È cambiato lo stile di vita degli italiani pertanto cambia anche la narrazione di “Un posto al sole”. La soap opera più longeva del nostro Paese è pronta a tornare con nuovi episodi, interamente riscritti dopo la pandemia di Coronavirus. Lo aveva anticipato Patrizio Rispo a Fanpage.it: “In linea con quello che è sempre stato Un Posto al Sole, si dovrà riscrivere tutto per renderlo aderente all’attualità”.

Un ritorno sul set atteso nelle prossime settimane

Tra i tanti record che la storica soap ha maturato e raggiunto negli anni ci potrebbe dunque essere anche quello di prima serie italiana del servizio pubblico a riprendere le riprese. Si parla di una convocazione attesa già per le prossime settimane, tra il 18 maggio e il 1 giugno, aspettando quelle che potrebbero essere le aperture sul dpcm. Al Centro di Produzione Rai, che dal 7 aprile è sotto la direzione di Antonio Parlati, c’è grande volontà di riprendere le attività. Non è un impulso frenetico ma qualcosa che va di pari passo con la consapevolezza che ogni decisione va presa e attuata con il massimo dell’attenzione e nella sicurezza di tutti. Su questo, è necessario che venga presto deciso e approvato il protocollo di sicurezza negli ambienti e nei luoghi di lavoro.

La produzione divisa in due fronti

Inoltre, una duplice questione tiene banco tra i corridoi della Rai e può fornire più di una preoccupazione per la ripresa delle attività. Ci sarebbero due fronti opposti nella produzione di “Un posto al sole”: quelli che sono pronti a riprendere e che non vedono l’ora di ripartire e quelli che invece restano comprensibilmente preoccupati per il futuro. In particolare, quegli attori che si trovano impegnati a intepretare delle relazioni all’interno della soap avrebbero espresso più di una titubanza. Una gestione, quella di determinate scene che richiedono il contatto fisico, che diventa complicata in assenza di misure e di protocolli che determinino con chiarezza le procedure da attuare.

Infine, tra alcuni esternalizzati del reparto tecnico ci sarebbe più di un malumore a causa dei tempi lunghi ai quali accedere alla cassa integrazione in deroga. Una circostanza che grava in questo momento su un grande numero di famiglie, tante in condizioni non abbienti,  che dipendono dalle attività della Rai. Anche per questo motivo tutti sperano nel ripristino dell'attività lavorativa.