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Le serie tv di domani, cambiare il modo di vederle e di parlarne

Sarà una nuova stagione ricca di appuntamenti e, ad una notte da quelli che potranno essere i primi Emmy vinti da una produzione pensata per essere fruita senza vincoli di calendario, occorre ripensare a nuovi modi per fare “salotto virtuale”. Alcuni spunti e tutte le novità più attese in questo biennio.
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Ci siamo, ragazzi, stanotte è la notte degli Emmy Awards 2014. Mentre c'è chi ha già pronto il popcorn (diretta su Rai 4 a partire dalle 1:30), si fa spasmodica l'attesa per le serie che verranno. La stagione che sta per partire sarà quella della definitiva trasformazione. La prima? Tra poche ore potremmo avere la prima serie (o più di una) pensata apposta per la fruzione in "binge" (la cosiddetta scorpacciata), a trionfare con una statuetta, parliamo delle due Netflix, "House of Cards" e "Orange is the new Black", of course. Ecco allora che l'anno che verrà ci proietta ad uno step successivo che interessa gli addetti ai lavori, gli appassionati e gli spettatori, stare sul pezzo rispondendo al "binge-watching" con il "binge-telling": un modo tutto nuovo di raccontare l'argomento, muovendosi di pari passo con le trasformazioni in corso (si legga l'approfondimento odierno su Tech, a firma di Gabriele Niola).

Basta con le recensioni. C'è da chiedersi a cosa servano più ormai, visto che siamo sempre più spettatori personalizzati e senza scadenze, in grado di attaccarci brutalmente alla poltrona per recuperare tre stagioni di "Homeland" o quattro de "Il Trono di Spade" in un weekend o due, oppure rispolverare storie che sono già antologia, come "The Wire" o "Fringe". Perché le serie tv altro non sono che i romanzi del nostro tempo. Discussioni, opinioni, punti di vista e dialoghi aperti, qui, sul giornale ed almeno una volta o due a settimana. Questa è la strada da percorrere, costruendo un itinerario comune e condiviso tra chi scrive e chi legge (e viceversa) Non è più utile recensire episodio per episodio, non in questa sede: non siamo e non vogliamo essere i piccoli Aldo Grasso della tv via cavo, anche perché non ha più senso. Chi ambisce a prendere il posto dei soliti noti, forse viaggia nella direzione contraria a quella tracciata da tutti i network che stanno cambiando la professione e che stanno liberando la "pop culture" da una precoce cristallizzazione.

Le serie tv più attese del 2014/2015

Cosa ci riservano, dunque, le tv via cavo americane per la stagione 2014/2015? In ordine di uscita (per l'Italia) abbiamo il prossimo 1 settembre in prima assoluta su Fox ed è "Crisis": un action thriller che vede gli uomini più potenti d'America fronteggiare un'organizzazione terroristica che ha sequestrato i loro figli. Con la produzione affidata alla 20th Century Fox, il cast è di quelli da "vietato sbagliare": Gillian Anderson (X-Files), Rachel Taylor (Grey's Anatomy) e Dermot Mulroney (Zodiac, J.Edgar, New Girl). Il giorno dopo (2 setttembre) su Sky Atlantic registriamo il debutto di "Fleming: essre James Bond", miniserie in 4 puntate sulla vita del papà di 007 interpretato da Dominic Cooper (Ragione e sentimento, Need for Speed). Ambientato durante la seconda guerra mondiale, vedremo gli anni della carriera militare di Fleming, al servizio della patria contro i nazifascisti.

"The 100"
"The 100"

"The 100" potrebbe essere il fiore all'occhiello della proposta di Mediaset Premium. In onda sul canale Crime dal 10 settembre, è la storia di un gruppo di detenuti (i 100, appunto) tenuti prigionieri in una stazione spaziale che vengono rimandati sulla Terra dopo una guerra nucleare. Su Italia 1 ci sarà "The Last Ship", serie tv firmata da Michael Bay e che negli Usa ha esordito su TNT lo scorso giugno con molta fortuna, al punto da strappare il rinnovo per una seconda stagione dopo solo un mese. Con Adam Baldwin, Rhona Mitra ed Erica Dane, in "The Last Ship" vedremo le avventure di un gruppo incaricato di trovare l'antidoto di un virus che ha distrutto l'80% della popolazione mondiale. Mentre negli Usa si aspettano conferme ed annunci per la seconda stagione di "True Detective", la prima arriva su Sky Atlantic dal 3 ottobre. Questa sera i suoi protagonisti potrebbero trionfare agli Emmy Awards 2o14: parliamo del premio Oscar Matthew McConaughey e Woody Harrelson, interpreti di Rust e Marty, due poliziotti con metodi diversi sulle tracce di un serial killer da vent'anni.

"Chicago PD" è lo spinoff di "Chicago Fire", seguiremo alla "vecchia maniera" dei polizieschi, le avventure del distretto di polizia di Chicago, ma su Mediaset la serie più attesa sarà "Gotham" in contemporanea con gli Usa.

L'atteso prequel racconterà Gotham City dal punto di vista di un giovane Jim Gordon, prima che Bruce Wayne diventasse Batman. Le prime due puntate andranno in onda in chiaro anche su Italia 1, mentre le successive saranno trasmesse a pagamento su Premium Action. “Gotham” è una serie prodotta dalla Fox e D.C. Comics, diretta da Danny Cannon e sceneggiata da Bruno Heller. La Fox ha accelerato i tempi di produzione, riuscendo a far concludere una prima stagione da 13 episodi in tempi da record e sembra essere già scontato il rinnovo per una seconda. Ad interpretare il giovane James Gordon sarà Ben McKenzie (“The O.C.”, “Southland”), il detective e non ancora commissario, dovrà difendere la città dai pericolosi criminali che, nel futuro, saranno i nemici più temibili del Cavaliere Oscuro, come Il Pinguino (Robin Lord Taylor), L’Enigmista (Cory Michael Smith) e Fish Mooney, interpretata da Jada Pinkett Smith. Completano il cast Sean Pertwee nel ruolo di Alfred Pennyworth, David Mazouz nel ruolo del giovanissimo Bruce Wayne e Camren Bicondova nel ruolo di Selina Kyle, non ancora Catwoman.

Le serie da vedere in lingua originale

Tutte, mi verrebbe da dire. Dividamo semplicemente i prodotti che, almeno per questa stagione, non verranno trasmessi in Italia e che pertanto saranno disponibili solo sui vari portali specializzati, sottotitolati con cura dai tanti collettivi presenti sul web.

Deliverance Creek. Prevista per settembre 2014, la serie è prodotta dalla "Nicholas Sparks Entertainment", società di produzione del noto scrittore e sceneggiatore. E la serie tv è proprio tratta da un best seller dello scrittore: siamo alla fine della Guerra Civile Americana e Belle Barlow (Lauren Ambrose), vedova, cercherà di difendere la terra della sua famiglia con ogni mezzo anche a costo di diventare una fuori legge. Dove andrà in onda? Su Lifetime.

Happyland. Una dramedy ambientata in un parco giochi che segue le vicende di Lucy, teenager cinica che affronterà l'adolescenza a metà tra fiaba e realtà. Lo scorso 11 luglio è stato diffuso il primo trailer, sembra promettente e godibile. Produce Mtv.

Ascension. Una miniserie che farà il suo esordio a novembre 2014 su SyFy e che potrebbe diventare una series, qualora i risultati ed i riscontri dovessero essere positivi. Siamo all'inizio della guerra fredda e una comunità di persone sarà spedita per un viaggio interstellare della durata di 100 anni, con l'obiettivo di colonizzare un nuovo mondo. Nel 2014 un assassinio a bordo della navicella, scatena gli eventi di questa serie tv che, vista così, appare un po' come "THE 100" al contrario. Ma promette e anche tanto.

American Horror Story: Freakshow. Si parte l'8 ottobre con la quarta stagione della serie antologica firmata da Ryan Murphy e sappiamo già molto, con un teaser ed un trailer diffuso nei giorni scorsi da FX. Sarà l'ultima di Jessica Lange, secondo gli ultimi rumors defilata nel cast rispetto alle scorse stagioni, e sarà la prima di Matt Bomer nel ruolo di un personaggio molto "contorto", stando a quanto anticipato dal creatore che tornerà ad avere il bello di "White Collar" in un suo lavoro per la quarta volta. Questa volta seguiremo le vicende di uno degli ultimi "freak show" rimasti attivi in Florida negli anni '50. Confermate anche Angela Bassett e Kathy Bates, le novità della scorsa stagione, e curiosità alle stelle per vedere Sarah Paulson nel ruolo di Bet e Dot Tattler, gemelle siamesi ed attrazione principale dello show.

Better Call Saul. Febbraio 2015 è la data per lo spinoff di "Breaking Bad", stessa produzione e stesso sceneggiatore. Ma come sarà la storia di Saul Goodman (Bob Odenkirk), nata da una costola di quella che è stata universalmente riconosciuta come "la serie di tutte le serie"? La puzza di bruciato si sente anche da qui e le garanzie che danno i nomi di Vince Gilligan e Peter Gould non sono bastate a tenere a freno gli scetticismi. Confrontare aprioristicamente equivale a dire "fa schifo" di un piatto, senza averlo ancora assaggiato. Per adesso c'è un teaser ed un trailer che tengono alta l'attenzione e le speranze. Noi ci saremo. Senza condizionamenti.

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