Margherita Rebuffoni, la mamma di Nadia Toffa, è intervenuta come ospite nel programma di La7 Tagadà, condotto da Tiziana Panella. Nella puntata del 5 dicembre, ha ricordato con parole molto toccanti la figlia, scomparsa lo scorso 13 agosto dopo una lotta di 21 mesi contro un tumore. Oggi affronta il dolore grazie all'affetto dei tantissimi fan di Nadia e della cagnolina Totò, la bassottina della conduttrice che oggi vive con lei.

La morte di Nadia è inaccettabile. Come si fa? Me l'ha insegnato lei. Ho vissuto con lei un anno e mezzo, quando si è sentita male. Sono stata in ospedale con lei 4-5 mesi e ho vissuto giorno e notte con lei. Lei mi ha insegnato che la vita è sacra, mi diceva: "Non devi sprecarne mai neanche un minuto".

La scoperta della malattia di Nadia Toffa

La madre della Toffa ha svelato che la diagnosi del tumore arrivò dopo il malore che la colpì a Trieste. "Mi hanno detto che aveva avuto un ictus, una cosa stranissima", ha spiegato la signora Margherita "L'abbiamo saputo subito perché al chirurgo che l'aveva operata hanno mandato la risonanza magnetica e lui ha capito immediatamente. A Nadia non è stato nascosto nulla, non sarebbe stato possibile. È uno dei tumori più potenti e cattivi". Nei mesi della malattia, sono state sempre insieme, inseparabili.

Ne parlavamo sempre [della malattia, ndr], parlavamo anche di quando non ci sarebbe stata più. Mi diceva: ‘Grazie Mamma, che ti ho incontrata in questa vita. Ti prego non morire prima di me‘. Avrei pagato con la vita per il contrario. Avevo perso una sorella a 21 anni, sempre di tumore, e avevo visto soffrire mia mamma. Pensavo di aver già provato il dolore una volta, e invece ho dovuto riprovarlo.

Gli scritti di Nadia Toffa raccolti in un libro

La popolarità della Toffa è di conforto per la mamma: "Ho la fortuna di poterla vedere spesso perché voi me la fate vedere. Pensavo che non sarei riuscita a farlo, invece è bellissimo poterla vedere. Questo un pochino aiuta". Alla conduttrice de Le Iene verrà intitolata una fondazione, mentre a inizio novembre è uscito il libro "Non fate i bravi", che raccoglie i tantissimi testi scritti nei mesi prima della sua scomparsa.

Da gennaio si è chiusa in se stessa e la notte si svegliava spesso perché aveva il pensiero. Scriveva tantissimo sul telefono, ha lasciato 400 testi, con titoli bellissimi. Ha parlato dei genitori che perdono i figli, li ha chiamati "genitori mutilati". Ha lasciati gli scritti sul computer, quando li ho scoperti ho mantenuto la promessa e li ho fatti diventare un libro. Voleva venissero pubblicati.

Gli ultimi giorni di vita

Drammatico e intenso, infine, il racconto degli ultimi giorni di vita: "Lei non ha capito che stava arrivando la fine, l'ho capito io. Ho detto che mi sarei ricoverata perché ero deperita e le ho chiesto di venire con me. Abbiamo passato un mese e mezzo insieme in ospedale, lei stava bene, era sempre presente, non aveva dolori, mangiava, parlava. Lei mi aveva detto: "Segnati questa data, il 10 o il 13". E lei è morta il 13. Il pomeriggio dl 12, improvvisamente, l'ho vista cambiare. Ho capito che voleva andare, che non voleva restare più qui. Le ho detto: "La mamma è serena"".