Lunedì 26 aprile, in onda su Rai1 l'ultima puntata de La fuggitiva. Per gli spettatori è giunto il momento di assistere al finale di stagione della fiction con Vittoria Puccini ed Eugenio Mastrandrea. Fanpage.it ha intervistato l'attore che interpreta il giornalista Marcello Favini. Attualmente si trova a Los Angeles, dove è impegnato sul set della serie Netflix "From scratch". L'attore ha commentato il successo della fiction di Rai1, ha ricordato il primo incontro sul set con Vittoria Puccini e si è raccontato, tracciando il ritratto di un giovane uomo che ama leggere, detesta la maleducazione e la mancanza di sensibilità verso il prossimo e si tiene a debita distanza dai social.

Nonostante tu sia a Los Angeles da settimane, immagino tu abbia saputo che la serie La fuggitiva sta registrando ottimi dati di ascolto.

Sì, so che sta andando molto bene e ne sono contento. Nonostante gli ostacoli, siamo riusciti a confezionare una serie che piace. Ci possiamo dare una pacca sulla spalla.

In effetti, La fuggitiva è stata girata in piena pandemia.

È stato faticoso. Abbiamo iniziato le riprese a febbraio 2020. Dopo un mese, abbiamo dovuto fermarci. Siamo tornati a girare a luglio, quando il mondo era completamente rivoluzionato. Ciascuno di noi usciva da tre mesi di isolamento con tutte le implicazioni che questo comporta. È stato scioccante all'inizio far fronte a questa nuova situazione: le mascherine, stai distanziato, stai attento, fai i tamponi.

La fuggitiva è caratterizzata da numerose scene d'azione. Ce n'è una che ti è apparsa particolarmente ardua da interpretare?

In realtà no. Marcello manda sempre avanti Arianna (ride, ndr). È lei che prende il controllo della situazione quando si tratta di picchiare, sparare, correre. Si tratta comunque di finzione. Anche nelle scene più difficili si lavorava in sicurezza, con il supporto di uno stuntman in modo da non farsi male.

Vittoria Puccini, però, ha raccontato di essere caduta e di essersi ritrovata piena di sangue.

Me lo ricordo. Stavamo girando una scena particolarmente concitata e Vittoria, che aveva la gran parte delle scene d'azione, è inciampata. Sono incidenti che possono succedere.

Era la prima volta che lavoravate insieme. Come è andata?

Sono stato felicissimo fin da subito perché ho trovato in lei una compagna di scena eccezionale, una persona umilissima e disponibile al confronto con me che ero il ragazzino del set. Non avrei potuto desiderare di meglio. Quando ci siamo conosciuti mi ha detto: "Ti va se ci scambiamo i numeri? Magari qualche volta proviamo le scene insieme al di fuori del set". Mi si è aperto il cuore. Ho detto: "Certo che mi andrebbe di provare insieme, io non te lo avrei mai chiesto". Mi ha insegnato molto guardarla muoversi sul set.

Avete mantenuto un rapporto d'amicizia anche fuori dal set?

Non ci siamo più visti, ma ci siamo sentiti qualche volta. Mi ha fatto i complimenti quando le ho dato la notizia che avrei fatto una serie per Netflix, però poi lei ha la sua vita e io ho la mia.

In un'intervista a Tv, Sorrisi e Canzoni, Vittoria Puccini ha detto di te: "Potrò dire di avere assistito al debutto di una stella di Hollywood". Vuoi risponderle?

(Ride, ndr) Capisci quando ti dico che Vittoria è una persona meravigliosa? Sono molto felice, posso dire di essere onorato e orgoglioso di aver potuto imparare da lei perché mi è servito tantissimo. Vittoria affronta il lavoro con le unghie e con i denti, è una stacanovista e osservarla sul set mi ha insegnato tanto.

Alla luce dei dati di ascolto, ritieni che si possa aprire uno spiraglio per la seconda stagione o credi che dobbiamo dire addio a Marcello e Arianna?

Non saprei, questa è una domanda alla quale non so dare risposta. Subentrano tanti fattori dei quali non ho la più pallida idea. Per adesso, io direi di goderci il fatto che sia piaciuta la prima stagione, poi ciò che succederà non si può sapere.

In queste settimane, gli spettatori hanno assistito alla fuga di Marcello insieme ad Arianna. Eugenio, invece, da cosa scappa?

Dalla maleducazione delle persone. Ma più che fuggire, mi dà fastidio, mi ci scontro. Rapportarsi in modo sgradevole nei confronti degli altri è veramente terribile. L'essere ciechi verso la sensibilità altrui, calpestare le persone, utilizzarle come mezzi e non come fini, è qualcosa che mi fa molta impressione.

Tu sei molto riservato e questo ha portato alla circolazione di notizie inesatte sul tuo conto: si dice che tu abbia 35 anni e origini spagnole, addirittura che tu sia parente di Valerio Mastandrea, pur avendo una r in più nel cognome. Vogliamo rettificare?

Decisamente. Ho 27 anni. I miei genitori sono entrambi italiani, però ho studiato al Cervantes di Roma sin dall'asilo, perché i miei ci tenevano che imparassi una lingua straniera. Ho iniziato a parlare quasi prima lo spagnolo dell'italiano. Quanto al fatto che mi attribuiscano una parentela con Valerio Mastandrea, ci sono ormai abituato. Qualche anno fa, mentre ero in attesa di fare un provino, passò un uomo che senza neanche presentarsi, mi disse: "Ciao, ieri sera ero a cena con tuo zio" e senza dire altro se ne andò.

Ho notato che non sei presente su Twitter e hai un profilo Instagram praticamente fermo. Rapporto conflittuale con i social?

Sono molto riservato. Uso i social solo a fini lavorativi. Ho creato un account Instagram da poco. Per adesso non ho avuto modo, né tempo o ispirazione per pubblicare qualcosa. Le cose della mia vita le sanno le persone che mi stanno intorno da sempre. I social, secondo me, sono anche ingannevoli. Si indossa la maschera che si pensa che gli altri approvino. È un triplo salto carpiato nel vuoto. E poi sono abbastanza noioso. Leggo dalla mattina alla sera: testi teatrali, poesie, romanzi. Esco di casa per due ore per allenarmi in piscina e poi rientro e mi rimetto a leggere. Amo lo sport, ho praticato arti marziali per quasi 20 anni. Io e la tecnologia non ci siamo mai stati troppo simpatici a vicenda. Sono scarsissimo. Ogni volta che mi succede di dover fare un'operazione sul computer, che sia più di un copia-incolla, devo chiamare mio fratello.

Veniamo, infine, a ciò che stai facendo a Los Angeles. Sei tra i protagonisti della serie Netflix From Scratch con Zoe Saldana, prodotta da Reese Witherspoon e tratta dal libro di Tembi Locke. 

È la storia di una ragazza afroamericana che si innamora di uno chef siciliano interpretato da me. Una storia d'amore. Sul set c'è un'energia particolare. Tutti abbiamo ritrovato nella trama qualcosa della nostra esperienza personale e sono certo che sarà così anche per chi la guarderà. Abbiamo finito la terza settimana di riprese, manca ancora un lunghissimo percorso, vediamo dove ci porta.