Nadia Rinaldi ricorda Gigi Proietti ai microfoni di Fanpage.it, intercettata fuori dall'ospedale romano in cui l'attore è deceduto a causa di problemi cardiaci. Il mattatore romano è morto proprio nel giorno del suo ottantesimo compleanno, e risultava ricoverato già da due settimane. Per la Rinaldi, Proietti fu a tutti gli effetti un mentore: l'attrice frequentò il suo Laboratorio di esercitazioni sceniche, lavorando poi con lui in alcune messinscene. "L'ho amato tanto e oggi dovevamo festeggiare il suo compleanno", ha dichiarato in lacrime, "Il dolore è immenso, un grande dolore al cuore. È un papà".

Gli inizi a teatro con Gigi Proietti

Non a caso, fu proprio Proietti ad accompagnare la Rinaldi all'altare al matrimonio con Ernesto Ascione, dal momento che aveva già perso il padre. L'attrice ha ricordato i suoi inizi nel Laboratorio di esercitazioni sceniche: "Noi veniamo dai ricordi di quando vedevamo in televisione Saranno famosi. Il mio sogno era di entrare in una scuola come quella. E forse è stata l'unica scuola in Italia che ti faceva sentire quell'odore là. Era una scuola ricca di emozioni, di insegnamento. C'erano grandi insegnanti". Prima ancora della tecnica d'attore, Proietti le diede una lezione di rispetto nei confronti della maestranze che lavorano dietro le quinte.

La prima regola, il primo insegnamento è stato il rispetto che pretendeva e che una volta saliti sul palcoscenico si doveva portare al reparto sartoria, al reparto macchinisti, luci, fonica, regia. Si doveva salutare sempre tutti quando si arrivava e si doveva sempre salutare tutti prima di andare via. E ringraziare, perché era grazie a tutto il lavoro che c'era dietro se lo spettacolo riusciva bene. Credo di essermi portata questi insegnamenti nella vita e cerco di trasmetterli a chiunque.

Nadia Rinaldi sui funerali di Gigi Proietti

"Gigi sarà ricordato come merita", hanno assicurato fonti vicine alla famiglia, ma è evidente che i funerali di Proietti saranno inevitabilmente condizionati dalle norme anti Covid. Nadia Rinaldi si auspica una modalità che permetta alla cittadinanza romana di rendere omaggio a uno dei suoi rappresentanti più illustri, specialmente in un periodo in cui il mondo dello spettacolo attraversa una forte crisi.

Spero che in questo momento difficile, buio, senza futuro né progetti, almeno Roma e tutta Italia possano salutarlo e abbracciarlo, che si possa organizzare qualcosa nel rispetto delle norme. Qualcosa per farlo salutare da tutta Roma.  

Intervista a cura di Simona Berterame