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18 Febbraio 2015
23:10

Nek a ‘Le invasioni barbariche’: “La vittoria de Il Volo la rispetto”

Il “vincitore morale” del Festival di Sanremo 2015 ha confessato a Daria Bignardi di rispettare la vittoria dei reali vincitori de Il Volo perché è stata fortemente voluta dagli italiani.
A cura di Eleonora D'Amore
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Nek è stato ospite del programma Le invasioni barbariche e, complice un'entusiasta Daria Bignardi e del buon Lambrusco, ha confessato diversi segreti della sua vita e dell'ultima edizione del Festival di Sanremo. "‘Fatti avanti amore' non è rivolta in particolare ad una donna, ma riferimento all'essenza umana, perché l'uomo in generale sia fatto per amare. La frase ‘Nonostante noi' si riferisce alla nostra corruttibilità, che non ci consente sempre di fare questo grande passo".

Dopo Laura non c'è un lungo periodo di assenza da Sanremo, sebbene tanti i successi collezionati negli anni: "un Festivalbar vinto, diversi concerti in America latina, mi ritengo una persona molto fortunata, la mia passione è il mio lavoro. A 4 anni ho percosso una batteria, poi la chitarra, poi è arrivato il canto".
Immancabile la domanda sulla condivisione o meno della vittoria de Il Volo, nonostante subito dopo la chiusura della kermesse Nek sia stato descritto come "il vincitore morale" di questa edizione:

Il successo de Il Volo lo rispetto perché è stato fortemente voluto dagli italiani. Hanno delle bellissime voci ma non rientrano nei miei gusti musicali. Così giovani e già un gran successo in tutto il mondo, non posso non rispettare anche quello del Festival.

Nek e la fede, un bellissimo rapporto che dura ormai da diversi anni: "Fervente credente prima non lo ero, oggi amo non sentirmi solo e questo rosario che porto sempre con me mi rassicura. Ho seguito un cammino di fede, svolto da persone che fanno volontariato e danno loro stesse perché altre anime perse ritrovino la dignità perduta. Sono stato in questa comunità e a Medjugorie e ho trovato qualcosa a cui aggrapparmi. Ho perso mio padre nel 2012 dopo una sofferenza di 2 anni e mezzo, ho visto l'eroe della mia vita spegnersi piano piano e senza la fede sarei stato affranto, mi sarei chiuso in me stesso, invece grazie alla fede ho preservato la mia serenità. Da quando se n'è andato è ancora di più il mio eroe, amava la campagna come me e aveva una sopportazione al dolore impressionante. Questa sua sopportazione, nel perenne tentativo di celare il forte malessere ai suoi figli, mi ha suscitato ancora più ammirazione".

Conclusione dovuta sull'amore che lo lega alla moglie Patrizia Vacondio, con la quale sta insieme da 20 anni: "Abbiamo rischiato entrambi di allontanarci più volte e in situazioni molto diverse, dalla morte di mio padre alla nascita di nostra figlia Beatrice. Tanti momenti delicati che ci hanno messo a dura prova, ma quando abbiamo capito che questa distanza era troppa, l'amore ha prevalso e siamo riusciti a tornare indietro".

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