Ospite dell'ultima puntata di Live – Non è la D'Urso, trasmessa il 28 marzo, Giuseppina Auriemma detta Pina. Il film House of Gucci diretto da Ridley Scott con Lady Gaga ha riacceso i riflettori sull'omicidio di Maurizio Gucci, imprenditore e presidente della prestigiosa casa di moda. Pina Auriemma avrebbe fatto da intermediaria tra l'assassino e Patrizia Reggiani, l'ex moglie di Gucci che aveva deciso di ucciderlo dopo la fine del loro matrimonio. Il delitto avvenne il 27 marzo 1995. Nonostante Pina Auriemma abbia negato in studio a Live – Non è la D'Urso di conoscere l'assassino di Gucci, ha scontato 13 anni di carcere perché individuata come intermediaria tra il killer e Patrizia Reggiani. È tornata in libertà a luglio del 2010. La donna ha dichiarato:

"Purtroppo stanno girando un film, il mio sogno era di essere dimenticata. Dopo aver scontato la mia pena fino alla fine, pensavo di non avere più queste sofferenze. Non si può dimenticare che c'è stata una persona uccisa, è una cosa dolorosissima. Ho rimosso tante cose, ma mai questa. Sono stata cinque anni in analisi per trovarmi di nuovo in una bufera. Dopo 26 anni non si può tornare ancora su questa cosa dolorosissima, anche perché ho lottato per reinserirmi in società".

Perché Pina Auriemma era chiamata la maga

Pina Auriemma venne ribattezzata dai giornali dell'epoca come "la maga". La donna ha spiegato a Barbara D'Urso come è nato questo nome. Ritiene sia frutto di un equivoco e non si riconosce affatto in questo appellativo: "C'è stato un equivoco quando sono stata arrestata. Non ricordo chi mi associò alla magia, perché la signora Reggiani aveva la passione di farsi fare le carte, di andare da questi ciarlatani. Io a volte l'ho accompagnata e litigavo pure perché non credo a queste cose e non so neanche cosa sia una carta".

Il rapporto tra Pina Auriemma e Patrizia Reggiani

"È vero che io e la Reggiani eravamo amiche, ma non ero la sua dama di compagnia, anche perché la dama di compagnia si paga e lei non mi ha mai pagato. Siamo state amiche per 30 anni": ha raccontato Pina Auriemma. Ha precisato più volte di non essere mai stata né la maga, né la dama di compagnia e tantomeno la tata in casa di Patrizia Reggiani:

"Io non ho mai fatto la sua tata o la sua dama di compagnia. Dato che voleva scrivere un libro sulla sua vita, io la aiutavo a ricordare degli aneddoti. Mi faceva pena perché aveva avuto una brutta infanzia con una mamma che non era stata una buona mamma. Sono molto sensibile su queste cose. Se ci incontravamo in carcere? Sì, ma lei mi provocava, mi diceva delle cose che è meglio non ripetere. Io sono impulsiva e mi prendevo tutti i rapporti. Poi ci siamo abituate. Io poi ero la bibliotecaria del carcere, organizzavo gli incontri culturali e lei veniva, ma anche quando ci incrociavamo ci ignoravamo".

L'omicidio di Maurizio Gucci

Pina Auriemma, infine, ha raccontato come maturò l'intenzione di compiere l'omicidio di Maurizio Gucci. Secondo quanto sostiene la donna, l'ex moglie dell'imprenditore a un certo punto avrebbe sviluppato una vera e propria ossessione all'idea di fare del male a Gucci: "Patrizia si era fissata di fare uccidere questo marito. Chiedeva dappertutto e a me, mi metteva in croce perché tutti pensano che a Napoli conosciamo tutta questa gente un po' strana. Patrizia lo chiedeva a tutti. Per lei era un tarlo fisso, mi faceva capire che soffriva molto, mi faceva pena. Era una donna che al mondo non aveva nessuno". E ha proseguito:

"Era un grande amore, ma era più innamorato Maurizio di Patrizia. Allora le ho detto: ‘Io ti presento una persona'. Ma con questa persona si voleva fare una truffa, per farla pagare e non fare niente. Erano tutti personaggi che non contavano. Quando Patrizia ha visto che dopo un mese, due mesi, tre mesi, un anno non succedeva niente, è scesa in campo da sola, si è organizzata con questi personaggi. Io uno gliene avevo presentato. Ma non è quello che ha sparato. Quello che ha sparato non lo conosco. Patrizia è andata a mangiare in un ristorante con queste persone, io non sapevo niente, ha portato dei regali e non so cosa abbia promesso a questa gente. Li ha armati".

Barbara D'Urso, allora, le ha chiesto come mai l'abbiano condannata a 19 anni di carcere – di cui 13 scontati – se a suo dire non sarebbe stata lei l'intermediaria tra il killer e Patrizia Reggiani. Qui la spiegazione di Pina Auriemma si fa confusa. La donna sostiene di essere "stata malissimo" dopo avere appreso della morte di Maurizio Gucci. A quel punto, Reggiani si sarebbe accorta che lei era "l'anello debole": "Sapeva che potevo andare dai carabinieri e dire tutta la verità di quello che era successo. Mi ha mandato un medico e mi ha fatto dare dei sedativi. E poi io me ne sono andata a Napoli, ma sempre con l'ansia di volere andare dai carabinieri perché per me è stato uno shock". Insomma, una risposta che non spiega nulla. Incalzata da Barbara D'Urso, ha continuato a pronunciare frasi poco chiare:

"Io non ho fatto niente…Sia ben chiaro, l'unica cosa che ho fatto e per cui ho avuto questa condanna…perché dopo che è successa questa cosa tremenda, pazzesca, si dovevano portare questi soldi. Ma io non ho avuto una lira dalla Reggiani".

Le parole di Pina Auriemma per Patrizia Reggiani

Pina Auriemma ha concluso, assicurando di non volere avere più niente a che fare con Patrizia Reggiani: "Non la voglio mai più vedere, né sentire. È una donna pericolosissima. Lei può dire che una la segue, che la ricatta, che una vuole i soldi, è una persona così. È meglio non incontrarla. Se voglio dirle qualcosa? Voglio dirle che non ho rancore verso di lei. Mi è passato tutto. Il mio sbaglio è stato conoscerla, frequentarla. Ho pagato caramente". E ha concluso: "Io con me stessa non sto bene, ho un rimorso enorme per quello che è successo, a differenza della moglie per cui è stata una liberazione. Vive felicemente".