In questi giorni sospesi, nei quali il tempo sembra cristallizzato in attesa che "tutto torni alla normalità", il piccolo mondo della televisione ha registrato due casi anomali, che segneranno in qualche modo i ricordi legati a questo periodo di emergenza: il Papa e Harry Potter.

Difficile immaginare un accostamento più improbabile, includere nello stesso discorso due personaggi più distanti. Come il padre spirituale della comunità cattolica e il mago protagonista della più celebre saga letteraria e cinematografica degli ultimi decenni possono essere accomunati?

La sostanza che lega l'acqua all'olio in un'unica soluzione omogenea è la legge degli ascolti Tv. Il tempo del coronavirus ha costretto in casa milioni di persone e la televisione in queste settimane si industria per andar loro incontro, proponendo contenuti alternativi in palinsesti diventati praterie vuote da riscrivere, in parte per evitare contenuti che potrebbero apparire poco opportuni alle circostanze, ma anche per fare fronte ai vuoti di programmazione.

Il successo di Harry Potter su Italia 1

Ecco i fatti eccezionali: Italia 1 propone la saga di Harry Potter in prima serata, risultando per la prima volta la rete più vista tra tutte in prima serata, superando i 4 milioni di telespettatori e generando, caso più unico che raro, un allineamento tra il pubblico generalista e il pubblico di Twitter, quello che accompagna alla visione il compulsivo commento sui social e che va individuato nei 30enni cresciuti con la saga del mago nato dalla penna di J.K Rowling.

Messa e Rosario conquistano gli ascolti

Negli stessi giorni accade qualcosa di impensabile, con Tv2000 che supera i 4 milioni di telespettatori con la messa in onda del Santo Rosario, dato che spinge non solo la Tv vaticana a riproporre l'evento nelle settimane successive, ma convince anche Rai1 a puntare sulla liturgia e mandare in onda la Santa Messa di Papa Francesco tutte le mattine. Per non parlare dei dati della preghiera urbi et orbi del Papa in una piazza San Pietro vuota, immagine che passerà alla storia, capace di raccogliere complessivamente una platea di circa 17 milioni di persone.

Due fenomeni televisivi anomali, completamente diversi, assimilati dalla capacità di imporsi come espressioni massime di quel "resto a casa" divenuto mantra di questo tempo. Creano un senso di comunità, rincuorano il telespettatore spaesato, disorientato, privo di coordinate sul futuro prossimo, e gli suggeriscono un appiglio: il ricordo o la fede.