È un malcontento generale quello suscitato dalla puntata di Live – Non è la D'Urso del 18 novembre. Il programma di Barbara D'Urso si conferma come forse il più controverso della storia televisiva recente, capace a ogni puntata di sollevare critiche e attacchi. Particolarmente fastidiosa, ieri sera, è apparsa la litigata tra Vittorio Sgarbi e Vladimir Luxuria, con il critico d'arte che ha accusato Luxuria di essersi prostituita in passato. Altrettanto pesante è la condanna agli insulti di Vittorio Feltri alle donne in studio.

L'attacco di Claudio Sona a Live

Su Twitter, molti utenti parlano di tv che "sta toccando il fondo", ma le critiche non arrivano solo dal pubblico bensì anche dalle pagine social di personaggi televisivi. Se Veronica Maya, anche lei presente in studio, ha condannato soprattutto Feltri e Sgarbi, affermando però che rifiuterà il prossimo invito in un simile contesto, è durissimo l'attacco dell'ex protagonista del Trono Gay di Uomini e Donne Claudio Sona:

Ieri, durante la trasmissione “Live non è la D’Urso”, è stato trasmesso l’esempio più becero di aggressione ai diritti delle minoranze senza che, nemmeno uno dei presenti e in primis la conduttrice, si attivasse per riportare la discussione nei confini di un civile confronto. Che sia stata Vladimir Luxuria – verso cui va la mia stima per il coraggio e per l’impegno profuso a favore dei diritti della comunità Lgtb – oppure uno sconosciuto ragazzo di periferia, a dover sopportare il peso di questo duro attacco discriminatorio, poco importa; quello che rileva è l’aggressione consumata, con violenza verbale incontrollata, nei confronti di una persona considerata diversa. Aggressione che in nessun paese, definito evolutosi dovrebbe tollerare o permettere.

La condanna diretta a Barbara D'Urso

Sona chiude il suo post con quella che sembra essere una condanna diretta alla D'Urso: "Non basta sfilare oppure fare grandi dichiarazioni d’intenti, il rispetto e la difesa dei diritti di ciascuno in nessun caso possono prescindere da una pubblica condanna di attacchi consumati a danno delle minoranze… nemmeno quando si è alla ricerca del facile consenso!". Innegabilmente, risulta spontaneo chiedersi il motivo di tali siparietti in una trasmissione condotta da Barbara D'Urso, che da sempre si proclama paladina dei diritti delle donne e dei gay.

Le parole di Luxuria post puntata

Non si tratta peraltro della prima volta che un tronista attacca la D'Urso (pensiamo al caso di Amedeo Barbato che definì i suoi programmi "una discarica televisiva"). Intanto, ai microfoni di Fanpage.it Vladimir Luxuria ha commentato quanto accaduto nella puntata con Sgarbi: "Sono stata così male che non ho dormito, preferisco dimenticare tutto quello che è accaduto. Sentirsi vittima nel branco non è bello, forse pensavo di essere più forte".

Ieri, durante la trasmissione “Live non è la D’Urso”, è stato trasmesso l’esempio più becero di aggressione ai diritti delle minoranze senza che, nemmeno uno dei presenti e in primis la conduttrice, si attivasse per riportare la discussione nei confini di un civile confronto. Che sia stata Vladimir Luxuria – verso cui va la mia stima per il coraggio e per l’impegno profuso a favore dei diritti della comunità Lgtb – oppure uno sconosciuto ragazzo di periferia, a dover sopportare il peso di questo duro attacco discriminatorio, poco importa; quello che rileva è l’aggressione consumata, con violenza verbale incontrollata, nei confronti di una persona considerata diversa. Aggressione che in nessun paese, definito evoluto, si dovrebbe tollerare o permettere. Non basta sfilare oppure fare grandi dichiarazioni d’intenti, il rispetto e la difesa dei diritti di ciascuno in nessun caso possono prescindere da una pubblica condanna di attacchi consumati a danno delle minoranze… nemmeno quando si è alla ricerca del facile consenso!

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