"Devo imparare a pesare le parole". Si mette forse la parola fine alla vicenda con Salvo Veneziano che entra nello studio del Grande Fratello Vip 2020 per chiedere ancora una volta scusa ai telespettatori, alla presenza di Alfonso Signorini e dei due opinionisti Wanda Nara e Pupo"Voglio chiedere scusa alla mia famiglia perché mia moglie e mia figlia stanno subendo tanti attacchi". 

La decisione del Grande Fratello Vip

Patrick Ray Pugliese, Pasquale Laricchia e Sergio Volpini sono stati invitati da Alfonso Signorini a trascorrere un po' di tempo in un centro antiviolenza nel corso della loro esperienza al Grande Fratello Vip 2020. L'invito è rivolto anche a Salvo Veneziano: "Per me questo è un grandissimo orgoglio". 

Il pensiero di Pupo

Interviene anche Pupo sulla vicenda. Il suo pensiero su tutto quanto è successo lascia trasparire anche un pensiero leggermente critico contro la stessa trasmissione, al punto che Alfonso Signorini cerca di zittire il pensiero del cantante-opinionista: "Questi sono tempi particolari, ci sono i social, c'è molta ipocrisia nella gogna mediatica che si sta facendo…". Signorini lo stoppa, ma Pupo sbotta: "Mi hai chiesto un parere, lasciamelo dire". 

Le scuse di Salvo Veneziano

Dopo le offese sessiste a Elisa De Panicis e Paola Di Benedetto: "Volevo fare un complimento colorito alla ragazza", ha detto, "era ironia". E ancora:

Pensavo di far ridere, ma non c'era niente da ridere. Le parole che ho detto non volevano offendere nessuno e sono qui per chiedere scusa a tutte le persone che ci guardano da casa. Chiedere scusa al genere femminile, combatto la violenza in qualsiasi forma e volevo chiedere scusa alla ragazza, alla quale magari ho fatto qualche battutina in più ma, ripeto, stavo scherzando. Ho buttato un po' di ironia in più. Ho sbagliato. Sono qui per chiedervi scusa. Ci metto la faccia. Ho creato problemi ai miei figli, soprattutto a mia figlia. Volevo fare un complimento colorito alla ragazza. Era solo ironia, ma ho sbagliato.

Per Salvo, adesso, si apriranno le porte della "redenzione" in un Centro Antiviolenza.