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Raffaella Carrà: “Un 2020 terribile, il 31 dicembre spacco tutto a costo di chiamare i muratori”

La conduttrice, come tutti, non ne può più di questo 2020 e in un’intervista al Corriere svela i progetti per i primi minuti del 2021: “bisogna spaccare tutto. Lo farò in privato nella mia terrazza, a costo di chiamare il muratore il giorno dopo”. Guardando all’anno appena trascorso Carrà ammette: “Proprio giorni fa mi sono chiesta: quali sono le cose belle accadute nel 2020? Nessuna, nulla”.
A cura di Andrea Parrella
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Anche Raffaella Carrà come tutti, vede la fine del 2020 come un momento di simbolica ripartenza dopo il dramma. La conduttrice, ne ha parlato in un'intervista dei giorni scorsi, augurandosi che con l'inizio del 2021 possano effettivamente cambiare le cose rispetto a un anno in cui, guardandosi indietro, non riesce a trovare nulla di positivo:

Sono più ansiosa adesso di prima. Mi manca tanto la libertà. Ho vissuto i primi mesi del lockdown a Porto Santo Stefano: avevo il giardino, passeggiavo, facevo la spesa e vedevo il mare. Sono stata privilegiata. Ora sono a Roma e soffro di più. Proprio giorni fa mi sono chiesta: quali sono le cose belle accadute nel 2020? Nessuna, nulla”.

Nella stessa intervista al Corriere della Sera, la conduttrice ha quindi delineato i propositi per i primi istanti del 2021, senza mezzi termini: "Il 31 dicembre bisogna spaccare tutto. Lo farò in privato nella mia terrazza, a costo di chiamare il muratore il giorno dopo".

Nel corso della stessa intervista Raffaella Carrà ha ricordato l'amico Diego Armando Maradona, scomparso di recente all'età di 60 anni, con cui era nato un rapporto speciale ancora prima del ritorno del calciatore in Italia nel 1998, in occasione della trasmissione Carramba. Carrà definisce la sua morte "Un grande dolore, io che non amo fare i video per gli amici, avevo fatto un’eccezione e ho girato un breve filmato per i suoi sessant’anni. Gliel’hanno mandato e mi hanno detto che si è commosso nel vederlo. Eravamo davvero amici". E poi aggiunge:

Una sera del 2001 è venuto a cena a casa mia, a Roma, era con Minà. Io dovevo presentare Sanremo e Diego mi disse: “Voglio fare Sanremo con te”. Gli ho risposto: “Diego, tu in questo momento sei stato fermato all’aeroporto perché hai problemi con l’Agenzia delle Entrate in Italia, e vuoi fare Sanremo? Io sarei felice, per me sarebbe un colpaccio, ma lo dico per il tuo bene: non guadagni una lira, ti prenderà tutto lo Stato e la stampa ti massacrerà”. E lui come un bambino ha replicato: “Davvero? Ma non è stata colpa mia!”. È andato via come un cane bastonato. Io davvero lo feci per lui: sarebbe stato certo meglio avere Maradona che Ceccherini.

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