La distopia è pane quotidiano per il cinema e serie Tv, da quando queste ultime sono diventate il formato di intrattenimento dominante. Scenari apocalittici, onde anomale che sovrastano città, effetti devastanti dei cambiamenti climatici, invasioni aliene, degenerazioni totali di abitudini di uso comune come gli aggeggi tecnologici. Il gioco è quello di sfidare l'imponderabile, immaginare in modo credibile un futuro indesiderabile che non è ancora, ma che potrebbe essere. L'audiovisivo – insieme alla letteratura – è stato il campo artistico che con più efficacia ha saputo sondare le nostre paure, i timori verso l'ignoto, descrivendoci i possibili scenari di un avvenire non troppo lontano da noi in cui il sereno della nostra quotidianità viene ribaltato dagli eventi.

Con "Chernobyl", la serie HBO/Sky che da giorni si è fatta spazio nel dibattito pubblico, sta accadendo qualcosa di ancora più insolito, quello di una specie di distopia postuma. Chi assiste al racconto di come siano andate le cose in quell'aprile del 1986, e soprattutto "come sarebbero potute andare se", resta a bocca aperta davanti a scenari il cui unico elemento di realtà è la data, che certifica come quelle cose siano avvenute davvero. Altrimenti, inutile girarci attorno, sarebbero eventi immediatamente classificabili come surreali o, appunto, degni di un film.

Che il disastro di Chernobyl sia uno dei fatti più rilevanti della storia del Novecento e, con ogni probabilità, il momento in cui l'errore umano ha rischiato di degenerare nel più tragico disastro di sempre, dalle conseguenze irreversibili e letali per la specie umana, è qualcosa che molti, specie chi al tempo non fosse ancora nato o era troppo piccolo per comprendere, stanno scoprendo solo oggi, grazie a una serie Tv. Le dimensioni del potenziale disastro, gli effetti che a distanza di trent'anni non si sono ancora esauriti, sono tutti fattori che appartengono a una vicenda rimasta fuori dal dibattito pubblico. Vuoi per l'oscurantismo sovietico sulla vicenda, vuoi per l'effettiva scarsità di immagini a disposizione in grado di documentare i fatti, la serie TV sul disastro di Chernobyl scrive per la prima volta una storia per immagini, imponendosi come una prima ambiziosa ricostruzione dei fatti e intestandosi un valore documentale che va ben oltre l'intrattenimento. "Chernobyl" è una delle serie più acclamate dell'anno ma è soprattutto destinata a rimanere nella storia, semplicemente perché ha permesso a molti di scoprire (e capire) Chernobyl.