È tra gli attori più amati dagli italiani, tra i volti che più spesso vediamo sul piccolo schermo, diventato protagonista di serie televisive di grande successo. Stiamo parlando di Lino Guanciale. In un'intervista rilasciata a "La Stampa" l'attore parla dei suoi progetti futuri che lo vedono impegnatissimo, intento a barcamenarsi tra televisione, teatro e insegnamento le sue più grandi passioni.

Il ruolo del Commissario Ricciardi

A Napoli per le riprese de "Il commissario Ricciardi", la serie televisiva tratta dai romanzi di Maurizio De Giovanni, per la regia di Alessandro D'Alatri, che andrà in onda quest'inverno su Rai1. Un personaggio importante e interessante quello che lo vede al centro del noir partenopeo, un racconto che lo porta indietro nel tempo, negli Anni Trenta, in cui la figura creata dall'autore de "I bastardi di Pizzofalcone" deve addentrarsi nella risoluzione di efferati crimini, combattendo con la sua natura riservata e il suo dono. Lino Guanciale rivela di aver trovato dei tratti in comune con questo personaggio:

Ricciardi è timido per necessità, ha un dono che è una dannazione: la visione degli ultimi istanti di chi è stato ucciso. Un fardello che non può condividere e lo rende sempre straniero. Non solo. Come me, anche lui è un osservatore per professione. Un razionale che vive il conflitto con irrazionalità e sentimenti.

I prossimi impegni in tv e non solo

Lino Guanciale sta vivendo un periodo di grande notorietà, un momento particolarmente florido per la sua carriera, costellata di successi, non solo dal punto di vista televisivo, ma anche da quello teatrale. In scena con tre spettacoli in molti teatri d'Italia, l'attore ha avuto modo di rapportarsi con il pubblico cimentandosi nell'interpretazione di testi particolarmente intensi, come "La classe operaia va in paradiso", con il quale ha ottenuto riconoscimenti importanti e ha consolidato la sua bravura dal punto di vista attoriale. Ma lavorare non lo spaventa, sebbene il desiderio di calibrare il ritmo e rallentare questa sua frenetica corsa tra un teatro canonico e un teatro di posa, faccia ogni tanto capolino:

Negli ultimi 6-7 anni la mia vita è completamente cambiata. Vivo un momento professionalmente molto bello e intenso. E il meglio deve ancora venire. Impensabile fermarsi. Tuttavia gli attuali 40 saranno come dicono i nuovi 25, ma lo stesso un po’ ne ho risentito. Nel 2020 mi aspettano i set delle mie fiction di maggior successo, La porta rossa e L’allieva , entrambe alla terza stagione, oltre a una nuova produzione internazionale, impossibile da rifiutare. Sul fronte teatrale parto a ottobre: con le riprese di Ragazzi di vita, After Miss Julie e La classe operaia va in paradiso che tante soddisfazioni e premi mi ha dato: quello dei critici teatrali e l’Ubu, cui aggiungere il monologo La casa degli sguardiportato in scena a Spoleto.

La passione per il teatro e la prima regia

Proprio il teatro gli ha regalato una nuova esperienza, forse l'unica che gli mancava davvero: quella della regia. Per la prima volta, infatti, Lino Guanciale ha curato la regia di uno spettacolo teatrale che andrà in scena a Modena, a cui hanno preso parte dodici dei suoi giovani allievi. Perché sì, c'è anche questo nella vita del poliedrico volto delle fiction Rai, c'è la passione per l'insegnamento, per cui cerca di ritagliarsi sempre uno spazio. Al teatro non sa e non riesce a rinunciare, come racconta lui stesso, perché rappresenta una modalità diversa di immedesimazione nei ruoli più svariati, che arricchiscono la sua struttura d'attore:

Debutto a Modena il 7 dicembre con Nozze di Elias Canetti per l’Emilia Romagna Teatro. Con La commedia della vanità diretta da Claudio Longhi formerà un dittico sull’humus in cui radicò in Austria il trionfo del Reich nazista. Lavorare con i giovani riempie di energia, vitalità ed entusiasmo. Per questo da sempre mi ritaglio del tempo per l’insegnamento: scuole di recitazione, ma anche normali, medie e superiori, dove divulgare la cultura teatrale e preparare il pubblico di domani. Sono finiti i tempi dei paletti. Insieme ad attori come Vinicio Marchioni, Elio Germano, Claudio Santamaria o Marco D’Amore appartengo a una generazione a tutto tondo e multivalente: da attori o registi, facciamo cinema, teatro e tv senza discriminazioni. Tuttavia, è al teatro che non rinuncio. Luogo dove tutto si genera (talenti compresi), mi ci riconosco, imparo e cresco. 

Cyberbullismo e stalking

L'attore, ultimamente, è stato al centro di una polemica social, criticato per aver condiviso un momento d'affetto con la sua compagna, e ha ricevuto degli insulti piuttosto pesanti, a cui ha prontamente risposto. Già attivo in varie battaglie di carattere sociale, Lino Guanciale in seguito a questo episodio, a cui si aggiunge una spiacevole esperienza di stalking, si è espresso in maniera molto chiara anche nei confronti del cyberbullismo, come dichiara anche alla testata torinese:

Provare lo stalking sulla mia pelle mi ha sensibilizzato al problema. Nascosti dietro una tastiera, questi cyberbulli non hanno coscienza del male che fanno. Quasi istigati da chi, dovendo essere di esempio, usa invece un linguaggio aggressivo e violento che legittima i peggiori comportamenti.