Giovedì 5 dicembre, è andata in onda l'ultima puntata di Adrian. Adriano Celentano ha dato inizio allo spettacolo cantando uno dei suoi più grandi successi: ‘Pregherò'. Poi, l'artista ha parlato di Venezia e in particolare del referendum che chiedeva di decidere se dividere il Comune di Venezia nei due comuni autonomi di Venezia e Mestre.

Le accuse a Luigi Brugnaro e Massimo Cacciari

Adriano Celentano ha attaccato il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e Massimo Cacciari accusandoli di aver convinto i veneziani a non esprimersi nel corso del referendum: "Due giorni fa a Venezia si è consumato un referendum dal quorum assai malato. Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, in compagnia di Massimo Cacciari e di entrambi i suoi successori, sono stati i veri promotori della svendita di Venezia. Loro quattro infatti, chiamati anche i quattro dell'orsa peggiore, hanno incitato i cittadini di Venezia ad astenersi dal voto e il quorum così si è ammalato. La colpa maggiore non è tanto di Cacciari, Brugnaro e gli altri ma è dei veneziani. Come fate a non accorgervi della trappola in cui state cadendo?".

Venezia secondo Celentano: una città in vendita

Adriano Celentano, che nell'ultima puntata ha ospitato anche Marco Mengoni,  ha invitato i veneziani ad aprire gli occhi perché la città che tanto amano sarebbe ormai in vendita e in preda ai risvolti del cambiamento climatico: "Eppure Cacciari è stato chiaro quando pubblicò il famoso manifesto dal titolo ‘Privatizzare Venezia'. Infatti, Venezia oggi è in vendita, i palazzi, le isole, i monumenti artistici e fra un po', cari veneziani, venderanno anche voi se non tenete gli occhi aperti. Venezia è una delle sette meraviglie del mondo, esposta come nessun'altra alle sfide del cambiamento climatico. Potrebbe essere la sede ideale di un'agenzia internazionale per l'ambiente. E invece, per colpa di quel voto mancato di voi veneziani, Venezia rischia di sprofondare sotti i piedi di 32 milioni di turisti ogni anno". Quindi ha concluso:

"Ciò che vogliono i pochi veneziani rimasti a Venezia è avere un loro comune senza dividerlo con altri sei paesi. È chiaro che chi comanda a Venezia non sono certo i veneziani, non è certo il Comune di Venezia, ma sono gli altri paesi limitrofi. Come si fa? È il quinto referendum che i veneziani perdono, ma perdono perché non vanno a votare, perché si fanno convincere ad astenersi dal voto. Credo che ci sarà un'altra votazione, non so quando ma ci sarà. Credo che la prossima volta, Venezia avrà un comune suo, indipendente e non suddiviso in sei paesi".