Per Victoria Cabello la quarantena non è, tristemente, un’esperienza nuova. La conduttrice ha già sperimentato sulla sua pelle l’esigenza di restare a lungo chiusa in casa. Non per salvarsi da ciò che c’è fuori, ma a causa di quello che è già dentro. La malattia di Lyme è poco diffusa e ancor meno conosciuta. L’epidemiologia in Europa è variabile: i casi vanno da 1 a 70 ogni 20.000 persone. Comprensibile, quindi, che Victoria non ne avesse mai sentito parlare. Eppure quell’infezione trasmessa da una zecca, contratta probabilmente durante un viaggio, l’ha già costretta a stare a casa per un lungo periodo. Lo racconta al Corriere:

Questa situazione di quarantena l’ho vissuta per un lungo periodo, questa volta però trascorro l’isolamento stando bene, questo è già per me un traguardo. La malattia era stata trasmessa da una zecca, che non arrivava dal mio cane. A livello motorio avevo problemi e anche a livello cognitivo, quel periodo è stato molto complesso. Mi sono dovuta documentare moltissimo su batteri, medicina e nel farlo mi sono anche appassionata.

Il dramma di non essere compresa

Chi contrae la malattia di Lyme, come nel caso di Victoria Cabello, rischia di dover lottare su due fronti: contro l’infezione che debilita il corpo e contro chi, per scarse competenze sul tema probabilmente, sminuisce il problema tentando di incasellarlo in spazi più comodi, immediatamente riconoscibili. La depressione, la stanchezza, lo stress. “Il problema vero che ho riscontrato è stata una disinformazione da parte della comunità scientifica. Mi sono ritrovata per un anno a sentirmi dire: sei depressa, torna a lavorare e vedrai che ti passa, non è niente, dai prendi degli antidepressivi… Io, conoscendomi molto bene sapevo di non essere depressa, o che se mai era la conseguenza della malattia, non la causa” ricorda Victoria. Poi un ortopedico, un medico americano e l’eccellenza rappresentata dall’ospedale Sacco di Milano le hanno permesso di arrivare alla svolta: hanno compreso quale fosse il problema e l’hanno curata.

Victoria Cabello guarita dalla malattia di Lyme

Ferma per tre anni perché non ancora in  grado di riprendersi fisicamente, Victoria Cabello è lentamente tornata alla normalità. “Il corpo era arrivato allo stremo” ricorda, poi sono arrivati gli incontri che hanno cambiato tutto: “un ortopedico e l’ospedale Sacco di Milano, oltre a un medico negli Stati Uniti. Grazie a tutti loro io mi sono curata: non riuscivo più a parlare, ad articolare la parole. Uscivo di casa e non ricordavo se avevo spento gas, chiuso la porta… dovevo scrivermi tutto ero veramente malridotta. Dopo un anno e mezzo di questo calvario, i medici del reparto infettivi del Sacco sono stati i primi a darmi una diagnosi, in particolare Agostino Zambelli: è stato determinante nel provarmi che non ero pazza”.