La clamorosa indiscrezione sul passaggio di Fabio Fazio su Rai2 è stata confermata dalla fonte più autorevole possibile. Intervistato da Repubblica, il direttore di rete Carlo Freccero ha confermato di aver incontrato il conduttore, con cui avrebbe già raggiunto un accordo: "Ci siamo trovati su tutto". A questo punto, per arrivare al passaggio ufficiale al secondo canale mancherebbe solo il consenso e la firma dell'amministratore delegato Rai Fabrizio Salini. Si parla già di una riduzione del compenso di Fazio, contestatissimo da Matteo Salvini e da una parte della politica italiana.

Un incontro durato 7 ore

Su Repubblica, Freccero ha parlato di un colloquio con il presentatore “molto soddisfacente e anche molto complesso”, durato la bellezza di sette ore. Nell'idea del direttore di Rai2, Fazio dovrebbe traslocare sulla rete con una nuova edizione di "Che tempo che fa" che subirà alcuni cambiamenti rispetto al format attuale:

Il mio mandato era di convincere Fazio a venire su Rai2, dal momento che lui ha un contratto che lo lega a Rai1 fino al 2021 e dunque se non fosse stato d’accordo avrebbe potuto benissimo girare i tacchi, andarsene e portarsi via i soldi. Ma gli ho presentato i palinsesti di Rai2 per il prossimo autunno e anche quelli fino al giugno 2020, che ho redatto in questi quattro mesi: ho detto a Fazio quello che penso, e cioè che lui per la Rai è una assoluta risorsa, che il suo programma assolve a una importante funzione di informazione, ma ho anche chiesto che all’interno di ‘Che tempo che fa’ sia prevista una parte di satira e di intrattenimento.

Budget ridotto, ma Fazio resta la domenica

L'acceso dibattito sul compenso di Fazio e le critiche di Salvini (nonostante lo stipendio del conduttore venga ripagato dagli introiti pubblicitari) hanno evidentemente sortito l'effetto sperato. L'investimento della Rai per Che tempo che fa subirà una limitazione, con "una riduzione sia del compenso sia del budget per la produzione del programma". Resta da capire come l'azienda gestirà il contratto già esistente con Rai1 e valido ancora per due anni. Anche Fazio, comunque, ha chiesto una "conditio sine qua non": "Fazio vuole la domenica, è una condizione imprescindibile, d’altra parte per 16 anni è quello il giorno in cui è andato in onda su Rai3. La tv è fatta di appuntamenti, com’era il giovedì di Mike Bongiorno. E ora Fazio farà la domenica su Rai2". Resta da capire se Rai1 sceglierà di contrapporre una concorrenza poco forte, o se opporrà un altro programma importante (da giorni si sta già parlando di un ritorno di Massimo Giletti in Rai, magari con un show della domenica sera).

Addio a Che fuori tempo che fa?

Su di lui ho fatto un investimento molto importante” ha aggiunto Freccero, che avrebbe inoltre parlato della possibilità di fare altri programmi con Fazio. Sembra invece che non ci sarà alcun spazio per "Che fuori tempo che fa", il programma in seconda serata del lunedì sera. Insomma, se da una parte Freccero si sta rivelando l'asso pigliatutto dell'azienda (dopo la "riconquista" di Simona Ventura), dall'altra appare chiaro che lo spostamento di Fazio, se proprio non ha il sapore dell'editto bulgaro di berlusconiana memoria che cacciò dalla Rai Biagi, Luttazzi e Santoro, suona come un ridimensionamento "punitivo" di matrice politica.