Protagonista assoluta di questa edizione 2018 del Festival di Sanremo è stata lei: Michelle Hunziker. Bella, elegante, moglie e madre, lavoratrice indefessa, più volte etichettata come un cyborg per la sua capacità di mettere al mondo figli e contemporaneamente restare al passo sul lavoro. L'ultima volta, addirittura, partorendo quasi in diretta a Striscia la Notizia, per poi tornare dietro quel bancone pochi giorni dopo, splendida e sorridente, leggermente pallida, ma di quel biancore che viene naturalmente col primo freddo.

Anche sul palco dell'Ariston, dove era stata già conduttrice con Pippo Baudo nel 2007, ha dato prova di essere una che il mestiere lo conosce bene. Poliedrica e autoironica, ha saputo trovare ancora una volta la chiave di accesso per arrivare a un pubblico trasversale, fatto di uomini che amano la sua femminilità e di donne che ammirano la sua forza. Elettrica nella sua emotività, spesso portata all'eccesso di positività immotivato, riesce sempre e comunque a trasmettere quel tanto che basta per strappare un sorriso, o un cenno di assenso, per poi incedere oltre, lì dove altre sue colleghe avrebbero mostrato il fianco, tradite dalla loro titubanza.

Mai valletta, in prima linea tra due uomini abbastanza ingombranti, viste le doti e la popolarità, non ha avuto bisogno di sgomitare per apparire in prima pagina sui giornali, per guadagnare il titolone centrale di ‘Certezza Hunziker', come fosse la carta vincente scelta in un momento in cui il rischio non poteva essere contemplato. È arrivata in un Festival organizzato in tempo lampo, soli cinque mesi, dopo settimane di attività in Mediaset al timone del noto tg satirico, e non ha esitato.

Nemmeno quando ha baciato suo marito che non vedeva da tre settimane, fregandosene di ciò che avrebbero scritto il giorno dopo; nemmeno quando ha indossato un gigantesco bouquet di fiori, tenendosi Baglioni alle spalle come annaffiatoio; nemmeno quando si è improvvisata ballerina, in un abito alla Jennifer Lopez, per accompagnare Favino in un'inedita versione di Despacito; né quando, scarpette al piede e coda di ordinanza, ha presenziato, oltre qualsiasi orario umano, al Dopofestival.

Non si tira mai indietro la Hunziker e il cachet non c'entra niente. Si potrebbe fare il minimo, anche quando ti danno il massimo. "Quello che le donne non dicono" cantava la Mannoia, ma in questo caso la necessità di dire ha eclissato i complimenti dei playboy, l'attenzione agli argomenti da dozzinali coiffeur, come outfit, make up, portamento e acconciature, e ha rafforzato l'idea che questo sia un momento storico molto importante per le donne. Per loro e per i loro silenzi, che ormai appartengono al passato.