Vincenzo Di Primo, ventunenne originario di Adrano (Catania), è tra gli allievi della scuola di ‘Amici 18‘ che hanno avuto accesso al serale. Da sabato 30 marzo, dunque, cercherà di realizzare il sogno di aggiudicarsi la vittoria. Il ballerino si è confidato con Valentina Vernia, raccontando un po' di sé e della sua vita fuori dalla scuola.

Le difficoltà economiche dei genitori

Vincenzo Di Primo ha spiegato che non è stato facile per la sua famiglia pagare la scuola di danza. Il padre, come tantissime persone, fa fatica a trovare lavoro. La madre guadagna pochissimo ma non ha fatto mai mancare i 10 euro necessari per fare benzina e raggiungere la scuola di danza a 30 minuti da casa. I genitori hanno sostenuto attivamente il suo sogno:

"Sono cresciuto con la paura di non riuscire e di non essere mai abbastanza. Mio padre non ha un lavoro fisso, quindi lavorava una volta ogni tanto. Magari stava per due mesi fermo. C’era solamente mia madre che manteneva la famiglia facendo le pulizie. Lavorava tre volte la settimana, prendeva 14, 21 euro e metteva 10 euro di benzina per farmi andare alla mia scuola di danza. Quei soldi c’erano sempre anche se mancavano le cose a casa. La danza per loro è sempre stata in primo piano e questa cosa è stata bellissima, anche se da parte mia c’era sempre la paura di non riuscire a ripagarli".

Le lacrime quando è partito per Vienna

Vincenzo Di Primo è tornato con la mente a quando sono arrivate le prime soddisfazioni. Grazie a una borsa di studio, è partito per Vienna per studiare danza. Anche quel periodo, tuttavia, lo ricorda con amarezza. I genitori, infatti, non potevano andarlo a trovare spesso e lui si scioglieva in lacrime sentendo la loro mancanza:

"Poi quando sono andato a Vienna…sono entrato con una borsa di studio, mi pagavano tutto tranne il cibo. Non era sempre facile. Il biglietto per tornare a Natale costava. Alle volte neanche tornavo. Anche quando facevo lo spettacolo di fine anno mio padre sarà venuto una volta. Arrivato il giorno in cui dovevo andare a Vienna…le lacrime. Nel primo periodo piangevo ogni sera perché comunque ero piccolo, immaturo e sapevo che i miei non potevano venire spesso".