Tiki Taka non tornerà con ‘una nuova formula ripensata per Pierluigi Pardo', il conduttore storico del noto programma sportivo, bensì con un nuovo conduttore: Piero Chiambretti. Manca l'ufficialità ma il conduttore e volto di Rete4 ha ironizzato su Adnkronos: "Non c'è nessuna firma ma se dovessi farlo il calcio farà un passo avanti e io un passo indietro. Entrerò in punta di piedi, così sono anche più alto".

Altro che lascia, Chiambretti raddoppia

Alla base la notizia è più che fondata perché nelle scorse settimane aleggiava non come semplice rumors la sua presenza in simultanea sui due canali Mediaset, rete4 e italia1, tant'è nemmeno una settimana fa, quando su La Stampa è uscita con un'intervista dal titolo ‘Non torno in tv', lui stesso ha tenuto a precisare che non avrebbe lasciato, bensì raddoppiato. E di raddoppio pare si tratti, visto che la sua Repubblica delle donne dovrebbe essere ampiamente riconfermata e l'idea di una versione kids (più sul modello di Chi ha incastrato Peter Pan che altro, ndr), già anticipata nella scorsa stagione con gli interventi dei bambini in arena, pare sia stata parcheggiata per problemi di budget e realizzazione con norme anti-covid.

"Ci sono stati diversi incontri sull'ipotesi di una mia conduzione a ‘Tiki Taka" ha aggiunto Chiambretti, "ci dobbiamo incontrare ancora. È una proposta arrivata un po' a sorpresa, sarebbe la prima volta nella mia storia televisiva che faccio un programma che non è mio, con una struttura già presente". In merito al come riuscirebbe a dare un'altra identità a un programma così rodato e con un modello abbastanza riconosciuto, ha dichiarato: "Cercherei di stare al mio posto, il protagonista è il calcio, il calcio parlato. Io sono un appassionato di calcio ma ci tengo a precisare che non sono né un giornalista, né un ex calciatore né un allenatore, sono semplicemente un tifoso con l'esperienza di tutti quelli che seguono il calcio da quando hanno sette otto anni".

Più calcio, meno intrattenimento

L'opinione di Piero Chiambretti, da poco guarito dal coronavirus dopo aver subito anche un lutto fortissimo (la perdita della madre, ndr), sembra essere molto low profile rispetto all'idea di portare l'intrattenimento nel perimetro del campo da calcio per stravolgerne commenti e interventi. Chiambretti auspica quasi ‘una vecchia maniera', in cui il pallone torni a essere il vero e unico protagonista:

Tutte le commistioni degli ultimi anni, dove il calcio si è fuso con l'intrattenimento, sono state sempre dei disastri e questo perché l'intrattenimento superava forse l'interesse per il calcio. Quindi, dato che questo è un programma di calcio, la prima cosa che farei è metterci il massimo dell'impegno, ma facendo un passo indietro. Potrei esserci e non esserci. Il Dio pallone deve vincere, non va sgonfiato ma anzi va esaltato.