UPDATE 2/07, ORE 16:50
Piero Chiambretti usa i suoi profili social per correggere il tiro sulle dichiarazioni riportate dal quotidiano La Stampa e parla di un ‘titolo inappropriato‘, specificando che non ha alcuna intenzione di lasciare la tv, bensì di raddoppiare la sua presenza sul piccolo schermo: "Il titolo de La Stampa di oggi è inappropriato. Non lascio la tv anzi raddoppio mi tengo anche il frigo".

La notizia pubblicata su La Stampa

Piero Chiambretti parla per la prima volta in una lunga intervista a "La Stampa" dell'evento che ha stravolto la sua vita. La pandemia di coronavirus ha cambiato l'Italia ma anche il suo futuro, obbligandolo a due mesi di quarantena lottando contro quel male che si è portato via anche sua madre Felicita, deceduta a marzo: "Non amo rendere pubblico quello che è privato. Dietro quelle due settimane in ospedale ci sono la malattia, la morte di mia madre, il senso della vita che è cambiato, il ripensamento delle mie scelte professionali". Per il futuro non ci sono piani: "Non so se tornerò in tv". E alla Mondadori, che gli ha chiesto di scrivere tutto in un libro, ha risposto: "Voi siete pazzi". 

Le parole di Piero Chiambretti sul ritorno in tv

I programmi di Piero Chiambretti per la prossima stagione non sono ancora definiti. Resterà a Mediaset, probabilmente, ma potrebbe anche restare fermo per un po'. Questo è quello che ha raccontato a "La Stampa":

Non so se tornerò in tv, e non ho ancora definito con Mediaset i programmi per la prossima stagione. Vorrei che l’anno nuovo portasse vita nuova. Mi piacerebbe fare qualcosa che non ho mai fatto prima, di diverso. Un programma in prima serata in cui i bambini si sostituiscono agli adulti. Si dice sempre che loro saranno i grandi di domani, ma molte volte sono già i grandi di oggi. Questa di massima sarebbe l’idea. Poi si sa, la televisione è peggio del calcio: tutti i giorni si cambia idea.

La cerimonia laica all'Ospedale Mauriziano

Nella giornata di ieri c'è stata una cerimonia laica presso l'Ospedale Mauriziano di Torino per ricordare le vittime colpite dal coronavirus. Ovviamente Piero Chiambretti era presente per celebrare le vittime, come mamma Felicita, ma anche per omaggiare medici e infermieri e riabbracciarli:

Sono stati loro a contattarmi, gli angeli del pronto soccorso. Non avrei potuto e voluto mancare. Quelle donne e quegli uomini sono la dimostrazione vivente di quanto sia assurdo tutto ciò che si racconta in giro sulla sanità pubblica. La ripartenza? Lenta ma prevedibile. L'importante è andare avanti.

Sui medici e sugli infermieri, Piero Chiambretti si era già espresso in una lunga lettera a Repubblica"Sono angeli", aveva detto, "hanno fatto il possibile per salvare mia mamma Felicita".