti. Viene ora resa disponibile la risposta della Rai all'interrogazione di Anzaldi, redatta in data 6 settembre (il giorno della finale) e con la firma del Vice direttore Lorenzo Ottolenghi.

Il caso Miss Italia

Il caso Miss Italia 2019 era partito con una lettera all’ad Fabrizio Salini inviata da tre consiglieri del cda Rai Beatrice Coletti (M5S), Rita Borioni (Partito Democratico) e Riccardo Laganà (Rappresentante dei dipendenti Rai), contrari al ritorno del concorso su Rai1 per i costi elevati della manifestazione e la mancata approvazione del CdA, neppure interpellato sulla decisione. A Fanpage.it, la Borioni aveva attaccato Miss Italia, ritenendola "simbolo dello stereotipo sulla donna". A questo, si aggiungeva lo scandalo dei debiti ammontanti a oltre un milione di euro della società Miren di Patrizia Mirigliani verso Consorzio Gruppo Eventi, ora sostituita da Infront.

La risposta della Rai

Dopo il silenzio di Salini e una risposta da parte della direttrice di Rai1 Teresa De Santis che ha scatenato l'indignazione di Anzaldi ("Il palinsesto cambia in continuazione: quello approvato dal cda contiene alcune linee e qualche titolo. Ma serve flessibilità, altrimenti non si potrebbe fare controprogrammazione"), ecco la replica forma dell'azienda pubblica. La messa in onda della finale sul primo canale sarebbe stata concordata dai dirigenti secondo la corretta procedura e i costi della manifestazione sarebbero stati coperti sono in minima parte dalla Rai. La lettera specifica quali sono gli elementi che sono stati curati dal sevizio pubblico e sono pertanto a spese degli abbonati.

Il ritorno di Miss Italia sulle reti Rai è frutto di una valutazione editoriale del direttore di Rai1 che ha attivato le consuete procedure necessarie all'approvazione dell'iniziativa emettendo la relativa scheda proposta. Quest'ultima è stata validata da tutte le direzioni aziendali competenti fino alla sua definitiva approvazione seguendo quindi il regolare iter aziendale.
Rispetto alle intese con i detentori dei diritti, Rai non riconoscerà loro alcun corrispettivo per la trasmissione della finale del concorso. Si tratta infatti, di un accordo di coproduzione in base al quale Rai ha scelto e contrattualizzato il conduttore, un altro artista a sostegno dello stesso, due autori per i loro testi, e metterà a disposizione un regista e un aiuto regista interni, due assistenti alla regia interni e due consulenti musicali interni. Saranno a cura di Rai inoltre il televoto, il materiale di repertorio utile al confezionamento del programma e i mezzi tecnici per la diffusione del segnale in onda.
Tutte le altre attività, e i relativi costi, saranno a carico di Infront Italy che detiene i diritti per "realizzare e diffondere produzioni audovisive incentrate sulle fasi finali delle edizioni dal 2018 al 2022 del Concorso Nazionale Miss Italia".
Si tratta dunque di una coproduzione che vedrà l'apporto a carico Rai consistentemente e percentualmente inferiore rispetto a quello sostenuto dalla società proponente.