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La Lega vuole scippare Rai3 alla sinistra, il partito di Salvini punta alla direzione di rete

Stando a quanto apprende Fanpage.it da fonti Rai, il partito guidato da Matteo Salvini starebbe lavorando per accaparrarsi la direzione di Rai3 in occasione del prossimo giro di nomine che dovrebbe avvenire in primavera. Un’operazione complessa, provocatoria, che consentirebbe a Salvini di buttare giù il totem storico della Rai3 di sinistra e potrebbe rivelarsi fondamentale per gli equilibri del centrodestra.
A cura di Andrea Parrella
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Tutti i simboli sono fatti per essere abbattuti, prima o poi. Il connubio Rai3-sinistra è una certezza immarcescibile da quella riforma della Rai del 1975 che aprì alla lottizzazione (in soldoni: Rai1 alla DC, Rai2 ai socialisti, Rai3 al PCI), ma oggi questa specie protetta sembra a rischio estinzione per mano della Lega. Stando a quanto apprende Fanpage.it da fonti interne Rai, il partito guidato da Matteo Salvini starebbe puntando ad ottenere la direzione della terza rete in occasione del prossimo giro di nomine. Come da prassi, i recenti insediamenti del nuovo amministratore delegato, Carlo Fuortes, e della nuova presidente Marinella Soldi, lasciano presagire un cambio di guardia alla guida delle reti del servizio pubblico. Che a quanto pare avverrà in primavera, come sosteneva pochi giorni fa TvBlog, visto che la nuova governance si concentrerà prioritariamente sul rinnovo dei direttori delle testate e sull'importante piano di tagli alle spese preannunciato dal nuovo Ad.

La fine di un'era?

In questi giorni il centrodestra è impegnato a trovare una quadra per il progetto di federazione che dovrebbe nascere dopo settembre, parola di Salvini, che al contempo starebbe però lavorando nelle retrovie per provocare il crollo di un totem storico, nel tentativo di mettere il cappello sul prossimo nome che dirigerà la rete attualmente affidata a Franco Di Mare. La conferma del giornalista non è affatto esclusa – la sua gestione si sta rivelando fortunata in termini di ascolti e scelte editoriali – ma è difficile credere che le forze parlamentari non lotteranno per cambiare lo status quo.

Se Salvini conquista Rai3: lo scenario

L'ipotesi della direzione di Rai3 in quota Lega avrebbe il sapore della provocazione se si pensa ad alcuni dei programmi di punta della rete. Report su tutti, ad esempio, visti i malumori che il programma di inchieste condotto e coordinato da Sigfrido Ranucci ha provocato in ambienti leghisti nell'ultimo anno e mezzo (su tutte la vicenda camici relativa al governatore della Lombardia Attilio Fontana). Così come viene da pensare proprio al recente concertone del Primo Maggio, con il grande imbarazzo per la vicenda Fedez legata agli attacchi pronunciati sul palco all'indirizzo di diversi esponenti della Lega. Quali ricadute potrebbe avere una ipotetica guida del carroccio su alcuni titoli di Rai3?

Un profilo di garanzia

L'operazione, in ogni caso, appare delicata e di incerta riuscita, sia perché un'eccessiva vicinanza alla Lega viene già contestata a Rai2, ma soprattutto per il gioco di equilibri necessario nella scelta di un eventuale nome da supportare. Il cavallo di Troia per la Lega potrebbe essere una personalità di alto profilo, lontana da un accostamento esplicito al partito guidato da Salvini, in grado di fare da cuscinetto e tamponare i malcontenti politici. Una personalità di garanzia a cui non si potrebbe dire no, in buona sostanza. Nessun nome è emerso al momento, ma si pensa che la candidatura modello potrebbe essere quella di un volto interno che ha già ricoperto ruoli di governance in Rai in passato. Soluzione che accontenterebbe lo stesso Fuortes, il nuovo amministratore delegato che ha iniziato la sua avventura con piglio deciso, il quale sembra intenzionato a non tollerare un esplicito interventismo della politica sulla Rai nel corso della sua gestione.

Il collante del centrodestra

Nel complesso scacchiere da riparametrare, la Lega deve inoltre tenere conto proprio degli equilibri in quel centrodestra che, proiettandosi alle prossime tornate elettorali, prova in queste settimane a capitalizzare il consenso delle varie forze che lo compongono e trovare una definitiva comunità di intenti. La corsa per la direzione di Rai3 potrebbe diventare una ghiotta occasione affinché la Lega possa cogliere due piccioni con una fava, spingendo per un nome gradito a Fratelli d'Italia. Il partito di Giorgia Meloni, in ascesa di consensi, è infatti rimasto orfano di quella presidenza della commissione di Vigilanza Rai che in teoria spetterebbe all'opposizione. Nonostante il cambio di governo e e di governance Rai, invece, la carica è rimasta nelle mani dell'azzurro Barachini, con tanto di proteste esplicite di Giorgia Meloni. Un malcontento, quello della leader di Fratelli d'Italia, che potrebbe fare gioco proprio ai piani di Salvini.

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