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Live - Non è la D'Urso 2020-2021

Marco Nerozzi, ex di Delia Duran: “Non l’ho picchiata, volevo tirare due schiaffi ad Alex Belli”

Per rispondere alle accuse di aggressione lanciate da Alex Belli e Delia Duran, a Live – Non è la D’Urso è intervenuto l’ex marito di lei, Marco Nerozzi. Che ammette di aver cercato di affrontare Belli, senza aver però mai torto un capello a Delia: “Lei ripete quello che dice lui, Belli è bugiardo e stratega”. Nel passato di Nerozzi, inchieste per prostituzione e riciclaggio.
A cura di Valeria Morini
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La storia di Alex Belli e Delia Duran, che hanno denunciato l'ex marito di lei per aggressione, è stata grande protagonista della puntata di "Live – Non è la D'Urso" del 4 novembre. Ospite del salotto di Barbara D'Urso è intervenuto proprio l'ex in questione, Marco Nerozzi. L'uomo ha negato la versione raccontata da Belli e dalla Duran sui giornali e su Instagram.

Le dichiarazioni di Marco Nerozzi

La coppia, protagonista dell'ultima edizione di Temptation Island Vip, ha sostenuto che Nerozzi li avrebbe aggrediti, davanti al tribunale di Ravenna dove si era appena svolta l'udienza per il divorzio. Secondo loro, Belli sarebbe stato strattonato e la Duran sarebbe stata scaraventata a terra, tanto da dover correre al pronto soccorso: "Quell’uomo ha aperto la portiera della nostra auto, tentato di tirarmi fuori, e scaraventato a terra Delia, che nel frattempo era intervenuta. All’ospedale ci hanno dato qualche giorno di prognosi per degli ematomi e delle escoriazioni; Delia nel cadere ha battuto il coccige e si è slogata un polso". Nerozzi, in collegamento da Milano Marittima con la giovane fidanzata Yarubi Rojas, ha raccontato un'altra storia, ammettendo di aver cercato di aggredire Belli ma negando assolutamente di aver messo le mani addosso a Delia:

Alex Belli è un pezzo di bugia con le gambe. Qualsiasi cosa dica lui, è esattamente il contrario. Premetto che non ce l’ho con mia moglie, non ce l’avrò mai con lei perché l’ho amata per otto anni e non ho avuto mai un problema. Tutto quello che dice non sono altro che le parole ripetute dal suo stratega Alex Belli. Siamo andati in tribunale per una normalissima separazione, non c'è stato nessun problema dentro e nessun problema fuori. Quando siamo usciti, ho visto il "mèchato" Alex Belli in macchina, questo fenomeno da baraccone che già mi aveva accusato di aggressione (lo scorso anno, ndr). Sono andato contro di lui, volevo dargli due schiaffi in faccia, questo lo ammetto. Ovviamente lui si è chiuso in macchina, io ho cercato di tirarlo fuori, è tutto vero. Mentre cercavo di tirarlo fuori perché si era nascosto in macchina, mia moglie (che in realtà si chiama Nusat anche se ora si fa chiamare Delia) mi è arrivata alle spalle. Io mi sono completamente paralizzato e non ho fatto nessuna mossa, neanche quella di togliermela da dosso, perché sapevo che solo una mossa, col mio fisico, avrebbe potuto farle male. Questo è stato filmato da cento telecamere e dalla mia filippina che stava riprendendo col telefonino. Alex Belli è scappato dalla macchina ed è corso nel gabbiotto dei carabinieri a chiedere aiuto, lasciando la sua donna che si attaccava al mio collo per difenderlo. Tutto è finito lì. Mia moglie non si è fatta assolutamente nulla, io non le ho torto un capello.

Le accuse su un caso precedente

Poi, il riferimento di Nerozzi a un altro caso risalente a un anno fa: "Alex Belli aveva fatto dei fotomontaggi per far credere che mia moglie fosse stata aggredita da me, vorrei vedere quale uomo non avrebbe voluto tirare due schiaffi a questo deficiente. Belli non convincerà mai nessuno che io l'ho trattata male per due anni, perché ci conoscevano tutti, da Miami a Ibiza, e avevamo una relazione libera, anche sessualmente. Quindi la questione corna non c'era. Mia moglie può dire quello che vuole, convinta dallo stratega Alex Belli. Quando vedete Alex Belli dategli uno schiaffo, che tutti vi faranno un applauso. Quando un anno fa lei ha fatto quella sceneggiata a casa mia, sono arrivati i Carabinieri: non solo lei non ha sporto denuncia, ma le hanno fatto firmare un verbale in cui ammetteva che non aveva bisogno di nulla. Però mi ha preso le carte di credito, con cui Alex Belli si è fatto la benzina in autostrada e le ha comprato una borsa. Il giorno dopo sono andati al pronto soccorso dicendo che io l'aveva picchiata, mettendo dei finti lividi".

Delia replica a Nerozzi, Mila Suarez dalla parte di Marco

In studio era presente anche Mila Suarez, l'ex di Belli, da lui lasciata per Delia Duran. La donna è convinta che a dire la verità sia Nerozzi e ha tirato in ballo l'episodio dello scorso anno: "Sono convinta che Alex abbia inventato l'aggressione. Già l'anno scorso avevano detto che Marco l'aveva picchiata, avevano messo un video sui social. Io ho parlato con Marco, mi ha spiegato che Delia, dopo questa presunta aggressione, gli aveva rubato la carta di credito ed era andata a fare acquisti. Dopo un'aggressione, una va in ospedale, non subito a fare shopping". Dopo la messa in onda di Live – Non è la D'Urso, Non si è fatta attendere la replica di Delia Duran, infuriata su Instagram:

Mi chiedo con quale coraggio e faccia tosta questo "uomo" possa presentarsi in televisione, tra l'altro ammettendo l'aggressione che ha fatto davanti a testimoni! E porterò avanti la vicenda per vie legali!

Chi è Marco Nerozzi, dall'inchiesta sulle squillo al processo con Delia Duran

Vale la pena di ricordare che la figura di Marco Nerozzi è in realtà decisamente controversa, a prescindere da questi ultimi episodi. Nel passato dell'uomo, se facciamo un salto indietro nel tempo fino al 2002, c'è un'inchiesta su un un giro di prostitute di lusso, che sarebbe stato organizzato dallo stesso Nerozzi, soprannominato Big Jim, tra Dubai, Parigi e l'Est europeo. Furono coinvolte nell'indagine diverse ragazze tra cui Michela Bruni, all'epoca sua fidanzata ed ex valletta di Aldo Biscardi (ritenuta prima una complice e poi una  vittima). In anni più recenti, Nerozzi è inoltre finito sotto processo insieme alla stessa Delia, il cui vero nome è Nusat Del Valle Duran Perez. Entrambi sono stati accusati di riciclaggio, per aver trasferito presso un istituto di credito del Titano, a San Marino, 1 milione e 757mila euro, e 538mila dollari, ritenuti provento del reato di sfruttamento della prostituzione. Un procedimento tuttora in corso, che getta ulteriori ombre su una vicenda che mescola gossip e cronaca giudiziaria.

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