In questa settimana nera per il mondo della cultura italiana, dopo Andrea Camilleri e Luciano De Crescenzo ci ha lasciati anche Mattia Torre. A soli 47 anni, è morto lo scrittore e sceneggiatore, noto soprattutto per essere stato una delle firme della serie cult "Boris" e aver scritto e diretto "La linea verticale", nella quale aveva romanzato la sua stessa esperienza come malato di cancro. Suoi anche alcuni indimenticabili monologhi che l'amico Valerio Mastandrea aveva letto in televisione di recente, "I figli ti invecchiano" e "È sempre colpa di un altro”, senza dimenticare il lavoro al fianco di Serena Dandini in "Parla con me". A testimoniare la forte impronta lasciata tra televisione e teatro, sono le tantissime reazioni di cordoglio pubblicate su Twitter, Instagram e Facebook, da parte di comuni spettatori ma anche personaggi dello spettacolo.

La nota di Rai Fiction: Mattia Torre, forza del talento e sensibilità

Questo il comunicato diffuso da Eleonora Andreatta, direttore di Rai Fiction: "Mattia è entrato alla Rai con la sua leggerezza e la capacità curiosa di cogliere la vita e rappresentare mondi e persone. Li ha messi in scena, anche in situazioni segnate dal dramma del vivere, e però sempre con il paradosso affettuoso di chi sa quanto il tragico e il comico possano corrispondersi. La forza del talento e una sensibilità sempre originale e innovativa, ha lavorato con Rai Fiction e con il Centro di Produzione di Napoli, ed ha regalato a tutti quelli che hanno collaborato con lui un’esperienza professionale e il calore prezioso di un’umanità che non dimenticheremo mai".

Le reazioni da Boris e La linea verticale

Arrivano ovviamente i primi commenti dal mondo di "Boris". Torre ne ha curato lo script insieme ai colleghi insieme a Luca Vendruscolo e Giacomo Ciarrapico. Un affranto Antonio Catania lo ha pianto su Facebook: "Ci lasci troppo presto. Avevi tanto da fare ancora". Lungo lo sfogo di Corrado Guzzanti, apparso in "Boris", ma anche interprete e co-autore di un'altra serie di grande impatto scritta da Torre come: "Dov'è Mario?": "Uno che se adesso gli dicessi “che la terra ti sia lieve” ti scoppierebbe a ridere in faccia, ci scriverebbe sopra un monologo. Mi mancherai tanto. Ci eri indispensabile". Da "La linea verticale", coraggiosamente autobiografico (e capace di raccontare la malattia senza drammi né retorica) parla invece l'attore Babak Karimi: "Una penna capace di mescolare il grottesco e la tragedia senza mai banalizzare, anzi guardando tutto con maggiore lucidità".

Il saluto di Fiorella Mannoia e Alessandro Cattelan

A ricordare Mattia Torre, tra gli altri, sono anche Nicola Piovani, Giovanni Vernia, Rocco Tanica, il movimento 100autori. E Fiorella Mannoia, che aveva recitato sul palco il suo monologo "Gola": "Un dolore enorme. Ciao Mattia". L'amico Alessandro Cattelan, per lui attore nel film "Ogni maledetto Natale" che Torre ha scritto e diretto insieme a Ciarrapico e Vendruscolo, lo ha salutato così: "Grazie Mattia. Per le risate, i consigli, i messaggi, le persone che mi hai fatto conoscere e le scelte che mi hai aiutato a fare". Il regista Daniele Vicari l'ha definito "Il migliore", in riferimento a un suo testo teatrale: "La perdita è irreparabile. Per fortuna chi scrive e chi filma un po’ sopravvive alla morte… Mattia è morto, evviva Mattia".