La stella più brillante nel firmamento della danza classica, Rudolf Nureyev, accompagnato da una bellissima Carla Fracci nel pieno della sua carriera, insieme in una indimenticabile Giselle, il balletto classico per eccellenza, si ritrovano a volteggiare per la prima volta sul piccolo schermo. Questo è possibile grazie alla collaborazione di Rai5 con i maggiori teatri italiani, che stanno cercando di rimettersi in piedi dopo la stagione persa in seguito alla chiusura preventiva per il nuovo coronavirus.

Le opere dei grandi teatri arrivano in tv

La Giselle del 1980 in scena al Teatro dell'Opera di Roma, interpretata da due grandi nomi della danza è uno degli eventi memorabili della cultura recente, a cui pochi hanno avuto la fortuna di assistere e solo alcuni collezionisti possono avere vantarsi di possedere in versione dvd. Ebbene con l'incremento nel palinsesto di Rai5 di alcuni significativi appuntamenti con le produzioni dei maggiori teatri italiani, gli appassionati potranno vedere dei gioielli di repertorio, risalenti anche agli anni Sessanta e Settanta, oppure opere recentissime e il più delle volte inedite sul piccolo schermo. Da La Fenice di Venezia al San Carlo di Napoli, passando per il Regio di Torino e il Massimo di Palermo. Appuntamento, dal lunedì al venerdì alle 10 del mattino e il mercoledì anche in prima serata alle 21.15. Primo protagonista, fino al 12 giugno, il Teatro dell'Opera di Roma. Si parte subito con Nureyev, protagonista del "Marco Spada o la figlia del bandito", nella storica edizione del 1981 con la coreografia di Pierre Lacotte, e poi nella memorabile "Giselle" con la Fracci su coreografia di Coralli-Perrot. Verrà dato spazio anche a produzioni più recenti come Evgenij Onegin di Cajkovskij con la regia di Robert Carsen e la direzione di James Conlon, ultima produzione del Teatro prima del lockdown, per la prima volta in tv.

Una scelta a favore della cultura

L'obiettivo è stato quello di rendere ancora più ricca l'offerta musical del canale, come racconta la responsabile Francesca Nesler: "Il lockdown ci ha ‘imposto' di riempire molti spazi rimasti vuoti. Con la musica e produzioni così importanti si riempie sempre bene. Abbiamo pressocché quadruplicato l'offerta, passando dalle 220-300 ore l'anno a 1.100. Con i filmati andiamo indietro nel tempo fino agli anni '70, ma abbiamo trovato qualcosa anche del '65. È un'occasione straordinaria per mandare in prima serata anche materiali in formati magari non di oggi, come il 4/3, ma di un valore inestimabile. Tutti restaurati per l'occasione". A queste si sono aggiunte le dichiarazioni del presidente dell'ANFLOS, Francesco Giambrone: "Un ciclo di spettacoli che rappresenta una preziosa occasione di promozione del sistema Paese rimette al centro della programmazione Rai quel prezioso e inestimabile patrimonio del grande melodramma di cui le Fondazioni lirico-sinfoniche sono depositarie".