A Live – Non è la D’Urso è Wanna Marchi e Stefania Nobile show. Le ex tele imbonitrici hanno accettato di partecipare alla seconda puntata dello show serale condotto da Barbara D’Urso, pur se consapevoli del livore che una parte del pubblico italiano nutre ancora nei loro confronti. Il primo inghippo con la produzione è avvenuto già nei primi minuti, con la Nobile che ha lamentato la modifica unilaterale degli accordi precedentemente presi con la trasmissione:

I video che sono andati in onda sono una mezza truffa. Cinque sfere contro di noi? Nemmeno questo ci era stato detto. Comunque va bene. Si pensa che Wanna Marchi e Stefania Nobile siano il male del mondo, ma noi siamo andate via, siamo a Tirana, siete voi che ci avete chiamato qui.

Gli insulti al pubblico che le contesta

Eccolo, il cog*** della serata. Un cog*** ci vuole sempre” urla Stefania rivolta al pubblico, contestando un uomo che dagli spalti aveva urlato il suo dissenso. Poi, alle prime domande degli ospiti in studio (Enrica Bonaccorti, Francesca Barra, Mauro Coruzzi, Paolo Del Debbio e Alessandro Cecchi Paone), ha dimostrato di non volere tornare su certi argomenti: “Ho fatto 3 anni secchi, addirittura 5 giorni in più, sono uscita solo per operarmi. Tempo fa, in un programma radiofonico, incontrai la signora Bonaccorti che fece finta di non conoscermi. Volevo capire se ha paura che un ex carcerato possa contaminarla. Posso stringerle la mano? Dobbiamo morire? Lei vuole sentire la gente che commette un omicidio e poi chiede scusa. Noi, dopo 18 anni, siamo ancora qua a parlare di questo. Le sembra che abbiamo pagato a sufficienza? Pochi giorni fa ho incontrato Roberto Formigoni, mio cliente al ristorante per anni. Vado a salutarlo, ma mi guarda con una faccia schifata. Oggi è a Bollate”.

L’appello finito male

Incalzate dagli ospiti in studio, Wanna Marchi ha accettato di lanciare un appello affinché nessun altro cada nella rete di maghi e tele imbonitori, però qualcosa va storto: “Abbiamo venduto il sale a dei deficienti che ci hanno creduto”. Più diplomatica Stefania: “Perché dovremmo dirlo noi di non credere al sale e ai maghi? Io non ci vado dai maghi, non ci sono mai andata. Abbiamo voltato pagina e lavoriamo 15 ore al giorno. Per farlo siamo dovute andare via dall’Italia, pur di non vedere il pregiudizio della gente”. L’unico a difendere le due è Mauro Coruzzi, che confessa di essere stato un loro cliente: "Sono un vostro cliente di antica data. Ho comprato il sapone sciogli pancia ma sono più grosso di prima. Ho davvero provato i vostri prodotti e vi ho amato alla follia. Quando ero vostro cliente, sono rimasto insoddisfatto perché i prodotti non funzionavano, però quando Wanna ululava faceva paura anche a me. Loro, operò, hanno finito di scontare la loro pena. Diamo a tutti una seconda possibilità, perché non a loro due? Quando avete cominciato a vendere numeri, mi siete cadute perché quelle cose non si fanno. Quando avete cominciato a imbrogliare le persone sono rimasto deluso". Lo scontro più duro, però, è quello con Cecchi Paone che definisce entrambe volgari. Loro rispondono a tono: "Sei un intellettuale del ca***".