La fiction Doc – Nelle tue mani è stata accolta con straordinario entusiasmo. Il numero degli spettatori che segue la serie tv con Luca Argentero, aumenta di settimana in settimana. L'ultima puntata andrà in onda giovedì 16 aprile, poi la fiction darà appuntamento al prossimo autunno con le restanti quattro puntate della prima stagione. Il personaggio di Andrea Fanti è ispirato alla storia vera di Pierdante Piccioni. Vediamo quali differenze ci sono tra la realtà e la fiction.

Lo sparo è falso, Piccioni ha avuto un incidente

La prima differenza tra fiction e realtà è nel modo in cui è avvenuto il trauma. Andrea Fanti, protagonista di Doc – Nelle tue mani, riceve uno sparo dal padre di un paziente deceduto per un errore medico. Nella realtà, Pierdante Piccioni ha avuto un terribile incidente stradale. Era il 31 maggio 2013 e l'allora primario dell'ospedale di Lodi transitava sulla tangenziale di Pavia, quando è finito fuori strada.

La perdita di 12 anni di memoria è vera

Andrea Fanti, dopo essersi svegliato dal coma, ha un'evidente amnesia. La sua memoria è ferma a 12 anni prima del trauma. Questo dettaglio è vero. Quando Pierdante Piccioni si è ripreso, era convinto che fosse il 25 ottobre del 2001. Era certo che i suoi figli avessero 8 e 11 anni, che in Italia ci fosse ancora la lira, non ricordava di avere un indirizzo di posta elettronica e tutte le persone che amava o con le quali lavorava, gli apparivano incredibilmente invecchiate.

La morte del figlio Mattia è falsa

A seguito del trauma, Andrea Fanti ha rimosso la morte del piccolo Mattia. Quando ha appreso che il suo bambino non c'era più, ha dovuto rifare i conti con quella vicenda straziante. Nella realtà, Pierdante Piccioni non ha vissuto quella sofferenza. O almeno, non con i figli. Per il medico è stato traumatico apprendere che l'amatissima madre era morta tre anni prima, mentre lui si aspettava che andasse a trovarlo in ospedale. Quanto ai figli, Piccioni ne ha due: Filippo e Tommaso. A Fanpage.it ha dichiarato che è stato comunque difficile per lui riallacciare il rapporto con quei due ventenni, che ricordava ancora bambini:

"Quando mi hanno detto: "Vuoi vedere i tuoi figli?", ho pensato: "Questi sono matti, fanno vedere a due bambini piccoli il papà col catetere?". E poi sono entrati due giganti con la barba. Ho detto: "Si saranno sbagliati, saranno i figli di qualcun altro. Non sono i miei bambini". Non è che io lo facessi apposta, ma non sapevo chi fossero. Temevo anche che i miei bambini fossero morti nell'incidente e non volessero dirmelo. Ci abbiamo messo un po' di anni a ricostruire un rapporto. Quando ho capito che i figli non sono i sogni dei papà e loro hanno capito che non ero più quello di prima, ci siamo accordati un'ottava sotto ma senza stonare. Con equilibrio e col tempo, siamo riusciti a ritrovare un rapporto. Hanno superato il dramma di un papà che non li riconosceva e a cui all'inizio stavano anche sulle scatole. Io ho imparato ad accettarli per quello che sono e a vedere i loro aspetti positivi. Sono fiero di loro".

La crisi coniugale è falsa

Andrea Fanti, dopo lo sparo e la rimozione di 12 anni di memoria, scopre che il matrimonio con Agnese è finito da tempo. Il primario non ricorda né la crisi coniugale, né di avere una relazione con la dottoressa Giulia Giordano (Matilde Gioli, ndr). Nella realtà, il matrimonio tra Pierdante Piccioni e la moglie Assunta è sempre andato a gonfie vele. A Fanpage.it, il medico ha dichiarato che nonostante la donna gli apparisse diversa dopo il trauma (la ricordava con l'aspetto di 12 anni prima), si è innamorato di nuovo di lei: "Sono uno dei pochi che ha avuto la fortuna di tradire la propria moglie con la propria moglie (ride, ndr). Per me, dopo l'incidente, era tutta un'altra persona. E mi è ripiaciuta".

L'empatia sviluppata dopo il trauma è vera

Un fattore che accomuna Pierdante Piccioni e Andrea Fanti è il modo in cui è cambiato il loro approccio ai pazienti dopo il trauma. Nella realtà, come nella fiction, Piccioni era professionale e distaccato con le persone di cui si prendeva cura. La malattia lo ha portato a immedesimarsi nei pazienti e a scoprire l'importanza dell'empatia. Il medico ha spiegato:

"Ovviamente Andrea Fanti è un po' più eccessivo, ma è uno duro nei rapporti con i pazienti. Luca Argentero è bravissimo a rappresentarmi. C'è una scena in cui dice: "Il medico sono io e tu fai quello che dico". Io ero un po' così. Ora, invece, ho imparato ad ascoltare, a condividere, a entrare in empatia con i pazienti".

Le storie dei dottori, specializzandi e pazienti sono false

Infine, le storie di dottori e specializzandi dunque Giulia Giordano, Lorenzo Lazzarini (Gianmarco Saurino), Riccardo Bonvenga (Pierpaolo Spollon), Gabriel Kidane (Alberto Malanchino) e Alba Patrizi (Silvia Mazzieri) non sono ispirate a fatti realmente accaduti. Così, anche le storie dei pazienti che caratterizzano ciascuna puntata.