Il 2020 è ormai prossimo ed è tempo di bilanci per il 2019 delle serie tv. Cosa ci ha portato l’ultimo anno di questo decennio sul piano della serialità internazionale? Grandi temi, grandi storie come sempre. E sempre più scelta, con l’ingresso di nuovi distributori sul campo (da Apple a Disney+ e in Italia RaiPlay) e con il consolidarsi delle posizioni preesistenti, da Netflix a Amazon Prime Video.  Proviamo dunque a fare il punto sulle migliori 5 serie tv del 2019, pescando esclusivamente da produzioni oltre i nostri confini e senza distinzione di genere.

C’è un tema che è sembrato comune in questo 2019, soprattutto nei ‘drama’. È il conflitto etnico e il razzismo. Il mondo sta combattendo una guerra invisibile, ma nemmeno poi tanto, contro il nazionalismo e il sovranismo. L’America affoga nella boria trumpista e gli sceneggiatori rispondono con le loro armi migliori: “When They See Us” (disponibile su Netflix) è un imperdibile esempio. Segue a ruota la più recente novità del 2019: “Watchmen” (HBO, in Italia disponibile su Sky Atlantic), dove la storia si svolge a Tulsa, in Oklahoma, che fu luogo di uno dei massacri etnici più efferati della storia d’America. Segue ancora “Chernobyl”, ancora una volta produzione HBO, distribuita da Sky Atlantic per l’Italia. La serie di Johan Renck è un collage di grande realismo sul disastro più grande della storia contemporanea. Una drammatica discesa nell’impotenza della condizione umana, nella sua miserabile fallibilità.

Queste, a parere di chi scrive, certo, sono in assoluto le tre migliori serie del 2019, condividendo un ideale primo posto a pari merito. Seguono la comedy “Sex Education”, con Asa Butterfield e Gillian Anderson, e la stagione conclusiva di “Fleabag”, che ha consacrato al mondo il genio nella scrittura e nella recitazione di Phoebe Waller-Bridge. Vediamole tutte meglio in rassegna.

When They See Us

È la storia giudiziaria dei Central Park Five, i cinque adolescenti ingiustamente condannati per lo stupro di gruppo di una donna nel 1989, all’interno del popolare parco di Manhattan. I cinque furono costretti a confessare un fatto mai commesso. Un calvario terminato nel dicembre 2002 con l’arresto del reale colpevole. Quattro episodi, diretti e sceneggiati da Ava DuVernay, che ci mostrano il razzismo e la violenza quando sono al potere e l’uso del sistema carcerario come una forma moderna di schiavitù.

Numero di stagioni: 1
Numero di episodi: 4
Durata media: 70 minuti
Dove guardarla: su Netflix.

Watchmen

Il capolavoro di Alan Moore e Dave Gibbons aveva avuto sino a qui una sola trasposizione cinematografica, quella di Zack Snyder del 2009. Con Damien Lindelof (“Lost”, “Tomorrowland” e “The Leftovers”), l’universo narrativo partorito su fumetto da Alan Moore si espande e si riscrive. È un sequel? Ni. È una storia che può considerarsi a sé, ma in qualche modo legata ai temi indagati nel graphic novel originale. Qui, partendo anche solo dall’ambientazione, Tulsa in Oklahoma dove nel 1921 i bianchi americani della città attaccarono in massa abitazioni e negozi della cittadinanza afroamericana. Fu un massacro: più di 800 feriti e 175 morti. Mancano ancora due episodi alla fine, ma per quanto visto, possiamo inserire la serie, che in Italia è trasmessa su Sky Atlantic, come una delle migliori dell’anno.

Numero di stagioni: 1
Numero di episodi: 9
Durata media: 52-67 minuti
Dove guardarla: su Sky Atlantic.

Chernobyl

Il 26 aprile 1986, alle ore 1.23 circa, presso la centrale nucleare V.I. Lenin, il reattore esplose provocando un vasto incendio e una serie di ripercussioni gravissime per la popolazione e per l'Europa stessa. La miniserie HBO racconta le ore poco prima del disastro e quelle successive. Un disastro da 4000 morti. Solo 31 nel giro di pochissimo tempo. Migliaia negli anni successivi per gli effetti devastanti delle radiazioni nucleari. "Chernobyl” ci ha fatto riscoprire Chernobyl. Per questo, è la serie più importante di questo 2019.

Numero di stagioni: 1
Numero di episodi: 5
Durata media: 60-72 minuti
Dove guardarla: su Sky Atlantic.

Sex Education

Parlare di sesso non è mai facile. Quando ci sono gli adolescenti di mezzo, il terreno può essere impervio e scivoloso. Qui, si fa spassoso, umano. Creata da Laurie Nunn e diretta da Kate Herron e Ben Taylor, “Sex Education” sembra portarci quasi un presente alternativo, nel quale convivono elementi tipici della cultura anni ’80 a quelli dei millenials: una narrazione studiata per sedurre gli adolescenti di oggi e di ieri. Non solo sesso, ma anche bullismo, quello vero e quello cyber, l’omofobia, l’aborto, la droga. Asa Butterfield è Otis, un adolescente sessualmente represso, figlio di una terapista sessuale di successo, esuberante e moderna, interpretata da Gillian Anderson. Il suo unico amico è Eric, un ragazzo gay non ufficialmente dichiarato che pensa solo al sesso. Quando Otis incrocia Maeve (Emma Mackey), considerata la ragazza facile della scuola, nasce un sodalizio che li spinge a fornire consigli sessuali a pagamento a tutto l’istituto. Fantastica.

Numero di stagioni: 2
Numero di episodi: 16
Durata media: 47 minuti
Dove guardarla: su Netflix.

Fleabag

Phoebe Waller-Bridge, sceneggiatrice, regista e protagonista di “Fleabag”, è un genio assoluto della comicità moderna. La conferma arriva con questa seconda e conclusiva stagione di un esperimento che è partito come un lungo monologo teatrale, in scena per la prima volta sei anni fa. “Fleabag” ha dato aria all’ambiente. E ci ha fatto scoprire un talento. Non a caso, la seconda stagione conclusiva è arrivata in ritardo per impegni professionali “più importanti” della protagonista: la scrittura di “Killing Eve”, per esempio. Il primo episodio è da manuale di sceneggiatura: 25 minuti a ritmi altissimi. Una cena di famiglia, dai toni accesi, in cui suo padre e la matrigna annunciano il matrimonio. A celebrarlo è un parroco sexy, di cui la protagonista senza nome si innamorerà. Amore, blasfemia e risate. E tanta umanità, fino all’ultimo episodio. Imperdibile.

Numero di stagioni: 2
Numero di episodi: 12
Durata media: 24 minuti
Dove guardarla: su Amazon Prime Video.