Temptation Island sta battendo qualsiasi record in termini di ascolti ma anche di condotta. Le frasi usate all’interno del programma acquisiscono un peso ingombrante nella valutazione dei rapporti uomo-donna e, sebbene in molti credano che sia un reality in gran parte fictionato e di conseguenza da prendere con le pinze, diventa inevitabile non soffermarsi sulla casistica relazionale che ciclicamente propone e che è tutt’altro che frutto di sapienti sceneggiatori annoiati, alla Boris.

Pietro Delle Piane ne è il più recente esempio lampante. Un uomo, almeno biologicamente, che ha demolito pubblicamente la sua compagna Antonella Elia descrivendola come una 50enne fagocitata dalla solitudine e dall’essere priva di ‘discendenza’. Una donna senza figli, per volere o per destino, che nella sua seconda età si appresterebbe a guardare al futuro con grande sconcerto e paura, poiché priva di un sostegno materno e di una ‘traccia’ da lasciare su questa Terra.

La demonizzazione delle childless (donne senza figli loro malgrado, distinto da child free che invece implica un non volerne), che non avrebbero un valore superiore nel bacino umano dei ‘realizzati’ e che dovrebbero sentirsi nulle ai nastri di partenza di una gara fatta di traguardi esclusivamente genitoriali. Donne svuotate di significati altri, incapaci di dare un senso alla loro vita se non attraverso la capacità di procreazione. Eppure le stime parlano di numeri in netta crescita, di una difficoltà soggettiva o oggettiva, e di una legittimazione che passa attraverso dei veri e propri movimenti internazionali e di una giornata dedicata, il 1 agosto.

Alla luce di ciò, sono discorsi che avviliscono nel guardare a uomini armati di cotanta ferocia nel giudizio, che sviliscono il concetto di amore in una coppia e smontano quello di unione in un sentimento che dovrebbe alimentarsi di accoglienza e comprensione dell’individuo in quanto tale, non in relazione a.

I piani di solitudine si invertono, è Delle Piane a essere isolato come uomo e perdipiù come uomo capace di valorizzare una donna dandole la parvenza di una famiglia con un anello al dito e una prole, in questo caso, acquisita. Il vantarsi di essere padre per marcare la superiorità, in un rapporto a suo dire sbilanciato dal non essere madre della Elia, restituisce la pochezza di argomentazioni nella qualificazione dei benefici che deriverebbero dal loro stare insieme.

Il livello del confronto si appiattisce e sprofonda in un monologo egoriferito, che determina l’inutilità di un dialogo con lui ed eleva l’interlocutore, la Elia in questo caso, a un piano nuovamente ribaltato e vincente. Basta averne consapevolezza e non inciampare nelle proprie insicurezze favorendo il fianco a nuove ferite.