La morte di Fabrizio Frizzi ha ha generato una grande ondata di tristezza in tutto il Paese. La sua malattia l'aveva tenuto lontano dai palchi dell'amata Rai per qualche tempo, prima di tornare a condurre il contenitore del pre-serale sulla rete ammiraglia. Da quando, nel mese di dicembre, era tornato al timone de L'Eredità sembrava che il suo stato di salute si fosse assestato, anche se appariva fisicamente provato. Il suo sorriso in tv ha chiuso l'ennesima puntata e con esso Frizzi si è congedato dal suo pubblico, con la promessa di tornare il giorno successivo. Un giorno che, purtroppo, non è mai arrivato a vedere.

Tra le cause del decesso nessun riferimento al tumore

L'ospedale Sant'Andrea di Roma, presso il quale è deceduto, ha rilasciato un comunicato stampa circa le cause del decesso, non facendo accenno all'attacco ischemico e l'emorragia né circa l'ipotesi di un tumore: "Nel rispetto della volontà della famiglia, l'Azienda ospedaliero-universitaria Sant'Andrea non divulgherà alcun comunicato in merito alle circostanze cliniche per le quali si è spento quest'oggi Fabrizio Frizzi. Nell'esprimere le nostre più sentite condoglianze ai parenti e unendoci al cordoglio di tutti gli italiani per la perdita di un ‘amico di famiglia‘, ci teniamo a sottolineare la profonda forza, tenacia e umanità con cui Fabrizio ha affrontato anche quest'ultima difficile fase di una vita piena di emozioni".

La battaglia e la speranza nella ricerca medica

Il 23 ottobre 2017 Fabrizio Frizzi era stato colpito all'improvviso da un'ischemia mentre stava una puntata del programma L’Eredità. Portato d'urgenza al Policlinico Umberto I di Roma, fu dimesso pochissimi giorni dopo, promettendo subito di tornare quanto prima in tv. La moglie Carlotta Mantovan, con la quale si era sposato nel 2014 e dalla quale aveva avuto sua figlia Stella, gli era stata sempre accanto e ha continuato, nei mesi, a preservare la sua persona nei pochi momenti pubblici in cui Frizzi decideva di apparire.

A dicembre il ritorno in tv, sempre alla guida del programma L'eredità, annunciato con un commovente intervento a La prova del cuoco, durante il quale gli amici Carlo Conti e Antonella Clerici gli fecero da supporto. "L’Eredità è una gioia, fa bene anche al fisico, l’adrenalina sento che mi aiuta a stare meglio", disse sorridente a Vincenzo Mollica, commentando il suo atteso ritorno sul piccolo schermo .

Lo scorso febbraio aveva compiuto 60 anni e in occasione della lieta ricorrenza aveva commento quello che sembrava essere un momento ben più impegnativo di un recupero da un'ischemia immotivata. Fabrizio Frizzi disse: "Combatto come un leone ogni giorno per vincere questa battaglia. E quando avrò finito, e speriamo finisca bene, potrò raccontare. Anzi, vorrò raccontare che la ricerca medica mi sta dando una chance in più. Tra un mese, o forse un po’ di più, saprò come vanno le cure. I medici ogni tanto mi danno buone notizie. Ma dosano bene le parole". Queste dichiarazioni avevano rafforzato l'ipotesi che Frizzi soffrisse di un tumore, causa anche dei malori improvvisi, e che alla base ci fosse la volontà di difendere la sua privacy a tutti i costi.

Giletti sapeva che non sarebbe arrivato a questa estate

Massimo Giletti, raggiunto da Fanpage.it, ha raccontato di un collega, di un amico e di un fratello scomparso. Tanti i momenti che li avevano legati durante il periodo di permanenza in Rai e il primo discorso fatto su La7 quando è iniziato il nuovo programma Non è L'Arena fu dedicato proprio a Fabrizio Frizzi e a Lamberto Sposini. Giletti ha spiegato come mai, precisando che era al corrente dello stato di salute del noto conduttore e della gravità di una diagnosi che, probabilmente, non l'avrebbe fatto arrivare vivo a questa estate:

Ci siamo sentiti anche pochi giorni fa, ci sentivamo sempre, soprattutto in questo periodo. Non a caso nel mio monologo iniziale, quando raccontavo che il direttore generale mi aveva fatto capire che non c'era più spazio per me, citai due persone: Lamberto Sposini e Fabrizio Frizzi. Non erano due nomi a caso. Io sapevo la verità. Sapevo che Fabrizio non sarebbe arrivato a quest'estate. In quel monologo c'era lui che mi scrisse proprio quella mattina un messaggio, che ogni tanto andavo a rivedermi e lo farò anche oggi, perché era di una dolcezza infinita.

A Magalli aveva detto di essere in terapia

L'amico e collega Giancarlo Magalli stamattina, dopo l'annuncio della notizia della morte di Fabrizio Frizzi, ha pubblicato un post su Facebook nel quale, per la prima volta, si va un po' più nello specifico del delicato momento affrontato da Fabrizio Frizzi negli ultimi mesi. "Sapevamo che stava male. Sapevamo che combatteva una battaglia disperata. Sapevamo che non voleva che se ne parlasse per paura di dover smettere di lavorare ed abbiamo tutti rispettato questo suo desiderio, la Rai per prima. Sapevamo anche che la sua paura più grande non era andarsene, ma il pensiero di lasciare sole Carlotta e Stella, le sue ragazze" ha dichiarato, aggiungendo "Nell’ultimo messaggio che ci siamo scambiati qualche settimana fa mi scriveva: “La terapia c’è e la sto facendo. Non sarà facile, ma spero di portare a casa la pellaccia”.

Quando disse di non voler mostrare i segni delle terapie

Lo scorso gennaio, inoltre, Fabrizio Frizzi spiegò che era un momento difficile, quello del recupero post malore, ma che come un leone lo stava affrontando con tutta l'energia possibile. Aggiunse, generando smarrimento nei suoi fan, che preferiva stare maggiormente a casa con la sua famiglia, anche per non mostrare i segni delle terapie: "Non che mi vergogni a farmi vedere con i segni dovuti alle terapie che ho fatto, però preferisco per ora starmene un po’ protetto, perché bisogna ricominciare a esporsi quando si sta bene".

Se ne va l'uomo dei sorrisi, la nota della Rai

La nota ufficiale della Rai dopo la morte di Fabrizio Frizzi: "Con Fabrizio se ne va un pezzo di noi, della nostra storia, del nostro quotidiano. Non scompare solo un grande artista e uomo di spettacolo, con Fabrizio se ne va un caro amico, una persona che ci ha insegnato l’amore per il lavoro e per l’essere squadra, sempre attento e rispettoso verso il pubblico. Se ne va l’uomo dei sorrisi e degli abbracci per tutti. L’interprete straordinario del coraggio e della voglia di vivere. È impossibile in questo momento esprimere tutto quello che la scomparsa di Fabrizio suscita in ognuno di noi. Così la Rai tutta, con la presidente Monica Maggioni e il direttore generale Mario Orfeo, può solo stringersi attorno a Carlotta e alla sua famiglia in questo momento di immenso dolore".