Il giallo Morgan è l'argomento centrale di Live – Non è la D'Urso nella puntata del 20 ottobre. La sua ospitata per un'intervista con Barbara D'Urso è stata pubblicizzata fino a poche ore prima, con un video di anticipazioni in onda a Domenica Live. Pochi minuti dopo, Morgan è intervenuto sui social smentendo del tutto la notizia della sua partecipazione, sostenendo di aver rifiutato l'invito (e un cachet corposo) perché assolutamente non interessato a parlare della sua vita privata (dallo sfratto alle figlie) in televisione. L'intervista prevista si è così trasformata in un monologo della D'Urso, davanti al pianoforte, vuoto, che Marco Castoldi avrebbe dovuto suonare. A suo dire, il forfait sarebbe arrivato soltanto all'ultimo momento.

Come vedete Morgan non c'è. L'ospitata che avrebbe dovuto fare stasera era stata confermata dall'avvocato, dal manager, con un contratto fatto e stipulato tra l'avvocato e gli avvocati di Mediaset, su vari argomenti tra cui la questione della sua casa da cui è stato sfrattato. Per mesi abbiamo supportato Morgan nella sua battaglia. Essendo confermata la sua ospitata, abbiamo pubblicizzato la sua presenza qui sulle reti Mediaset da venerdì. Noi non prendiamo in giro nessuno. Alle ore 17 di oggi telefona il manager di Morgan al produttore di Live e dice: "Morgan ha cambiato idea, ha deciso di non venire più. Lo comunicherà sui suoi social". Alle 18 Morgan ha spiegato le motivazioni della sua improvvisa decisione su Facebook.

Lo sfogo di Barbara D'Urso contro Morgan

Barbara D'Urso a quel punto ha letto il messaggio pubblicato da Morgan, nel quale il cantante ha sostenuto di essere stato invitato più volte, con la promessa di un lauto compenso. A suo dire avrebbe rifiutato, salvo poi accettare controvoglia dietro la garanzia di poter incontrare in diretta il ministro Franceschini per parlare della salvaguardia dei suoi beni artistici. Tramontata l'ipotesi di avere il politico in studio, sarebbe scattato il suo no definitivo. Morgan ha riportato in soldoni la presunta trattativa che ci sarebbe stata nelle scorse settimane ("Ok, puoi avere il pianoforte, però devi parlare di sfratto". "No". "Ti diamo il triplo". "No"."Ti diamo il piano e il triplo". "No") e che la D'Urso invece smentisce nettamente.

La domanda è: ma questo meraviglioso dialogo con chi l'ha avuto? Sicuramente non con noi. Forse con il suo staff? Noi non ne sappiamo niente. La nostra autrice ha provato a parlare con lui. Il manager diceva di chiamare Morgan, lei provava ma non lo trovava. Caro Morgan, noi non sappiamo i tuoi rapporti con il tuo manager e il tuo avvocato. Se avessimo saputo ti avremo detto, non venire. Siamo basiti. Prima ha chiesto il sindaco di Monza, poi ha cambiato idea e ha chiesto il ministro. Franceschini ha cose più importanti da fare, ma abbiamo parlato con il sottosegretario, che ci ha fatto avere un documento che avremmo consegnato a Morgan. Morgan dice che non ci sarebbe stato Sgarbi, invece Sgarbi avrebbe lasciato il palco su cui si sta esibendo per collegarsi con noi. Morgan è un grandissimo artista, ma non rispetta gli altri artisti. Non sto parlando di Barbara D'Urso, io non sono niente. Parlo di tutti gli autori, i giornalisti che hanno lavorato per settimane e che sono stati in contatto con i Beni Culturali, gli autori, i macchinisti che hanno provato fino a tarda notte per portare avanti e indietro un pianoforte su cui far suonare l'artista Morgan. Per quanto mi riguarda, il discorso si chiude qui.

Il messaggio integrale di Morgan

Questo il messaggio integrale pubblicato da Morgan, poche ore prima della messa in onda. Appare evidente che le due versioni divergono in molti punti. Difficile capire, al momento, dove sta la verità.

Io non vado da Barbara D’Urso questa sera, nonostante abbiano pubblicizzato che ci sarei andato. Vi dico perché, anche se sono dinamiche che andrebbero tenute riservate. Ma sono esausto di tutte quelle assurdità che poi si dicono e si scrivono sul mio conto, fasulle, frutto di una non conoscenza dei fatti. Sono solo un incontrollato mare di delirio impietoso e impreciso, su cui cercherò di aprirvi gli occhi perché le cose prima di essere giudicate vanno conosciute e valutate. Perché arrivo all’ultimo momento a dire: non ci vado? Semplice, perché io che non ci vado lo dico sin dalla prima volta che mi viene richiesto, gentilmente. E rispondo altrettanto gentilmente no, grazie, ringrazio tanto ma no. E dopo un giorno ritornano e io rispondo ancora no. Mi chiedono perché. Non è il mio mondo, rispondo, non guardo la tv, non ho tempo, sto lavorando e quel mondo non mi appartiene. Ma ti diamo tanti soldi: no grazie, non mi interessa. Ah va beh, contento tu. Ritornano all’attacco il giorno dopo: ti diamo veramente tanti soldi.
No. No grazie, basta, mi state un po’ rompendo. Ho detto no. E andiamo avanti così per mesi. Esasperato, un giorno mi dicono “ti diamo tutto ciò che vuoi”.
Voglio un pianoforte, suonare e parlare di musica. No, devi parlare dello sfratto, di Jessica e di Asia. No no no no no no no no no no. Ok, puoi avere il pianoforte, però devi parlare di sfratto.
No.
Ti diamo il triplo.
No.
Ti diamo il piano e il triplo.
No.
Cosa vuoi allora?
Voglio che mi lasciate in pace, non voglio andare in questo tipo di programmi.
Ma ti facciamo parlare della casa.
Ah sì?
E non ci sono i giornalisti avvoltoi? E non c’è il gossip? E non ci sono gli stronzi?
No, parli della casa.
Ma con chi ne parlo? Io della casa voglio parlare con chi può fare qualcosa.
Dicci con chi vuoi parlare.
Con il Ministro Franceschini.
Ok, poi chi altri?
Se si può mi piacerebbe una conversazione seria sul tema della casa d’artista con il Ministro, Vittorio Sgarbi e il sindaco di Monza.
Insomma, per farla breve mi strappano un sì, con dolore, con esasperazione, con mille specchietti per le allodole.
Ma stasera non ci sarà il Ministro né il sindaco e Sgarbi è al telefono.
Quindi ritorno su ciò che ho sempre detto: NO grazie.
E non mi pare di essere particolarmente incomprensibile. Cosa vuol dire no? Vuol dire no. È inutile che mi trasciniate, io non voglio andarci, non ho mai voluto e se l’ho fatto era perché mi hanno trascinato. Oggi ho la forza di non farmi di nuovo trascinare. Chiedo scusa ma sono chiaro e inequivocabile.