L’ennesima bufera si abbatte su Adrian, il cartoon nato da un’idea di Adriano Celentano. A finire nell’occhio del ciclone è una frase pronunciata dalla Volpe, alter ego mascherato del protagonista. Eroe galante che “combatte i cattivi a ritmo di tango”, Adrian salva due ragazze da uno stupro di gruppo per poi lasciarle con un rimprovero: “Se aveste bevuto qualche bicchierino in meno forse avreste evitato l’increscioso approccio con quei tipi loschi”.

È polemica in rete

Quella frase è valsa al protagonista, e di riflesso a Celentano, l’accusa di sessismo. Gli spettatori si sono riversati in rete per denunciare quanto accaduto. “Bere alcol non autorizza uno stupro” è il leitmotiv della protesta che si è diffusa tra gli internauti. È stata attribuita alla frase in questione un intento di parziale giustifica, come se il personaggio di Celentano ritenesse debba esistere un nesso tra uno stupro e il consumo di alcol.

Il contesto distopico e l’alter ego galante

La frase pronunciata dalla Volpe si presta a doppia interpretazione. Va contestualizzata e circoscritta all’interno dell’ambiente in cui viene pronunciata. Adrian è una serie animata distopica, ambientata in un futuro che ha perso il contatto reale con gli ideali di “verità e bellezza” sposati dall’orologiaio e dalla corrente di dissenso che in lui trova una rappresentanza.  L’alcol, come la propaganda politica, la musica controllata e l’assenza di libertà di espressione, viene percepito dal protagonista come l’ennesimo ottundimento prodotto da una società che mira al controllo psicologico in ogni aspetto della vita quotidiana. Quella frase viene pronunciata dalla Volpe, alter ego mascherato e galante di Adrian, a margine di una scena che chiarisce la doppia natura del protagonista. È una frase dall’effetto volutamente cercato, l’ennesima provocazione che punta a tenere sveglia la coscienza dello spettatore, come accaduto con il riferimento al palazzo di “Mafia International” piazzato sullo sfondo dello skyline della Napoli del futuro. Una chiave di lettura doppia che si ripete episodio dopo episodio, con rimando alle scene più intense. Improbabile che la narrazione sia stata lasciata al caso.