Il membro della commissione di Vigilanza Rai in quota Pd Michele Anzaldi e l’attuale presidente Marcello Foa
in foto: Il membro della commissione di Vigilanza Rai in quota Pd Michele Anzaldi e l’attuale presidente Marcello Foa

Il voto negativo della commissione di Vigilanza Rai sul doppio incarico al presidente Marcello Foa è premessa di un ulteriore momento di stallo nell'azienda di servizio pubblico, da quasi un anno bloccata su una nomina presidenziale da subito oggetto di contestazioni della minoranza. Il voto del 19 giugno induce anche a un'interpretazione politica che va al di là dei confini di viale Mazzini, vista la convergenza tra Movimento 5 Stelle e opposizione (Pd e Leu) nel dire no al doppio incarico a Foa. Fanpage.it ha sentito Michele Anzaldi, membro della commissione in quota Pd e sin da subito schierato contro il doppio incarico (presidente Rai e RaiCom) a Foa.

Anzaldi, ci spiega cosa accade dopo il voto in commissione?

Dopo il voto si è fatta finalmente chiarezza su una cosa che noi del Pd avevamo denunciato dal primo momento, ovvero una cosa che dal punto di vista della Legge Giacomelli del 2015 non era possibile. Avevamo detto sin da subito che la cosa non era possibile. Purtroppo si è andato avanti, è stato votato un Cda, nonostante alcuni consiglieri abbiano dato parere negativo e si è proseguito fino a questo punto e oggi, finalmente, si è messa la parola stop a questa incompatibilità.

Volendo andare oltre i tecnicismi della legge interna alla Rai, ci spiega in termini pratici perché due incarichi in Rai sono incompatibili?

La legge prevede che il presidente della Rai può avere solo incarichi istituzionali e di pubbliche relazioni. Se sei già il presidente della Rai e fai anche il presidente di una compartecipata che ha anche incarichi importanti dal punto di vista economico, sei controllore e controllato. 

Stando a quanto lei afferma, le dimissioni di Foa dovrebbero essere automatiche.

Il vero quesito su cui alcuni si stanno interrogando sono le dichiarazioni, da parte di deputati di altri gruppi, che sostengono lui non si dimetterà, perché sostengono non sia obbligato dalla legge. 

E invece dopo il voto di oggi dovrebbe essere così?

Tecnicamente sì. La commissione di vigilanza è un organo costituzionalmente rilevante. Come fa la Rai a non adeguarsi a una decisione presa dalla commissiona di vigilanza Rai? Se così sarà, io presenterò ricorso al Tar e a quel punto Foa sarà deposto dal Tar. Perché oggi chiunque voglia perseguire la strada delle non dimissioni deve ricordarsi che se oggi Foa è presidente della Rai, con una votazione dubbia, è perché l'esposto che presentai al Tar per il quale lui non poteva essere votato una seconda volta (la legge non lo prevede, ndr), si è arenato proprio perché la vigilanza votò un ordine del giorno di Forza Italia che chiedeva alla Rai di fare subito il Cda, chiedendo di poter votare di nuovo. L'espressione della commissione di vigilanza, che diceva si potesse votare una seconda volta Foa, superò il Tar, che non andò avanti con il mio esposto dicendo che la vigilanza è un organo bicamerale e di rilevanza costituzionale, dunque superiore. La decisione stessa della vigilanza, dunque, assorbì l'esposto.

Quindi lei è netto nella sua posizione: Foa deve dimettersi.

Se lui non si dimette io vado al Tar e presento un esposto. Il Tar, davanti alla decisione della commissione di vigilanza di oggi, lo deve mandar via. 

Sul voto di oggi emerge una convergenza tra Pd e M5s. Si può immaginare che la cosa sia il presupposto per un avvicinamento su altre questioni?

Non c'è nessuna convergenza politica con il Movimento 5 Stelle. Come ho detto c'era uno stato di illegalità che noi abbiamo contestato dal primo giorno e che i Cinque Stelle o non hanno capito, o hanno capito solo ora, mettendoci una pezza. Anzi, io mi auguro che questo iniziare a ragionare dei Cinque Stelle porti anche ad un'apertura su un altro tema assurdo, che è l'accesso agli atti della commissione di vigilanza negato a un deputato […] Il cartaceo delle votazioni viene conservato a vita. Ma se non lo può vedere il parlamentare, il commissario della commissione, il segretario della commissione, il capogruppo, o la magistratura, a cosa serve conservarlo. Il partito dello streaming non permette a un parlamentare di vedere le schede.

Il voto sul doppio incarico a Foa certifica, ancora una volta, una gestione della Rai profondamente segnata dall'influenza politica. Sul tema Anzaldi in mattinata ha divulgato una nota precisa in questo senso: "Da due legislature è depositata alla Camera, a prima firma Pd, la proposta di Riforma della Rai che prevede una fondazione indipendente come organo di indirizzo dell'azienda e l'effettiva separazione dalla politica. È una proposta che ha trovato il consenso di associazioni, sindacati, intellettuali. Si parta da lì invece che dall'improbabile sorteggio del Movimento cinque stelle, che vorrebbero far gestire i due miliardi di euro del canone dei cittadini alla buona sorte. Se Di Maio vuole occuparsi di Rai con onestà intellettuale, chieda ai consiglieri che ha nominato il suo partito, compreso l'ad Salini, di far dimettere Foa, invece di alimentare confusione".