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Pippo Baudo ce l’ha con il digitale terrestre

ll conduttore evidenzia i limiti del sistema DTT in Italia, con qualche inesattezza.
A cura di Marianna D Onghia
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pippo baudo digitale terrestre

Lo switch off del segnale analogico in tutta Italia è ormai completato e il nuovo sistema del digitale terrestre, utilizzabile con un decoder esterno o incorporato alla tv, offre un'ampia gamma di canali e servizi oltre ai canali preesistenti con il vecchio segnale. Una rivoluzione per la tv italiana, già approdata in altri paesi europei, ma come ogni cambiamento il digitale terrestre richiede un adattamento nel tempo e una vera e propria "sintonizzazione" al sistema, in tutti i sensi. Uno storico protagonista del piccolo schermo come Pippo Baudo non poteva non esprimersi in merito, lui che ha inaugurato le trasmissioni in analogico e che si appresta a tornare alla sua veneranda età in tv, nella tv del cambiamento.

Un grosso interesse economico – Questo sarebbe per super Pippo il digitale terrestre, cioè una manovra mossa da interessi pecuniari che starebbe creando seri problemi, soprattutto ai più anziani e a chi, in generale, non ha ancora capito il funzionamento del nuovo sistema, non potendo così avere accesso alla miriade di canali del DTT, poichè esso richiede una continua risintonizzazione:

Il problema del digitale terrestre è una tragedia: ha disabituato gli italiani alla televisione. Molte famiglie, soprattutto quelle anziane, hanno una grande difficoltà a sintonizzarsi perché non capiscono in maniera chiara il sistema. Avendo ancora i vecchi televisori senza decoder incorporato, e dovendo dunque abbinare due dispositivi, spesso in molte case si hanno difficoltà, e si vedono solo una o due reti invece dell’offerta completa del digitale terrestre

Problemi italiani – Pippo Baudo ha parlato del digitale terrestre nel corso di un'intervista del giornale locale di Castellana Grotte (paese della provincia di Bari, famoso per il suo carsismo)  ViviCastellanaGrotte, durante la sua tappa nella città pugliese per registrare una puntata di Viaggio in Italia, suo nuovo programma inserito nei palinsesti autunnali di Rai3. Proprio la geografia italiana, con le sue colline, montagne e zone più difficilmente raggiungibili, non sarebbe in grado di supportare il DTT:

Il digitale terrestre è mal inserito della geografia del nostro territorio, fatto di colli, colline e montagne. L’idea di concepire una diffusione terrestre è anti-estetica, mentre con il satellite arriviamo dappertutto: anche nelle valli più strette e più buie riusciamo a far arrivare il segnale. Il sistema del digitale è stato sperimentato in America, ma poi ci hanno rinunciato. Se in America si sono comportati così, se in Francia non c’è, se in Inghilterra non c’è, se in Germania non c’è, proprio da noi doveva esserci? Sì, perchè la cosa rappresentava un grosso interesse economico, e quindi si è fatta

Le dichiarazioni di Baudo sono in parte inesatte, però, infatti in Inghilterra e Francia il DTT è presente già da tempo, nel paese della regina Elisabetta addirittura dal 1996, mentre Germania e USA non c'entrano con il discorso analogico-digitale, perchè hanno adottato il sistema della tv via cavo. Tralasciando le inesattezze, è logico pensare che avremo inizialmente qualche difficoltà nell'abituarci al nuovo sistema e che se il segnale non arriverà ovunque, il problema dovrà essere risolto, ma ogni rivoluzione o cambiamento, in qualche modo ci segnala che stiamo andando avanti e speriamo di farlo nel migliore dei modi.

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